FdI: no incomprensibile
Caro energia, il governo sblocca 29 miliardi per famiglie, imprese e sicurezza. La sinistra vota contro
Ventinove miliardi per affrontare le emergenze energetiche e rafforzare la sicurezza nazionale. Il centrodestra dice sì, le opposizioni votano contro. Il Parlamento approva lo scostamento di bilancio richiesto dal governo Meloni e Fratelli d’Italia mette subito nel mirino la sinistra.
A guidare l’attacco è Nicola Procaccini, che denuncia il no del centrosinistra alla possibilità di destinare circa 14,4 miliardi di euro al contrasto del caro energia. Un voto che accende lo scontro politico mentre Camera e Senato danno il via libera alle risoluzioni sul Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) 2026.
Procaccini: «La sinistra dice no a 14 miliardi contro il caro energia»
«Il centrosinistra, tutto, presenta una risoluzione comune perché non vuole autorizzare risorse che potrebbero essere utilizzate per aiutare famiglie e imprese ad affrontare il caro energia». È l’affondo dell’europarlamentare di Fratelli d’Italia Nicola Procaccini, copresidente del gruppo dei Conservatori al Parlamento europeo.
«Parliamo di circa 14,4 miliardi di euro destinati a interventi in un settore che incide direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini e sulla competitività delle nostre aziende», sottolinea Procaccini.
«È incomprensibile perché il centrosinistra dica no a questa possibilità, ostacolando l’erogazione di risorse che potrebbero contribuire a sostenere cittadini, lavoratori e imprese», conclude l’esponente di FdI.
Mennuni: «La sinistra vive nel Paese delle meraviglie»
La senatrice di Fratelli d’Italia Lavinia Mennuni inchioda le opposizioni irresponsabili: «Gli esponenti di centrosinistra sembrano vivere nella favola di Alice nel paese delle meraviglie», senza «rendersi conto della complessità della fase internazionale e della stabilità dimostrata dal governo».
Scostamento di bilancio, il punto di Giorgetti
Alla Camera la risoluzione sullo scostamento è passata con 219 voti favorevoli e 110 contrari. Al Senato ha ottenuto 109 sì, 61 no e 2 astensioni. Palazzo Madama ha approvato anche la risoluzione sul Dpfp con 108 favorevoli, 61 contrari e 2 astensioni.
«Una caratteristica la rivendico e la rivendico con orgoglio: quella della prudenza e del rigore», ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti (foto Ansa), spiegando che l’approccio dell’esecutivo non è dettato soltanto dal rispetto delle regole europee, ma dalla necessità di «garantire la sostenibilità del nostro debito‚.
Lo scostamento, quantificato complessivamente in 29 miliardi, corrisponde allo 0,6% del Pil per ciascuno degli anni 2027 e 2028, ripartito tra energia (0,3%) e difesa e sicurezza (0,3%). La risoluzione della maggioranza sollecita inoltre il governo a tutelare il potere d’acquisto delle famiglie.
Osnato e Calandrini: «Avanti con responsabilità»
Il deputato di FdI Marco Osnato rivendica i risultati dell’esecutivo e il contenimento dell’inflazione: «Abbiamo lavorato per tenerla all’1,6%, tra le più basse d’Europa», afferma, richiamando anche «l’autorevolezza della maggioranza e di Giorgia Meloni».
Il presidente della commissione Bilancio del Senato, Nicola Calandrini, evidenzia la previsione di crescita del Pil per il 2026, rivista al rialzo «passando dallo 0,6 per cento indicato ad aprile all’1 per cento». Una prospettiva che, sottolinea, richiede equilibrio tra prudenza finanziaria e investimenti strategici.
Bignami rilancia sul fisco, Tajani insiste sul taglio dell’Irpef
Guardando alla prossima manovra, il capogruppo di FdI alla Camera Galeazzo Bignami punta a confermare il «taglio del cuneo fiscale che abbiamo non solo potenziato, ma anche reso strutturale», insieme agli incentivi per giovani e donne.
Il presidente dei senatori della Lega al Senato Massimiliano Romeo promette «risposte concrete» per famiglie e imprese, mentre il vicepremier Antonio Tajani rilancia: «Riteniamo che si debba assolutamente procedere per il taglio dell’Irpef ancora», pur precisando che sulle risorse «bisogna aspettare le decisioni della Commissione europea».
Il voto autorizza così il governo Meloni a ricorrere allo scostamento di bilancio e segna una linea di divisione politica netta: da una parte la maggioranza che apre la strada a nuove risorse per energia e sicurezza, dall’altra le opposizioni che votano contro. Ed è proprio su quel no incomprensibile, mentre famiglie e imprese fanno i conti con il caro energia, che Fratelli d’Italia chiama la sinistra a rispondere.