Scoppia il caso
Foto oscene del prof inviate nelle chat: gli studenti scioperano al liceo di Ravenna. Protesta contro la preside: “Fa finta di niente”
Al Dante Alighieri gli studenti chiedono l'allontanamento definitivo dell'insegnante e accusano la dirigenza di aver evitato il confronto. La Procura ha aperto un fascicolo, mentre il docente continua a sostenere che si sia trattato di un errore
Un professore invia agli studenti fotografie di materiale scolastico, ma tra le immagini finiscono anche quelle dei suoi genitali. E al liceo classico Dante Alighieri di Ravenna scoppia la protesta. Ieri mattina oltre venti studenti, un centinaio prima del suono della campanella, hanno scioperato davanti all’istituto, tra fumogeni e uno striscione con la scritta «Alighieri in sciopero contro molestie e abusi di potere». A far esplodere il malcontento, oltre all’episodio che coinvolge il docente, è soprattutto la gestione della vicenda da parte della dirigenza scolastica, accusata dai ragazzi di aver evitato il confronto e lasciato senza risposta le loro richieste di chiarimento.
«Siamo rimasti estremamente delusi dal comportamento della scuola e della dirigente scolastica che non ha risposto alle richieste di chiarimento, confronto e rassicurazione», denunciano gli studenti al Resto del Carlino. La richiesta principale è l’allontanamento definitivo del professore da ogni attività didattica a contatto con gli alunni, mentre sulla vicenda sono già in corso accertamenti della Squadra mobile.
Le foto intime inviate agli studenti e la difesa del professore
Tutto ha avuto inizio circa due settimane fa, quando l’insegnante, nel condividere fotografie di alcune dispense scolastiche, ha inviato anche foto intime. Un episodio che ha immediatamente sollevato interrogativi sulla natura dell’invio e provocato preoccupazione tra gli studenti.
La tesi del professore
Il professore ha sostenuto fin dall’inizio che si sia trattato di un errore, escludendo qualsiasi intenzionalità. «Ho allargato il campo della fotocamera perché le immagini fossero complete e, senza rendermene conto, ho ripreso anche parte dei miei organi sessuali», ha spiegato per giustificare l’accaduto. Una versione sulla quale spetterà agli investigatori fare chiarezza. La Procura di Ravenna ha infatti aperto un fascicolo, a seguito di una segnalazione della stessa dirigente scolastica, mentre la sezione competente della Squadra mobile sta effettuando le verifiche necessarie. Nei giorni successivi all’episodio il docente si è sottoposto anche a controlli ospedalieri e, al momento, non è ancora tornato in classe.
La protesta contro la preside
A esasperare gli animi sarebbe stato soprattutto il silenzio attribuito alla dirigenza nelle settimane successive. Secondo quanto raccontato dagli studenti, «la preside ha partecipato solo a brevi incontri nelle classi che hanno ricevuto la foto, spiegando che la scuola, dopo l’accaduto, “ha fatto il possibile”, ma senza entrare nel merito delle azioni intraprese». E ancora: «Poi, a mail e richieste di incontri da parte degli studenti non ha mai risposto. Ci è stato detto che era troppo impegnata».
Da qui l’accusa, particolarmente pesante, di aver preferito proteggere l’immagine dell’istituto anziché affrontare apertamente la questione. Una contestazione avanzata dai giovani di Osa, Opposizione Studentesca d’Alternativa, non un comportamento accertato. La dirigente, riferisce inoltre il Resto del Carlino, non avrebbe risposto neppure alle richieste di chiarimento della testata.
Le richieste degli studenti dopo lo scandalo
Oltre all’allontanamento definitivo dell’insegnante, i manifestanti chiedono l’istituzione di un tavolo permanente tra docenti e studenti per esaminare eventuali segnalazioni e problematiche interne. Tra le rivendicazioni figurano anche l’introduzione delle carriere alias e di percorsi di educazione sessuale e affettiva affidati a professionisti esterni. Intanto, mentre l’indagine dovrà stabilire se l’invio delle fotografie sia stato davvero accidentale, la scuola si trova a dover gestire una protesta che va oltre il singolo episodio.