Filo rosso
Cortei, il d-day del 20 novembre con 101 sigle pronte a bloccare l’Europa. Strano, la stessa data dello sciopero di Landini: la Cgil soffia sul fuoco?
Un report di Fox News svela la mappa di un centinaio di gruppi radicali che preparano manifestazioni, blocchi e scioperi in 12 Paesi Ue nello stesso giorno cerchiato in rosso nel calendario. E tra sigle comuniste, socialiste, collettivi pro-Pal e gruppi antagonisti, spunta pure il sindacato di Corso d'Italia: una coincidenza?
Cortei e contestazioni, il d-day è fissato per il 20 novembre e Mr Cgil, Maurizio Landini, ha già annunciato la sua presenza nel giorno in cui – lo conferma un’inchiesta della statunitense Fox News, che Il Tempo rilancia – l’emittente d’oltreoceano che ha censito ben 101 organizzazioni tra comunisti, socialisti, collettivi pro-Pal e gruppi antagonisti, sarebbero pronti a paralizzare 12 Paesi europei con scioperi, occupazioni e blocchi stradali. Una mobilitazione su scala continentale la cui data coincide perfettamente con quella scelta da Maurizio Landini: il prossimo 20 novembre.
Proteste studentesche (ma non solo) in tutta Europa: e la Cgil si allinea
Tanto per essere chiari, riferisce il quotidiano capitolino nel dettaglio: «Dopo 54 gruppi censiti in Francia, ieri l’inchiesta ha aggiornato a 101 il numero delle organizzazioni che promuovono, partecipano o rilanciano le proteste. Fra loro comunisti, socialisti, sindacati e gruppi pro-Palestina. Solo 33 sono organizzazioni guidate da studenti o giovani. Nell’elenco pubblicato dalla giornalista Asra Q. Nomani, figurano quattro realtà italiane: Rete della Conoscenza, Unione degli Studenti, Link-Coordinamento Universitario e Cgil».
Quella strana sovrapposizione della data…
Ma c’è di più. Perché spingendosi oltre la mera coincidenza tempistica Fox News leggendo tra le righe e analizzando i dati, adombra l’esistenza di un filo rosso che legherebbe le piazze della contestazione radicale alle scelte della Cgil. Ma procediamo con ordine. Dunque da un lato – osserva la rete americana – il manifesto dell’International Youth Strike invoca lo scioglimento della Nato. Mentre dall’altro, la Cgil e i sindacati studenteschi ad essa collegati, si inseriscono nel medesimo solco. Anche se, sottolinea Il Tempo, «l’inchiesta non cita finanziamenti alla Cgil».
Mobilitazione permanente e deriva radicale
Intanto, però, in Francia gli organizzatori dei cortei hanno già fissato per il 24 ottobre un’altra giornata di protesta, denominata Acte II, annunciando 212 mobilitazioni sul territorio. Mentre in Italia, come noto, il Movimento 17 Ottobre ha promesso (minacciato?) una «mobilitazione permanente» ogni sabato alle 15 «contro il governo dei padroni». Un appuntamento splittato su più piazze che vanno da Piazza Duomo a Milano a Piazza Nettuno a Bologna. Passando per Piazza Castello a Torino, Circo Massimo a Roma, Piazza Santa Maria Novella a Firenze, Piazza Mazzini a Padova. Fino a Piazza Umberto I a Bari e Piazza De Ferrari a Genova.
Cortei, proteste studentesche e blocchi: e la Cgil di Landini si tuffa nella rete
E la domanda sorge spontanea: semplice sovrapposizione di date, o chiara convergenza strategica di una sinistra che, pur di picconare il governo e le istituzioni, non esita a spingere la protesta sociale verso le derive in atto? Del resto, altre coincidenze sembrerebbero far sorgere dubbi e alimentare i sospetti: a partire dalla constatazione secondo cui, mentre in Europa la morsa delle piazze si prepara a serrare la stretta annunciando centinaia di mobilitazioni, in Italia la febbre della contestazione violenta sembra crescere al riparo da qualsiasi condanna netta ed esplicita da parte della sinistra politica e sindacale. Anzi…
Il singolare caso del “Movimento 17 ottobre”
L’ultima prova non arriva forse dal neonato Movimento 17 ottobre che proprio a ridosso del weekend di fuoco che ha incendiato le città del Bel Paese, ha annunciato via social una mobilitazione permanente in calendario ogni sabato nelle principali piazze italiane. Una realtà liquida, quella dell’ultima sigla antagonista spuntata nell’agorà social e nelle strade di casa nostra, priva di una leadership dichiarata, forse proprio per sfuggire ai controlli, oltre che permeata dai soliti slogan di odio ideologico e rabbia socialmente “utile” e che, inaccettabilmente, si fa forza e serra i ranghi anche coi video e i messaggi diffusi sui social, con tanto di deliranti video di propaganda che esaltano saccheggi e devastazioni spacciati per “espropri proletari”.
La Cgil di Landini ha scelto da che parte stare e su quale fuoco soffiare?
Pertanto, provando a tirare le somme su una realtà magmatica al momento alimentata da voci, segnalazioni, dubbi e “coincidenze” per cui, di fronte a un clima di crescente tensione che corre sul web come nelle piazze, la sovrapposizione della data alimenta interrogativi politici sul ruolo della Cgil e sulle convergenze tra protesta sindacale e mobilitazioni antagoniste. E pone una domanda tutt’altro che secondaria: il sindacato di Landini intende limitarsi alla tutela dei lavoratori, o scegliere una sponda politica in un movimento di contestazione sempre più radicale che punta al disordine e alla spallata istituzionale?