Il governo dei risultati
Scuola, l’Italia batte Francia e Germania nei test Ocse. Valditara: “Risultato storico, recuperati 520mila giovani”
Il ministro rivendica i progressi dell'istruzione italiana: dispersione scolastica ai minimi storici, risultati superiori alla media internazionale e meno assenze dei docenti rispetto alla Francia. "Rendiamo giustizia al nostro sistema"
La scuola italiana supera Francia, Germania e Spagna nelle competenze di lettura, abbatte la dispersione scolastica e, secondo le stime Invalsi, ha recuperato 520mila giovani dal 2022. Numeri che il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara rivendica oggi alla presentazione del rapporto Ocse Education at a Glance 2026, alla presenza del direttore per l’Istruzione dell’Ocse Andreas Schleicher e del presidente Invalsi Roberto Ricci. «È veramente un risultato storico, che incoraggia a proseguire nelle politiche che abbiamo intrapreso», ha dichiarato il ministro.
Valditara: “Superiamo Francia e Germania”
A ridisegnare il confronto internazionale sono soprattutto i risultati dell’indagine Ocse-Pisa 2025. Nella comprensione dei testi scritti, gli studenti italiani raggiungono 474 punti contro i 461 della media Ocse.
«Il quadro è molto favorevole all’Italia: in una situazione di crollo generalizzato il nostro Paese tiene, il sistema italiano è stabile», ha sottolineato Valditara. «Otteniamo un risultato storico superiore alla media internazionale», battendo i principali Paesi dell’Unione, e collocandoci al pari della Finlandia.
Una tenuta che riguarda anche le altre discipline. «In matematica e scienze abbiamo risultati superiori alla media Ocse, andiamo meglio di Svezia, Stati Uniti. E meglio della Francia e della Germania. In scienze siamo uno dei pochi Paesi Ocse che migliora rispetto al 2022», ha osservato il ministro. E non soltanto nei licei: «L’Italia presenta un’equità superiore alla media del gruppo dei Paesi Ocse».
Dispersione scolastica ai minimi
Il dato più significativo riguarda però gli abbandoni. «L’abbandono precoce dell’istruzione e della formazione è sceso dall’11,5% del 2022 all’8,2% del 2025», ha spiegato il titolare del dicastero, ricordando che l’Italia ha già raggiunto, con cinque anni di anticipo, l’obiettivo europeo di scendere sotto il 9% entro il 2030.
E le prospettive indicano un ulteriore miglioramento. «La stima Invalsi, inoltre, riferita al 2026 addirittura porterebbe questo risultato al 7,3%, un risultato storico, non abbiamo mai ottenuto un tasso di abbandoni così basso». Stando alle stesse stime, dal 2022 sarebbero stati recuperati 520mila ragazzi. In parallelo, negli ultimi dieci anni la quota dei Neet, i giovani che non studiano e non lavorano, è diminuita di almeno dieci punti percentuali, contro i due della media Ocse.
Meno assenze dei docenti rispetto alla Francia
C’è poi un altro dato destinato a far discutere, soprattutto alla luce delle polemiche ricorrenti sull’assenteismo degli insegnanti. «Le assenze dei docenti italiani sono significativamente inferiori alla media Ocse, significativamente inferiori, per esempio, di un Paese come la Francia»: 20% assenze in Italia, 30% Oltralpe, ha evidenziato Valditara. «È un dato che va fatto conoscere proprio per rendere giustizia anche alla scuola italiana».
Il ministro ha richiamato inoltre la presenza di insegnanti provenienti da una precedente esperienza professionale: il 15% in Italia contro appena il 5% in Francia. «Questo significa arricchire la nostra scuola di competenze, penso soprattutto nel settore dell’istruzione tecnica e professionale».
Anche sul fronte delle risorse, Valditara ha ricordato che la spesa per studente sfiora i 14mila euro, sopra la media Ocse di 13.231 euro. Le classi italiane risultano inoltre meno numerose: 18 alunni alle elementari e 20 alle medie, contro rispettivamente 21 e 23.
Resta la sfida dei divari territoriali, sulla quale il ministro intende concentrare i prossimi interventi. «Dal 2023 al 2026 Agenda Sud ha dato risultati molto positivi in Puglia, Calabria, Basilicata e Campania», ha spiegato. Annunciando una maggiore attenzione alle scuole delle periferie urbane attraverso Agenda Nord.