Da Roma a Milano, a Bologna
I giovani del Pd piantano le tende contro il caro-affitti. Ma le città più care sono tutte governate dalla sinistra
Virginia Libero chiama alla mobilitazione contro Meloni, ma da Milano a Bologna l'emergenza abitativa esplode nelle roccaforti progressiste. E i numeri raccontano una storia assai diversa da quella dei dem
Politica - di Alice Carrazza - 10 Ottobre 2026 alle 15:01
L’8 ottobre i Giovani democratici hanno piantato le tende in piazza Bologna, a Roma, per denunciare l’emergenza abitativa. A guidarli Virginia Libero, segretaria dell’organizzazione, che ha liquidato il “Piano Casa” del governo come «di cartone» e accusato Giorgia Meloni di ignorare chi non riesce a pagare l’affitto. Un dettaglio, tuttavia, è rimasto fuori dall’inquadratura: Roma è amministrata dal primo cittadino dem Roberto Gualtieri. E la Capitale non è un caso isolato. Da Milano a Firenze, passando per Bologna, le città dove una stanza costa di più agli studenti hanno tutte qualcosa in comune: sono governate dal centrosinistra. Una coincidenza che sembra sfuggire ai giovani del Pd, prontissimi a contestare Palazzo Chigi e assai meno inclini a chiedere conto ai propri amministratori e padri politici.
Quattro città, quattro sindaci di sinistra. Un caso?
I numeri, del resto, hanno il difetto di non rispettare le convenienze politiche. Secondo l’indagine di Immobiliare.it Insights dell’agosto 2026, una stanza singola costa mediamente 704 euro a Milano, 627 a Firenze, 615 a Roma e 585 a Bologna. A governarle sono rispettivamente Giuseppe Sala, Sara Funaro, Roberto Gualtieri e Matteo Lepore. Tutti esponenti del centrosinistra.
Eccoli, i “piccoli Sánchez” di casa nostra. Con il premier socialista spagnolo condividono l’appartenenza politica e un’emergenza abitativa tutt’altro che risolta. Con una differenza: Sánchez dovrà rispondere agli elettori spagnoli il prossimo 29 novembre. I suoi omologhi italiani, per il momento, possono contare su un comodo parafulmine: Palazzo Chigi.
Naturalmente, nessun sindaco stabilisce per decreto il prezzo degli affitti. Ma urbanistica, edilizia residenziale, recupero degli immobili pubblici e programmazione dei servizi sono anche responsabilità comunali. Eppure, nella protesta dei Giovani democratici, tutto questo scompare.
La stessa Libero che alla Festa dell’Unità prometteva «organizzeremo i disertori» oggi organizza gli accampamenti. Insomma, disertori di Stato, ma sempre soldatini del partito.
Milano, quindici anni di centrosinistra e il conto agli studenti
Il caso più istruttivo è Milano, amministrata dal centrosinistra dal 2011. Secondo i dati diffusi dal Sunia, oltre 211mila universitari, dei quali più di 100mila fuori sede, devono confrontarsi con un’offerta pubblica inferiore a 8mila posti letto. Una sproporzione difficile da attribuire esclusivamente agli ultimi anni di governo nazionale.
Nel frattempo, il celebrato modello Milano ha privilegiato l’attrattività immobiliare e i grandi investimenti. Il giornalista Gianni Barbacetto, , citato oggi da Maurizio Belpietro su La Verità, certo non sospettabile di simpatie meloniane, ha stimato in circa due miliardi di euro il valore dei servizi e delle risorse che la città avrebbe perso attraverso le scelte del proprio sistema urbanistico. Una ricostruzione che solleva un interrogativo politico inevitabile: quanta edilizia accessibile si sarebbe potuta realizzare con una diversa programmazione?
Gli sfratti diminuiscono. Ma alla sinistra serve la rivolta
C’è poi la distanza tra l’emergenza reale e la rappresentazione di un’Italia prossima al collasso abitativo. Per Confedilizia, sulla base dei dati del Viminale, nel 2025 gli sfratti eseguiti sono diminuiti del 14,27%, i provvedimenti emessi del 7,56% e le richieste di esecuzione del 23,69%. Nell’ultimo decennio gli sfratti effettivamente eseguiti si sono ridotti del 44,1%. L’Istat rileva inoltre che il 73,9% delle famiglie vive in un’abitazione di proprietà. Questo non cancella le difficoltà dei giovani né il problema dell’accesso alla casa nelle grandi città, ma smentisce l’idea di un Paese uniformemente travolto dagli sfratti.
Quanto all’immobilismo attribuito all’esecutivo, il ministero dell’Università ha annunciato oltre 63.200 posti letto attivati attraverso il “Piano Housing”: 33mila già realizzati e circa 30mila destinati a diventare disponibili nel 2027. Numeri che difficilmente si conciliano con la caricatura di un governo rimasto a guardare.