Preoccupazioni sinistre
Milano, Ilaria Salis in pena per i fermati: «Destra classista e razzista». E sulla sicurezza attacca il governo: «Il prossimo passo è la licenza di sparare sulla folla?»
E’ preoccupata Ilaria Salis dopo le devastazioni e i saccheggi di Milano. L’eurodeputata del partito di Bonelli e Fratoianni, di fronte alle immagini dell’assalto a strade, negozi e forze dell’ordine ferite è preoccupata. E lo dichiara lei stessa sui social in due diversi momenti: nel primo pomeriggio e dopo l’approvazione delle nuove misure sulla sicurezza nel CdM che si è riunito a Palazzo Chigi.
I due post della preoccupazione
E a impensierire l’onorevole di sinistra sono due questioni su tutte: la prima è sapere come stanno e se stanno bene i soggetti fermati dopo i saccheggi e le violenze. La seconda è sapere che grazie al provvedimento dell’Esecutivo la Polizia possa avere strumenti di tutela in più per intervenire la prossima volta e garantire sicurezza ai cittadini.
La destra classista e razzista
Così Salis sceglie di anticipare tutti e di passare incredibilmente dalla difesa all’attacco. E con termini forbiti e messi qua e là nel suo post, inizia a farsi strada nella mente di chi legge un dubbio vero: che ci sia del razzismo dietro i provvedimenti di fermo? Non lo dice in maniera dritta, ma si percepisce anche da molti, moltissimi degli 11.300 commenti lasciati dagli utenti. Scrive la parlamentare europea di Avs: “Esprimo preoccupazione per la situazione delle persone fermate e trattenute – non è ben chiaro dove –, tra cui numerosi minorenni con background migratorio. Anche qualora alcuni dei giovani fermati avessero commesso dei reati – circostanza che dovrà essere accertata nelle sedi competenti – ciò non li priverebbe in alcun modo dei loro diritti fondamentali, che devono essere garantiti e rispettati senza eccezioni”.
Lezione di diritto dell’eurodeputata di Avs
Dopo la lezione di diritto e di diritti prosegue: “La storia recente del nostro Paese ci insegna, purtroppo, che in situazioni di forte tensione si sono verificati episodi gravissimi di violenza. Di qui, la mia preoccupazione. Che spero risulterà infondata. Di fronte a una destra autoritaria, animata da uno spirito di vendetta intriso di classismo e razzismo, è necessario ribadire con forza un principio irrinunciabile: viviamo in uno Stato di diritto, non in uno Stato di polizia. Il garantismo e il rispetto dei diritti fondamentali costituiscono le fondamenta di una società democratica e civile. Devono valere sempre, per tutte e tutti. Soprattutto in questi momenti. Da Strasburgo, sto cercando di mettermi in contatto con le autorità competenti per comprendere meglio la situazione e contribuire, per quanto possibile, a una sua risoluzione tranquilla. Ringrazio il team legale auto-organizzato che sta offrendo assistenza alle persone coinvolte”.
Il commento che mancava
Preoccupazione, come detto, diventata ancora più forte, tanto da riportarla di fronte alla tastiera e al pc per scrivere un altro post sul tema, dopo l’approvazione delle norme sulla sicurezza varate dal governo. Un nuovo commento, con la foto in bianco e nero del duomo di Milano e di un militare dell’esercito italiano davanti a una camionetta. Militare che indossa la mascherina e che dunque potrebbe essere stata scattata nel periodo del covid o subito dopo la pandeminia.
Scrive Ilaria Salis: “Quale sarà il prossimo passo? Licenza di sparare sulla folla in stile Bava Beccaris? Con il nuovo decreto sicurezza, in arrivo militari in strada a Milano – ai quali volevano persino attribuire poteri di polizia – e una raffica di altre misure ottusamente repressive. Senza il minimo accenno di autocritica, il Governo post-fascista continua imperterrito sulla strada della repressione. Eppure, i fatti di Milano rappresentano plasticamente il fallimento di queste politiche securitarie. Dovrebbe ormai essere evidente a tutti: la loro “sicurezza” è solo becera propaganda e il loro approccio autoritario non funziona. Sono imbarazzanti nella loro ostinatezza. A forza di decreti sicurezza, criminalizzazione, repressione e riarmo, e soprattutto nessuna risposta alle questioni sociali (carovita, bassi salari, servizi pubblici dissestati) stanno solo esasperando il popolo. Quello che serve è stato sociale, non Stato di polizia. Non dovrebbe essere così difficile da capire…continuiamo a ribadirglielo!”
Il commento del web: sei il meme più grande d’Italia
Il plurale maiestatis è sicuramente il giusto epilogo di un percorso di interventi sui social, che in totale hanno scatenato i commenti di quasi 20mila persone. Internauti che in numerosissimi si sono scagliati contro le parole dell’eurodeputata di Fratoianni e Bonelli e dunque di un pezzo del campo largo, che non è mai intervenuto per assecondare o prendere le distanze da queste quotidiane dichiarazioni. Tuttavia la risposta più efficace, che ben sintetizza il pensiero del web la scrive Luca M, che senza parolacce o toni coloriti ma con educazione dice: “Sei il meme più grande d’Italia, grazie di esistere Ilaria”. E magari è di questo che Ilaria Salis dovrebbe preoccuparsi, perché rappresentare le istituzioni significa avere delle responsabilità ogni giorno, compreso quella di rispettare chi indossa una divisa e mette a rischio la vita per difendere il diritto fondamentale dell’incolumità dei cittadini. Non farlo, quello si, è preoccupante e non rientra nei principi di uno Stato di diritto.