Il governo raccoglie i frutti
Stelle al Merito del Lavoro, Calderone celebra l’Italia che produce: “Un esempio per il Paese”
Nel quarto anniversario del governo Meloni, con l’occupazione ai massimi, la ministra premia le eccellenze italiane al Quirinale: "La competenza può camminare insieme all’etica"
L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. E a quattro anni dall’insediamento del governo Meloni, proprio l’occupazione rappresenta uno dei fiori all’occhiello dell’esecutivo di centrodestra. A parlare sono innanzitutto i numeri: oltre 24,3 milioni di occupati, circa 1,3 milioni in più rispetto all’estate del 2022, con una crescita particolarmente significativa dei contratti a tempo indeterminato. Un bilancio che restituisce centralità al primo articolo della Costituzione e che trova una cornice particolarmente significativa nella cerimonia di consegna delle Stelle al Merito del Lavoro 2026, svoltasi giovedì 22 ottobre al Quirinale, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
A rappresentare il governo è stata la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Elvira Calderone, che ha ricordato la coincidenza tra la ricorrenza istituzionale e il quarto anniversario dell’esecutivo. «Considero un privilegio essere qui per il quarto anno consecutivo di fronte alla comunità dei Maestri del Lavoro e di fronte a lei, Presidente, nel quarto anniversario del governo», ha esordito.
Calderone al Quirinale: il valore del lavoro
Al centro dell’intervento, il riconoscimento tributato a quanti hanno fatto della professionalità una testimonianza di responsabilità civile. Non soltanto lavoratori meritevoli, ma custodi di un patrimonio di conoscenze indispensabile alla crescita del Paese.
«Diventa Maestra o Maestro del Lavoro chi dimostra che la competenza può camminare insieme all’etica. Che l’innovazione può procedere insieme alla responsabilità», ha sottolineato Calderone, indicando nella capacità di trasmettere esperienza alle nuove generazioni il tratto distintivo di questo riconoscimento.
«È l’unione tra sapere tecnico, esperienza e visione d’insieme che consente di affrontare le sfide del nostro tempo nei contesti complessi nei quali siamo chiamati ad agire. Ed è un cammino che non si percorre nella solitudine». Un messaggio che acquista particolare rilievo in un mercato occupazionale profondamente cambiato, nel quale, come osservato dalla ministra, convivono ormai cinque generazioni differenti. Una ricchezza da valorizzare, anziché disperdere, attraverso la formazione continua e il dialogo tra professionalità.
Per Calderone, i Maestri del Lavoro costituiscono infatti «una vera infrastruttura sociale al servizio del Paese», capace di trasformare il sapere individuale in una risorsa collettiva. Perché «una società cresce quando le competenze si condividono, le generazioni dialogano e nessuno rimane solo di fronte alle sfide del cambiamento».
Dall’Ia alla sicurezza: le sfide del governo
Lo sguardo si è quindi spostato sulle trasformazioni tecnologiche, a cominciare dall’intelligenza artificiale. Un’opportunità da governare, senza cedere all’illusione che l’automazione possa sostituire l’esperienza e la responsabilità delle persone.
«Nessuna innovazione può sostituire il giudizio e la responsabilità dell’uomo», ha scandito la ministra, ribadendo un principio che costituisce la bussola dell’azione dell’esecutivo: la centralità della persona, alla quale ogni progresso tecnologico deve restare subordinato.
La persona al centro
Una centralità che passa inevitabilmente anche dalla sicurezza. «Ogni progresso, ogni nuovo strumento, ogni modello organizzativo ha valore ed efficacia solo e soltanto se rimane al servizio dell’essere umano e del suo benessere materiale e spirituale». La titolare del dicastero ha così richiamato l’impegno del governo sul rafforzamento delle tutele, dei controlli e degli strumenti di prevenzione, insistendo sulla necessità di affiancare agli interventi normativi un cambiamento culturale.
L’obiettivo è affermare il principio dell’«Agire Prima», affinché la prevenzione degli incidenti diventi una responsabilità condivisa e non un adempimento burocratico.
Il discorso si è concluso con un ringraziamento ai nuovi insigniti, chiamati a continuare a rappresentare un esempio per le comunità e per le giovani generazioni. «Continuate ad essere Maestri del Lavoro, testimoni e promotori del lavoro buono», ha concluso Calderone. Un richiamo al valore della competenza e del merito che, nel giorno del quarto anniversario del governo Meloni, riporta al centro della scena istituzionale il fondamento stesso della Repubblica: il lavoro.