Il via libera dei medici
Confermato il viaggio del Papa in Sudamerica: “Nessun impedimento clinico”. Il Pontefice: “Felice di tornarci”
Il viaggio del Papa in Sudamerica è stato confermato. A ufficializzarlo è stata la Sala Stampa della Santa Sede, con un comunicato che chiarisce anche che il programma resta quello stabilito prima della scoperta del tumore al polmone e del relativo intervento chirurgico. Il Pontefice, dunque, tra il 6 e il 17 novembre viaggerà in Uruguay, Argentina e Perù, previsto dal 6 al 17 novembre 2026.
La Santa Sede conferma il viaggio del Papa in Sudamerica
Il recupero di Prevost, a due settimane dall’operazione, “procede, in linea con le valutazioni favorevoli comunicate dall’équipe medica che lo segue”, si legge nel testo, che riporta anche una dichiarazione del Pontefice: “Sono felice di poter tornare nel continente nel quale ho vissuto tanti momenti della mia vita. Possa questo viaggio essere un’occasione per aprire i nostri cuori gli uni agli altri, rafforzare la nostra comunione come fratelli e sorelle e rinnovare il nostro impegno ad annunciare il Vangelo con gioia!”.
La gioia del Pontefice: “Felice di tornare nel continente in cui ho vissuto”
“Il Papa – si legge nel comunicato – segue le raccomandazioni mediche con scrupolo e attenzione, e profonda determinazione nel continuare a servire la Chiesa. Il Santo Padre attende con grande gioia ed entusiasmo questo viaggio, che offrirà l’opportunità di rafforzare i legami di comunione con le Chiese locali, incoraggiare i fedeli nella loro missione è portare un messaggio di fede, speranza e pace ai popoli di Uruguay, Argentina e Perù, di incontrare la loro fede e condividere la speranza e la pace che Cristo porta al nostro mondo”.
L’incontro con la presidente slovena
La Sante Sede ha dato anche conto del fatto che “dal suo rientro in Vaticano, il Santo Padre ha ripreso gradualmente le proprie attività, adattando il programma quotidiano in accordo con i medici per dare priorità al recupero postoperatorio, continuando al tempo stesso ad assolvere le responsabilità del suo ministero”. “Ha mantenuto importanti appuntamenti e impegni pubblici, prestando attenzione alle esigenze di ogni giornata e riservando adeguati momenti di riposo”, prosegue il testo, diffuso in una giornata in cui Leone XIV ha anche incontrato la presidente slovena Natasa Pirc Musar, che lo ha invitato a visitare la Slovenia, ricevendo da lui la promessa di un viaggio nei prossimi due anni. Al centro del colloquio, durato circa 40 minuti, temi che vanno dalle guerre in corso nel mondo, con un focus particolare sul’Ucraina, alla gestione dell’intelligenza artificiale, oltre ai rapporti tra la Slovenia e la Santa Sede, come ha riferito l’emittente Rtv Slo.
Il via libera dei medici, ma per il viaggio in elicottero ad Assisi è presto
La Santa Sede, nel comunicato con cui ha confermato il viaggio in Sudamerica, ha anche ribadito la “profonda gratitudine” del Pontefice “per le preghiere e l’affetto ricevuti da ogni parte del mondo, nonché per le premurose cure dei professionisti sanitari che lo hanno accompagnato durante la convalescenza”.
Il testo riferisce inoltre che il “dottor Luigi Carbone conferma che il recupero postoperatorio del Santo Padre continua a progredire e gli ultimi esami medici confermano la buona salute e le condizioni cliniche favorevoli”. Dunque, “non si ravvisano controindicazioni, visto il quadro clinico attuale, gli esami strumentali e di laboratorio eseguiti, che impediscano di intraprendere il prossimo viaggio apostolico in America Latina come programmato”. “Il Papa – conclude il testo – segue le raccomandazioni mediche con scrupolo e attenzione, e profonda determinazione nel continuare a servire la Chiesa”. A fronte del via libera al viaggio in Sudamerica per il quale “non ci sono impedimenti clinici”, i medici, che a loro volta in mattinata hanno rilasciato una nota, hanno invece sconsigliato, “a scopo precauzionale, considerato il breve tempo trascorso dall’intervento, il previsto viaggio in elicottero il 27 ottobre”, che lo avrebbe dovuto portare all’evento di Sant’Egidio ad Assisi. Il Pontefice manderà comunque un messaggio.