Le novità
Decreto sicurezza, basta impunità per i violenti di piazza: pagano i genitori. Tutte le misure
Dopo le violenze di Milano, il governo Meloni vara otto articoli contro la guerriglia urbana. Fino a 12 anni per chi organizza gruppi violenti, arresto differito e stretta sui minori
Il governo Meloni riscrive le regole contro la violenza di piazza. Dall’imputabilità dei minori alle multe per i genitori, dal fermo preventivo all’arresto differito, fino a un nuovo reato per chi partecipa alle devastazioni: sono otto gli articoli del decreto-legge sulla sicurezza approvato ieri dal Consiglio dei ministri. Una risposta alle giornate di guerriglia urbana che hanno trasformato Milano e altre città italiane in un teatro di saccheggi, aggressioni alle forze dell’ordine e negozi distrutti. Il principio, sintetizzato dalla premier Giorgia Meloni, è inequivocabile: «Chi rompe paga e se chi rompe è un minorenne pagano i suoi genitori».
Il nuovo reato di violenza organizzata
La novità più incisiva riguarda l’introduzione dell’articolo 420-bis del Codice penale, che punisce la partecipazione violenta alle manifestazioni pubbliche. Chi prende parte a un gruppo organizzato di almeno cinque persone e utilizza bastoni, pietre, petardi o altri oggetti pericolosi, creando un concreto pericolo per l’incolumità pubblica, rischia da due a cinque anni di reclusione e una multa tra 10mila e 20mila euro.
Il conto diventa più salato per gli organizzatori: fino a dodici anni di carcere per chi promuove o istiga alla formazione di gruppi violenti, anche attraverso i social network. Aggravanti per chi agisce a volto coperto o prende di mira infrastrutture pubbliche. Inasprite anche le sanzioni per devastazione e saccheggio, attentati agli impianti di pubblica utilità e danneggiamenti commessi in gruppo.
Minori imputabili dai 14 anni: cosa cambia
La seconda svolta riguarda l’articolo 98 del Codice penale. Tra i 14 e i 18 anni la capacità di intendere e di volere sarà presunta fino a prova contraria. Finora spettava al giudice accertare positivamente la maturità del ragazzo; con la nuova disposizione sarà la difesa a poter dimostrare l’eventuale incapacità al momento del reato.
Non viene eliminata, invece, la diminuzione della pena prevista per i minorenni imputabili. Restano non imputabili gli under 14.
A pagare potranno essere anche le famiglie: sanzioni amministrative da 500 a 1.000 euro, raddoppiate in caso di reiterazione, salvo prova di non aver potuto impedire il fatto. Per i danni al patrimonio pubblico potrà intervenire direttamente il prefetto, mentre i privati potranno ricorrere a procedure ingiuntive accelerate. Come spiegato dalla stessa Meloni, per i beni pubblici sarà il prefetto a inviare l’ingiunzione di pagamento, mentre i proprietari di beni privati danneggiati potranno ottenere dal giudice un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo.
Fermo preventivo, arresto differito e divieto di raduno
Si amplia inoltre il cosiddetto fermo preventivo: accompagnamento e trattenimento negli uffici di polizia fino a dodici ore, non soltanto durante le manifestazioni, ma anche nell’ambito di specifiche operazioni di polizia in luoghi particolarmente affollati, come quelli della movida. La misura riguarderà anche i minorenni, nel rispetto delle garanzie previste, purché sussistano elementi concreti di pericolosità.
Il questore potrà vietare fino a un anno determinati raduni a soggetti già coinvolti in comportamenti intimidatori o violenti e destinatari di precedenti provvedimenti, oppure condannati per determinati reati contro la persona o il patrimonio, compresi i 14enni.
L’arresto in flagranza differita viene esteso ai nuovi reati di gruppo: le immagini delle telecamere potranno consentire l’identificazione e l’arresto anche successivamente ai fatti. Per gestire numerose convalide contemporanee, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha annunciato la possibilità di impiegare magistrati aggiuntivi con procedure accelerate.
Diventa inoltre possibile procedere d’ufficio anche per lesioni lievi o lievissime contro agenti nell’esercizio delle loro funzioni, intervenendo sull’articolo 582 del Codice penale.
Milano, altri 500 militari per le strade
Infine, 500 militari aggiuntivi saranno destinati a Milano nell’ambito dell’operazione “Strade sicure” fino al 31 dicembre 2026. Nessuna attribuzione di nuovi poteri di polizia giudiziaria all’Esercito, ipotesi esclusa dopo le interlocuzioni istituzionali.
La distinzione politica e giuridica che il governo intende tracciare è: manifestare resta un diritto costituzionale; trasformare una protesta in un assalto organizzato non può diventare una zona franca.