La protesta di Mosca
Alta tensione tra Bosnia e Russia: a Sarajevo annullato un concerto russo per la presenza di sigle negazioniste di Srebrenica
Ombre russe su Sarajevo, e i negazionisti filo-Putin vengono messi alla porta. L’Istituto bosgnacco di Sarajevo ha annullato un concerto di musica classica russa organizzato in collaborazione con l’ambasciata di Mosca dopo aver appreso che tra i promotori figuravano organizzazioni accusate di sostenere narrazioni negazioniste sul genocidio di Srebrenica e sottoposte a sanzioni dell’Unione europea. Lo riferisce il portale “Klix”, poi ripreso dall’agenzia Nova. L’evento, previsto nell’ambito del progetto “Rising Stars”, avrebbe visto la partecipazione di giovani musicisti del Conservatorio “Pëtr Il’ič Čajkovskij” intitolato «Stelle nascenti».
Secondo il portale, tra i co-organizzatori figurava anche il Fondo russo per la pace, istituzione fondata nel 2007 e associata alla promozione del concetto di “mondo russo”. Klix riferisce che analisi del Balkan Investigative Reporting Network (Birn) e del Memoriale di Srebrenica hanno indicato funzionari e organizzazioni partner legati al fondo tra i soggetti che sostengono o diffondono le narrazioni delle autorità russe e della Republika Srpska che negano il genocidio di Srebrenica. L’Istituto bosgnacco avrebbe deciso di annullare il concerto dopo aver appreso, poche ore prima dell’inizio, dell’identita’ dei co-organizzatori. L’ambasciata russa ha protestato contro la decisione, definendola un “incidente vergognoso” e attribuendola a pressioni di “elementi russofobi” del mondo politico e mediatico di Sarajevo. La rappresentanza diplomatica ha espresso rammarico per la cancellazione, sostenendo che i giovani musicisti coinvolti avevano come unico obiettivo quello di promuovere “amicizia e dialogo attraverso la musica”.
“È triste che la dirigenza dell’istituto si sia lasciata intimidire e abbia ceduto sotto l’assurdo pretesto delle pressioni di elementi russofobi a Sarajevo, provenienti dal mondo politico e mediatico, che vogliono minare la cooperazione culturale tra Russia e Bosnia-Erzegovina e impedire una migliore conoscenza reciproca tra i nostri popoli”, hanno dichiarato i diplomatici russi.