Giovani vandali
Torino, devastazione al Liceo Boselli: scuola chiusa e computer distrutti. Montaruli: “Responsabili e famiglie paghino i danni”
L'esponente di Fratelli d'Italia denuncia la "matrice ideologica" delle occupazioni e sospetta una regia esterna: "Nessun buonismo"
Sette computer distrutti, porte divelte, estintori svuotati e un edificio scolastico costretto a chiudere per ragioni di sicurezza. È il bilancio della tentata occupazione dell’istituto Paolo Boselli di Torino, dove questa mattina la protesta studentesca è degenerata in una serie di danneggiamenti che hanno reso necessario l’intervento dei carabinieri. E mentre la scuola sospende le lezioni per ripristinare le condizioni di sicurezza, da Fratelli d’Italia arriva il commento: «I responsabili della devastazione e le relative famiglie paghino i danni causati alla struttura e alle dotazioni della scuola». A chiederlo è la vicecapogruppo di FdI alla Camera, Augusta Montaruli, che punta il dito anche contro la «matrice ideologica» delle occupazioni e l’eventuale coinvolgimento di organizzazioni esterne agli istituti.
Cosa è successo al Boselli
La situazione è precipitata nelle prime ore di martedì 13 ottobre, quando un gruppo di giovani, alcuni con il volto coperto, ha tentato di occupare la sede di via Montecuccoli. Stando alla ricostruzione dei carabinieri, ancora oggetto di accertamenti, sarebbero stati esplosi petardi, trascinati banchi in strada e rovesciati cassonetti. All’interno dell’edificio, intanto, venivano danneggiati computer e arredi, mentre la polvere degli estintori svuotati rendeva l’aria difficilmente respirabile.
@gaetano.covelli4
La dirigente scolastica Angelina Cogliano ha raccontato di aver accusato personalmente problemi alla gola e alla lingua. «A un certo punto ho dovuto chiudere tutto per questione di sicurezza. Ho chiamato i carabinieri», ha spiegato, disponendo la sospensione delle lezioni per alcuni giorni.
Durante l’intervento delle forze dell’ordine uno studente maggiorenne, iscritto al corso serale, è stato fermato e rilasciato dopo circa due ore. Nei suoi confronti sono state formulate contestazioni relative all’occupazione, alla resistenza a pubblico ufficiale e al danneggiamento. Una cinquantina di manifestanti si è quindi radunata davanti alla caserma di via Valfrè per protestare contro il fermo.
Montaruli: “Un’unica regia dietro le occupazioni”
La vicenda ha provocato la dura reazione di Montaruli, che invita gli studenti estranei alle violenze a collaborare con le autorità. «Chi vuole davvero manifestare e chi non approva l’occupazione isoli i violenti dando informazioni alle Autorità. Solidarietà va alla Preside che ha tentato in ogni modo di mediare con chi occupava», dichiara la parlamentare.
Ma il punto politico, secondo l’esponente di FdI, va oltre i danneggiamenti. «Si evince pure dal suo racconto come la matrice ideologica di chi ha organizzato l’occupazione non possa ritenersi esente da responsabilità», osserva, sostenendo che la presenza di persone estranee all’istituto confermerebbe «che la serie di occupazioni che si stanno svolgendo ha un’unica regia che non parte certamente dalle scuole, ma dalle solite organizzazioni che usano violenza anche in piazza».
Da qui l’appello a individuare gli eventuali responsabili esterni: «Nessun buonismo. Chi ha sbagliato risarcisca».
La preside aveva offerto il dialogo: “Mi sento tradita”
A rendere ancora più amara la vicenda è il tentativo di mediazione avviato dalla dirigente appena il giorno precedente. Cogliano aveva incontrato gli studenti in assemblea, ascoltandone le richieste sulle condizioni dell’istituto e impegnandosi a verificare possibili interventi, compatibilmente con le risorse disponibili. «Ho detto venite in dirigenza e poi ne parliamo», ha ricordato. La preside aveva persino considerato un’alternativa all’occupazione: «Era mia volontà, nel caso, proporre un’autogestione».
Il confronto, tuttavia, non è bastato. Anche Cogliano denuncia i sospetti: «Secondo me sono stati strumentalizzati questi ragazzi e io mi sono sentita proprio tradita».
Gli studenti accusano i carabinieri
Di tutt’altro tenore la versione dei collettivi studenteschi, che rivendicano la natura pacifica dell’iniziativa e accusano le forze dell’ordine di aver aggredito alcuni manifestanti. Accuse che restano da verificare. L’episodio si inserisce nella crescente mobilitazione degli istituti torinesi, che guarda alle proteste francesi e allo sciopero studentesco del 16 ottobre. Tra le scuole interessate figurano anche il Berti e il Majorana di Moncalieri.
Dal pulpito comunale il sindaco del Pd Stefano Lo Russo invita ad “ascoltare le ragioni della protesta” senza giustificare la violenza: «Trovo illogico chiedere fondi per gli investimenti e danneggiare la proprietà pubblica che poi qualcuno deve pagare».