L'udienza in papamobile
Papa Leone XIV scongiura l’aborto, esaltando i valori della famiglia e del matrimonio: “Un impegno più che mai urgente”
Il Pontefice si è presentato nell'automobile scoperta a piazza San Pietro, per salutare i 30mila fedeli che sono giunti ad ascoltarlo, ringraziandoli per l'attenzione e le preghiere che gli hanno rivolto nel periodo del ricovero al Gemelli
Cronaca - di Gabriele Caramelli - 21 Ottobre 2026 alle 14:01
«La fecondità dell’amore coniugale si esprime nella procreazione dei figli, ‘il dono più eccellente del matrimonio». A dirlo è stato Papa Leone XIV nell’udienza generale a piazza San Pietro, citando le parole contenute nella Costituzione Gaudium et Spes dai documenti del Concilio Vaticano II. Ad ascoltare il Pontefice c’erano circa trentamila fedeli: ancora in convalescenza dopo il ricovero al Gemelli terminato sabato scorso, Prevost non ha rinunciato al bagno di folla tra i fedeli uscendo in auto scoperta dopo pochi minuti dalla pioggia torrenziale, benedicendo la folla e tanti bambini. Poi ha aggiunto che è «più che mai urgente» promuovere il matrimonio e la famiglia, sottolineando che che «la vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura», scongiurando l’aborto come l’infanticidio’. Tra le altre cose ha ricordato che «gli atti specifici della vita coniugale, ordinati secondo la vera dignità umana, devono essere rispettati con grande stima».
Papa Leone XIV esalta la famiglia all’udienza generale e scongiura l’aborto
Come ha spiegato il Pontefice «l’insegnamento di Gaudium et spes sulla comunità coniugale e familiare giunge a evidenziare la funzione sociale della famiglia, definita ‘una scuola di umanità più ricca e il fondamento della società’, richiamando tutti coloro che hanno responsabilità sociali, specialmente in ambito politico e culturale, al dovere di ‘collaborare efficacemente alla promozione del matrimonio e della famiglia». Poi ha aggiunto che «dopo aver illuminato la realtà del matrimonio alla luce dell’amore di Cristo, che è verità dell’amore umano e divino, Gaudium et spes rivolge l’attenzione all’amore coniugale e alla fecondità matrimoniale. Non limitandosi all’attrattiva erotica, che pure integra in sé, l’amore coniugale coinvolge tutta la volontà degli sposi, ravvivandone gli affetti dell’animo ed esprimendosi mediante sentimenti e gesti di tenerezza. Abbracciando il bene di tutta la persona dell’uomo e della donna, uguali nella dignità, quest’amore pervade tutta quanta la vita dei coniugi, trovando espressione negli atti esclusivamente propri del matrimonio».
La promozione del matrimonio è una delle iniziative più importanti, come ha confermato Prevost nel corso dell’udienza: «Quest’impegno è più che mai urgente. La Chiesa lo sa bene, come dimostra la sollecitudine pastorale dei Papi che si sono succeduti dopo l’ultimo Concilio, fino alla duplice Assemblea sinodale voluta da Papa Francesco, sulla quale sono ritornati, nei giorni scorsi, i Capi delle Chiese Orientali Cattoliche e i Presidenti delle Conferenze Episcopali. La Santa Famiglia di Nazaret ci illumini nel cammino e protegga le famiglie del mondo intero».
Il ringraziamento ai fedeli per le preghiere e il ricordo dei preti uccisi nella guerra civile spagnola
Leone XIV, rivolgendosi ai fedeli, non ha dimenticato di ringraziarli «per il sostegno e le preghiere, grazie a Dio per l’infinita bontà». Inoltre, prima di arrivare in piazza San Pietro, ha ricevuto i partecipanti al convegno promosso dal Dicastero delle Cause dei Santi e ha trovato il tempo per nominare un vescovo brasiliano: padre Machado Silvestre, Diocesi di Guajara – Mirim. Salutando i fedeli polacchi all’udienza generale, il Pontefice si è rivolto in particolare agli organizzatori e agli interpreti del concerto «Salmi di Pace», per il 45° anniversario della Fondazione Vaticana Giovanni Paolo II, augurandosi che «tale evento favorisca propositi di pace e di riconciliazione». Alla fine dell’udienza, Leone XIV ha ricordato i sacerdoti uccisi durante la guerra civile spagnola negli anni ’30: «Sabato scorso, a Ibiza, Spagna, sono stati beatificati don Juan Torres Torres e 19 compagni, sacerdoti delle isole di Ibiza e Formentera, uccisi in odio alla fede nella persecuzione religiosa del secolo scorso. La loro testimonianza ci incoraggia a fare della vita un’offerta d’amore a Dio e ai fratelli».