Convegno alla Camera
Rating di legalità, Giorgianni: «Le imprese virtuose vanno premiate. Più trasparenza dalle banche»
Premiare concretamente le imprese che investono nella legalità e rendere più trasparenti i criteri con cui le banche concedono credito. È la proposta rilanciata da Letizia Giorgianni, deputato di Fratelli d’Italia e componente della Commissione Bilancio della Camera, al termine del convegno sul rating di legalità svoltosi alla Camera dei Deputati.
«La legalità non può essere considerata soltanto un insieme di regole da rispettare: deve diventare un valore riconosciuto e, soprattutto, concretamente premiato», ha dichiarato Giorgianni.
Giorgianni: più vantaggi alle imprese con il rating di legalità
Il convegno, dal titolo “Il Rating di Legalità – Linguaggio comune tra PA, banche ed imprese”, è stato promosso dalla parlamentare insieme all’Associazione Nazionale Finanzialisti e a ItaliaOggi e ha riunito rappresentanti delle istituzioni, della magistratura, del settore bancario e delle professioni.
Per Giorgianni, il rating di legalità resta uno strumento «ancora troppo poco conosciuto e utilizzato rispetto alle sue potenzialità». L’obiettivo è far sì che gli investimenti delle aziende in trasparenza, controlli e affidabilità non rappresentino soltanto un costo, ma possano trasformarsi in un vantaggio competitivo.
Da qui la richiesta di ampliare i meccanismi premiali: «Se chiediamo a un imprenditore di investire tempo, risorse e responsabilità per operare secondo standard elevati di legalità, dobbiamo essere capaci di riconoscere quello sforzo».
Credito, la richiesta alle banche: più trasparenza
Uno dei punti centrali riguarda il rapporto tra banche e imprese. Secondo Giorgianni serve «un sistema del credito più trasparente, rapido e capace di riconoscere le imprese sane e affidabili».
Un meccanismo che, secondo la deputata di FdI, produrrebbe benefici sia per le aziende virtuose sia per gli istituti di credito, offrendo ulteriori elementi nella valutazione del merito creditizio e contribuendo a ridurre le asimmetrie informative.
Nel corso dell’incontro è stata affrontata anche la revisione della disciplina sulla responsabilità degli enti prevista dal decreto legislativo 231 del 2001. Giorgianni ha inoltre proposto di aprire una riflessione sulla destinazione delle risorse recuperate attraverso il contrasto all’illegalità: una quota potrebbe essere impiegata per tribunali, personale e digitalizzazione della giustizia.
«La sfida – conclude Giorgianni – è fare in modo che essere un’impresa corretta e virtuosa non sia soltanto un dovere, ma costituisca anche un valore riconosciuto e premiato dal sistema».