La vittoria a sorpresa
Le fanfare della sinistra festeggiano gli studenti in Serbia. Ma Schlein e Conte non c’entrano nulla con loro
Basta poco per fare esultare la sinistra. Nel giorno della vittoria del vecchio Lula in Brasile che fa scattare i trenini del Pd in via del Nazareno, nel segno del ritornello “A-e-i-o-u ipsilon, Brigitte Bardò-bardò”, perfino l’exploit degli studenti in Serbia diventa un motivo di speranza, o di consolazione, per i vari Schlein e Conte. Ma a ben vedere, per i “campolarghisti” di casa nostea, c’è ben poco da festeggiare. In Serbia non ha vinto la destra, ma neanche la sinistra, tantomeno quella italiana “islamizzata”, i Pro-Pal, assenti dal dibattito e dalle foto di gruppo, e tantomeno il modello Ceuta, quello dell’immigrazione incontrollata.
Gli studenti della Serbia e i festeggiamenti della sinistra
In Serbia hanno vinto gli studenti, alla guida di un movimento trasversale che ha raccolto consensi anche negli ambienti conservatori e nazionalisti. La sconfitta di Aleksandar Vučić non rappresenta quindi automaticamente una vittoria della sinistra. Il Partito Progressista Serbo (SNS), di orientamento nazional-conservatore e populista, costituiva il principale pilastro della coalizione «Aleksandar Vučić – Serbia Unita». Sul fronte opposto si è affermata la Lista degli Studenti, sostenuta da un elettorato politicamente eterogeneo. Una terza posizione è stata occupata dalla coalizione nazional-conservatrice «Destra Autentica», guidata da Miloš Jovanović, che ha presentato una propria lista senza aderire né allo schieramento di Vučić né a quello studentesco.
Per Lucia Annunziata, europarlamentare del Pd eletta come indipendente, la vittoria degli studenti e delle studentesse in Serbia «è una straordinaria lezione politica» al leaderismo, di destra, s’intende. Secondo la giornalista, i giovani hanno sfidato un sistema politico accentrato senza contrapporgli un altro leader, puntando invece su assemblee, occupazioni universitarie e mobilitazione collettiva. Annunziata ha poi accostato l’esperienza serba a quella brasiliana di Lula, pur riconoscendo le profonde differenze tra i due casi. A suo giudizio, il fattore comune è stato il ruolo decisivo della partecipazione popolare.
Ma va chiarito e Conte e Schlein, prima ancora che ad Avs, che gli studenti serbi non sono un movimento esclusivamente di sinistra. La loro coalizione comprende sensibilità progressiste, liberali, conservatrici e nazionaliste ed è nata soprattutto dalla mobilitazione contro la corruzione e dalla richiesta di istituzioni più trasparenti. Il Fronte Verde-Sinistra e altre formazioni di opposizione hanno rinunciato a presentare proprie liste per favorire il movimento studentesco ma non sono parte del progetto. Il putiniano Vucic, su posizioni “grilline” rispetto alla Russia, ha perso anche sui temi di politica estera cari alla sinistra italiana. Ma per la Schlein tutto fa brodo.”Gli studenti vincono, davvero. Un’ondata di partecipazione spazza via l’autocrazia”. Ma siamo sicuri che erano come quelli italiani ai comandi del regista islamico Pro-Pal?