Lavori in corso a Bruxelles
Consiglio europeo, Meloni in pressing sulla flessibilità: il tema entra nel dibattito sulla crisi energetica
Giorgia Meloni ha portato il tema della flessibilità sul tavolo del Consiglio europeo in corso a Bruxelles. La conferma è arrivata da fonti italiane, mentre il summit è ancora in corso. La presidente del Consiglio ha ribadito la richiesta italiana di maggiori margini di bilancio per affrontare la crisi energetica, nei termini in cui l’aveva già avanzata alla Commissione attraverso la lettera inviata alla presidente Ursula von der Leyen. Contestualmente l’Italia è al lavoro anche per “migliorare” il testo delle conclusioni del Consiglio europeo sull’energia, in particolare sul Sistema europeo di scambio delle quote di emissione (Ets).
Meloni porta il tema della flessibilità al Consiglio europeo
La premier ha dunque sottolineato che l’inflazione elevata provocata dai rincari energetici, fuori dalle possibilità di intervento del governo, porta di per sé a sforare il percorso di aumento della spesa netta concordato a suo tempo con l’esecutivo Ue sulla base di un’inflazione attesa assai inferiore a quella reale.
Meloni ha ricordato che siamo in condizioni di “emergenza” e che dovrebbe esserci la possibilità che la Commissione consideri come fattori rilevanti alcuni eventi, come appunto l’inflazione nettamente superiore alle attese, che di per sé gonfia la spesa, a tendere (per esempio per le pensioni, che sono indicizzate all’inflazione).
La Grecia con l’Italia
La richiesta è stata appoggiata dal premier greco Kyriakos Mitsotakis, il quale ha chiesto pubblicamente, prima del summit, che la flessibilità venga inserita nel testo delle conclusioni. Von der Leyen non ha risposto durante il vertice, ma i servizi della Commissione stanno comunque studiando il dossier.
Il lavoro sul dossier Ets
Prosegue anche il lavoro per rendere più incisivo il testo delle conclusioni del Consiglio europeo sull’energia sull’Ets, il meccanismo che “prezza” l’inquinamento emesso dai comparti più energivori, nell’ambito del ragionamento sulle misure di contrasto al caro-energia. Un dossier sul quale l’Italia sta lavorando insieme a un gruppo di Paesi che include quelli di Visegrád. La premier, secondo quanto riferito da fonti italiane, partecipa al lavoro sul testo in prima persona.
Roma ritiene che questo sia il momento adatto per “riflettere” sugli aggiustamenti necessari a breve termine per far fronte alla crisi dei prezzi, pur senza deviare dagli obiettivi climatici di lungo termine che l’Ue si è data, hanno spiegato le fonti. Sullo sfondo, lo “scontro tra due filosofie”, quella dei Paesi che vedono nella dipendenza dalle fonti fossili la vera causa della crisi e chiedono di accelerare la decarbonizzazione, e quella degli altri che puntano sull’urgenza immediata, determinata dalla forte pressione sugli impianti industriali europei, a sua volta causata dalla guerra in Medio Oriente. Nel corso dei lavori il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, ha concentrato la discussione sul breve termine.
L’alert sull’effetto “di amplificazione non voluto”
L’attenzione, spiegano le fonti, si concentra sui meccanismi di formazione del prezzo dell’energia e sul negoziato in corso per la revisione dell’Ets: la richiesta è quella di valutare interventi per evitare un “effetto di amplificazione non voluto”, in particolare per l’impatto del mercato secondario dei certificati, che a volte non segue la logica dei costi dell’inquinamento. Sotto osservazione anche l’Ets 2, che dovrebbe colpire edifici e trasporti, dossier seguito “con molta attenzione” dai Paesi Visegrád e dall’Italia: dopo il rinvio a inizio 2028, deciso lo scorso ottobre, ora si chiede di rivedere la valutazione di impatto economico e sociale alla base della misura, alla luce degli sviluppi degli ultimi anni.