Una settimana dopo
Dalle devastazioni alle piazze sicure: così la stretta di Meloni ha fermato i violenti. I numeri della svolta
Sabato 17 ottobre Milano ha contato vetrine sfondate, negozi saccheggiati, 14 agenti feriti e circa 700mila euro di danni stimati da Confcommercio. Sabato 24 ottobre decine di migliaia di persone sono tornate a manifestare, e le devastazioni non si sono ripetute. In mezzo, sette giorni, un decreto e una stretta sui controlli.
A mettere a confronto le due giornate è una nota informativa dell’Ufficio Studi dei gruppi parlamentari di Fratelli d’Italia che il Secolo ha avuto modo di consultare. Il documento legge la differenza come il primo risultato della strategia del governo Meloni: il decreto-legge 190/2026, approvato il 20 ottobre e in vigore dal 23, introduce il reato di violenza organizzata nelle manifestazioni, con pene da due a cinque anni per chi partecipa e fino a dodici per organizzatori e istigatori.
Il banco di prova è stato il 24 ottobre. A Milano, tra controlli nelle stazioni e presidi, sono state identificate 2.885 persone, con 44 denunce e cinque arresti. A Roma ci sono stati 28 fermi preventivi, a Torino 413 identificati, 25 denunce e due arresti. Non sono mancate tensioni, soprattutto a Torino, ma nessuna replica degli scontri della settimana prima.
Il 17 ottobre: il sabato della guerriglia
Il 17 ottobre il centro di Milano era diventato il teatro di scontri durante una manifestazione contro il carovita: barricate, incendi, negozi saccheggiati e attacchi alle forze dell’ordine. Nei due giorni successivi 271 persone sono state accompagnate in Questura, 220 delle quali minorenni, mentre i feriti tra gli operatori sono stati 14. Violenze anche a Torino, Bergamo e Bologna, dove gli agenti feriti o contusi sono stati 36.
Pene fino a 12 anni e trattenimento fino a 12 ore
Il cuore del decreto è il nuovo reato di violenza organizzata: da due a cinque anni di carcere per chi partecipa a gruppi di almeno cinque persone che usano oggetti pericolosi creando un concreto rischio per l’incolumità altrui. Per chi organizza o istiga, anche attraverso i social, le pene possono arrivare a dodici anni. Rafforzati anche gli strumenti di prevenzione, compreso il trattenimento fino a dodici ore nei casi previsti dalla legge.
«Chi rompe paga»: il capitolo dei minorenni
Il dato dei 220 minorenni accompagnati in Questura spiega perché una parte del decreto riguardi le famiglie. Per le violenze commesse da minorenni durante le manifestazioni sono previste, nei casi stabiliti dalla legge, sanzioni da 500 a 2.000 euro a carico di chi esercita la responsabilità genitoriale, salvo prova di non aver potuto impedire il fatto. Restano inoltre gli obblighi di risarcimento dei danni. L’obiettivo dichiarato dal governo è evitare che il conto delle devastazioni ricada su commercianti e contribuenti.
Più agenti in strada
La strategia comprende anche il rafforzamento degli organici. Secondo i dati dell’Ufficio Studi di FdI, dal 2022 a giugno 2026 sono entrati in servizio oltre 47.500 operatori delle forze dell’ordine, e a Milano sono previsti altri 500 militari di Strade Sicure.
Manifestare sì, devastare no
Per Fratelli d’Italia il principio è netto: manifestare è un diritto, devastare e aggredire gli agenti è un crimine. Il confronto tra il 17 e il 24 ottobre è un primo risultato: piazze ancora affollate, ma senza il ritorno delle devastazioni. Grazie alla svolta impressa dal governo Meloni.