Proteste e violenze
Marx è vivo e lotta insieme a loro. La sinistra ha un nuovo idolo: l’influencer che predica “l’esproprio proletario”
«Gli espropriatori vengono espropriati», diceva Karl Marx nel 18967. Raffaele Giuliani non esisteva ancora, e neanche TikTok. Ma poi lesse Il Capitale, nei primi anni del nuovo Millennio, e iniziò a fare politica. Faceva campagna referendaria col Pd, contro il referendum sulla giustizia, pubblicava cose di sinistra. E oggi esalta l’esproprio proletario di Marx, che tradotto significa sfasciare i negozi e rubare capi di abbigliamento e altro, come in questi giorni a Milano da parte di teppisti e maranza.
Si chiama Raffaele Giuliani, è un 20enne filosofo influencer che ha mezzo milione di follower tra Instagram e TikTok. È umbro di Terni, laureato all’università di Perugia e ora studente magistrale di Psicologia clinica a Roma. Degli scontri di Milano ha un’idea precisa, con un gran seguito a sinistra: parla di esproprio proletario, come negli anni Settanta, negli anni bui del piombo e delle manifestazioni studentesche. Di sè, nel suo blog, parla in terza persona, ovviamente. “Ha costruito una community ampia parlando soprattutto alle nuove generazioni. I suoi contenuti uniscono riflessione, impegno civile e linguaggio social, con una forte attenzione ai temi democratici e della partecipazione”.
Partecipazione a cosa? Mica ai cortei violenti e ai saccheggi dei negozi? L’esproprio proletario è un concetto politico di matrice marxista e rivoluzionaria che indica l’appropriazione di beni, merci o risorse appartenenti a privati o imprese, giustificata ideologicamente come una forma di redistribuzione della ricchezza e di lotta contro le disuguaglianze sociali. Nulla a che vedere, peraltro, con le proteste e i saccheggi. Ma Raffaele Giuliani accosta l’esproprio alla devastazione si schiera con la protesta milanese e contro i media che ne esaltano le caratteristiche negative dopo aver «invisibilizzato» la protesta pacifica degli autotrasportatori del Sud. «Sono un resistente all’algoritmo», ha detto qualche mese fa. E anche alle cazzate di Marx, a quanto pare.