Non bastava il Superbonus...
Il Reddito di cittadinanza presenta ancora il conto: 66 denunciati per oltre 900mila euro di frode. L’eredità avvelenata di Conte
Le eredità nefaste del governo Conte non smettono di affliggerci. Non bastessero i 174 milardi del Superbonus che gravano sulle casse pubbliche, anche le truffe da reddito di cittadinanza continuano a ricordarci quanto la misura grillina che il governo ha abolito rappresenti una voragine. “Come amano ricordarci quotidianamente il Movimento 5 Stelle e le opposizioni di centrosinistra, sono ormai quattro anni che alla guida del Paese c’è il Governo di Giorgia Meloni, sostenuto dalla maggioranza di centrodestra. Eppure, a distanza di quattro anni, continuiamo a trascinarci le conseguenze delle scelte scriteriate di Giuseppe Conte e del Movimento 5 Stelle”. Lo fa notare il deputato salentino di Fratelli d’Italia Saverio Congedo proprio a proposito di una mega-truffa in provincia di Lecce.
Reddito di cittadinanza, 66 “falsi poveri” denunciati nel Salento
“Non soltanto il Superbonus, con i suoi 174 miliardi per le casse dello Stato e le tasche dei contribuenti, ma anche quelle che considero vere e proprie mancette di Stato, come il Reddito di cittadinanza, che alla prova dei fatti hanno mostrato tutte le loro criticità, prestando il fianco anche a truffe e abusi”. La notizia riguarda le 66 persone denunciate dalla Guardia di Finanza nella sola provincia di Lecce, per aver percepito indebitamente oltre 900mila euro. Dall’inizio dell’anno la Guardia di Finanza ha scoperto questi predunti furbetti tutti residenti nella provincia salentina, accusati di aver percepito in maniera fraudolenta il reddito di cittadinanza. Il solo pensiero che nel programam del M5S viene riproposta la misura fa accapponare la pelle. Quella stagione politica sciagurata è costata e ci costerà ancora.
Congedo (FdI): «Paghiamo ancora le scelte scriteriate di Conte e dei 5 Stelle»
Per fortuna che i controlli funzionano. Gli accertamenti si sono concentrati su specifici individui che, secondo quanto emerso dagli accertamenti, avrebbero attestato falsamente il possesso dei requisiti economici e patrimoniali necessari al momento della presentazione delle istanze per ottenere il beneficio. A conclusione delle indagini, tutti i sessantasei soggetti coinvolti sono stati denunciati alla Procura leccese. Per impedire la dispersione del denaro pubblico, i finanzieri hanno richiesto un provvedimento di sequestro preventivo per le somme indebitamente accumulate da quelli che si potrebbero tranquillamente definire “falsi poveri”. I trasgressori sono stati segnalati anche alla direzione provinciale dell’Inps, la quale ha già avviato le procedure amministrative necessarie per l’immediato recupero dei fondi erogati.
Fa notare Congedo. “Se questi sono i numeri di una sola provincia, viene spontaneo chiedersi quale sia la dimensione del fenomeno su scala nazionale. Naturalmente spetterà alla magistratura accertare le singole responsabilità penali; ma resta il tema delle responsabilità politiche di chi ha introdotto misure così onerose per i contribuenti, senza prevedere strumenti di controllo sufficientemente efficaci”.