La presa di posizione
Macron avverte i vandali e si distacca dall’estrema sinistra: “Nessuna violenza è legittima: né verbale, né fisica”
Come ha spiegato il presidente della Repubblica francese, «sono già stati presi provvedimenti come il coprifuoco e il divieto di assembramento e raggruppamento» e che «a chiunque intenda creare disordini nei centri cittadini, sarà impedito di farlo»
Esteri - di Gabriele Caramelli - 21 Ottobre 2026 alle 15:39
Nessuna violenza è legittima, «né verbale, né fisica». L’ha detto Emmanuel Macron da Doha, durante la sua visita nei paesi del Golfo, parlando di quanto accaduto nelle manifestazioni del 17 ottobre in Francia, in cui i manifestanti hanno devastato i negozi e messo a ferro e fuoco le città. Anche lui ha adottato una linea diversa rispetto a quella dell’estrema sinistra guidata da Jean-Luc Melenchon, che sin dalle prime rivolte è sceso in piazza assieme a La France insoumise per sostenere le proteste, che poi sono degenerate di giorno in giorno.
Sembrano essere lontani i tempi in cui, pur di mantenere un posto all’Eliseo, era disposto a creare un cordone sanitario con la sinistra radicale per arginare l’ascesa del Rassemblement national. Poi il presidente della Repubblica francese ha annunciato che domani si terrà una riunione assieme ai servizi segreti e alcuni ministri per redigere un “resoconto” dei fatti del 17 ottobre.
Macron si stacca dall’estrema sinistra sulle devastazioni francesi a opera degli antagonisti
Macron ha sostenuto che secondo lui «non c’è un’ingerenza straniera, visibile, nei fatti che sono accaduti. C’è stata invece una manipolazione straniera dell’informazione, a posteriori, che ha dato luogo a commenti tanto inaccettabili quanto stupidi da parte di molti, compresi dirigenti stranieri». Un po’ azzardato, visto che in piazza sono scesi parecchi francesi di seconda generazione, proprio come accaduto in Italia con le devastazioni ad opera dei maranza.
«Si sono viste immagini dell’intelligenza artificiale che hanno mostrato scene che non sono mai accadute in Francia – ha proseguito -. Ci sono persone che hanno spiegato che eravamo stati invasi da orde di migranti e islamisti, il che è totalmente falso. In quei momenti, si vede chi ama la Francia e chi non la ama». Al di là delle manomissioni sul web, che in Francia ci siano stati episodi legati al fondamentalismo islamico è innegabile: basti pensare agli attentati del Bataclan e di Charlie Hebdo, oppure all’omicidio del professor Samuel Paty.
L’Eliseo corre ai ripari per limitare i danni delle prossime manifestazioni
«Sabato scorso, in diverse città del Paese, sono accaduti fatti inaccettabili che ci hanno scioccato e addolorato tutti», ha spiegato Macron, sottolineando di aver richiesto «chiarimenti» e di aver fornito «una tabella di marcia» per affrontare la crisi delle piazze. La riunione di domani con l’intelligence e i membri del governo servirà proprio a delineare «un resoconto dettagliato di tutto ciò che è accaduto esattamente», per fare «piena chiarezza» su quanto avvenuto. Sui rischi di devastazioni per il prossimo sabato, Macron ha annunciato che saranno adottate le misure necessarie: «Sono già stati presi provvedimenti come il coprifuoco e il divieto di assembramento e raggruppamento» e che «a chiunque intenda creare disordini nei centri cittadini, sarà impedito di farlo». «Non deve esserci alcuna incertezza – ha ribadito -. Sto svolgendo il mio ruolo, sono concentrato sul mio compito».
«Ho cercato di fare cose buone, forse non le ho fatte abbastanza bene»
Ma alla fine, da parte di Macron, è arrivato anche un mea culpa: «Ho cercato di fare delle buone cose, forse non le ho fatte abbastanza bene». Auspicando «maggiore trasparenza» per Parcoursup, la piattaforma di orientamento scolastico al centro delle rivendicazioni degli studenti delle scuole superiori, Macron ha sostenuto che bisogna sentire ciò che viene espresso riguardo all’angoscia esistente» della generazione segnata dagli attentati, dal Covid, dai cambiamenti nel mondo del lavoro legati all’intelligenza artificiale, dalla guerra in Ucraina e dalla crisi climatica.
Un modo per strizzare l’occhio ai giovani, come hanno testimoniato le sue parole successive: «Bisogna ascoltare, bisogna offrire sostegno, bisogna cercare di fare del proprio meglio. In questi ultimi anni ho cercato di fare del mio meglio; forse ho provato a realizzare cose positive, ma forse alcune non le ho fatte abbastanza bene». Per una volta magari potrebbe anche provare ad avere polso con i ragazzi e con la sinistra radicale, ricordandogli che le leggi nazionali non sono opzionali e vanno quindi rispettate.