Alla Camera
Debiti, FdI presenta la proposta per aiutare 3 milioni di italiani: stop ai pignoramenti e meno burocrazia
Giorgianni: «Ripartire si può non è uno slogan, ma un pacchetto di misure sociali ed economiche di buon senso»
Una seconda possibilità per chi è finito nella morsa dei debiti, senza scorciatoie e senza penalizzare i creditori. È questo l’obiettivo della proposta di legge «Ripartire si può», presentata nel corso di un convegno nella Sala della Regina della Camera dei deputati, su iniziativa di Letizia Giorgianni, deputata di Fratelli d’Italia e componente della commissione Bilancio. Un intervento che punta a rendere più accessibili e meno complicate le procedure previste dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, offrendo una concreta possibilità di ripartenza a una platea potenziale di circa tre milioni di italiani.
All’incontro, dal titolo «Ripartire si può – Dai debiti alla ripartenza», hanno partecipato anche Carolina Varchi, deputata di FdI e segretario di Presidenza della Camera, Ciro Maschio, presidente della commissione Giustizia di Montecitorio, e gli avvocati Elvira Carpentieri e Francesco Cacciola.
Stop temporaneo ai pignoramenti: cosa prevede la proposta di FdI
Il punto di partenza è una contraddizione che rischia di rendere inutili gli strumenti già previsti dalla legge: chi decide di affrontare i propri debiti e avvia un percorso per uscire dal sovraindebitamento può ritrovarsi, proprio mentre cerca una soluzione, con un pignoramento che compromette ogni possibilità di risanamento.
Per questo Giorgianni propone di consentire agli Organismi di composizione della crisi (OCC) di chiedere al giudice la sospensione temporanea dei pignoramenti. Non una cancellazione automatica dei debiti, dunque, ma uno strumento per permettere a chi vuole regolarizzare la propria posizione di portare avanti il percorso intrapreso.
«Abbiamo iniziato a lavorare a delle modifiche al codice della crisi di impresa e dell’insolvenza, partendo dal concetto che l’indebitamento è una questione che può riguardarci tutti», ha spiegato Giorgianni, ricordando l’interlocuzione avviata insieme a Carolina Varchi con il ministero.
Dalla tutela dell’auto di famiglia ai piani di rientro più flessibili
Cinque i punti principali individuati dalla proposta. Oltre alla sospensione temporanea dei pignoramenti, si punta a introdurre una maggiore flessibilità nei piani di rientro, per adattarli alle effettive possibilità economiche di chi si trova in difficoltà.
Un’attenzione particolare viene riservata anche ai piccoli imprenditori che, dopo la chiusura dell’attività, si ritrovano a dover fare i conti sia con i debiti aziendali sia con quelli personali. L’obiettivo è consentire loro di affrontare entrambe le situazioni attraverso un unico percorso, evitando ulteriori complicazioni burocratiche.
Tra le novità figura poi la tutela dell’unica automobile a disposizione della famiglia, un bene che spesso rappresenta uno strumento indispensabile per continuare a lavorare e provvedere alle necessità quotidiane. A completare il pacchetto, la previsione di tempi certi per le procedure di sovraindebitamento.
«Ripartire si può non è uno slogan, ma è un pacchetto di misure sociali ed economiche di buon senso, perché dare la possibilità al debitore di farcela dà anche maggiori garanzie al creditore», ha sottolineato Giorgianni.
Varchi: «Non si può condannare una persona per un momento di difficoltà economica»
A ribadire il valore sociale dell’iniziativa è stata Carolina Varchi, che ha evidenziato la necessità di intervenire sulle norme attuali per renderle più efficaci e vicine alle esigenze di famiglie e imprese.
«Reputiamo che il codice delle crisi di impresa e di insolvenza necessiti di una revisione. In tanti hanno infatti il diritto alla ripartenza perché non si può condannare una persona per un momento di difficoltà economica», ha dichiarato la deputata di Fratelli d’Italia.
La proposta, ha aggiunto Varchi, potrà offrire un aiuto concreto a chi non è nelle condizioni di pagare, ma vuole tornare a lavorare. «Tempi certi dunque, meno burocrazia, e un accesso più semplice che aiuti davvero chi si trova indebitato ed è impossibilitato a poter pagare».
Sovraindebitamento, Maschio: «Una platea potenziale di tre milioni di persone»
A dare la misura del fenomeno è stato Ciro Maschio. Secondo quanto emerso dal lavoro preparatorio della proposta, i potenziali interessati sarebbero circa tre milioni di soggetti, mentre le istanze pendenti nel 2025 risultavano superiori a 1.600.
«Il fenomeno del sovraindebitamento è una delle principali criticità sociali ed economiche, a maggior ragione ora con la congiuntura internazionale che stiamo vivendo e i cui effetti stanno subendo le famiglie italiane», ha osservato il presidente della commissione Giustizia.
Per Maschio è necessario rafforzare gli strumenti che consentono al debitore incolpevole e meritevole di rimettersi in piedi, salvaguardando allo stesso tempo i diritti di chi vanta un credito.
La proposta di legge, ha confermato, è stata assegnata alla commissione Giustizia della Camera. «La porteremo avanti in questa sede con la massima convinzione e determinazione».