Boom della crescita nel 2026
Balzo dell’economia italiana: parola di Ocse. Domanda interna, consumi e Pnrr fanno volare il Pil oltre le previsioni
Il giorno dopo il rammarico per la conferma della procedura di infrazione, causa scostamento minimo nel rapporto deficit/Pil, per l’Italia arriva una buona notizia dall’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico che riunisce 38 Paesi, tra cui l’Italia. L’Ocse ha rivisto al rialzo le stime sulla crescita dell’Eurozona per l’anno in corso, “con la domanda che si rafforzerà una volta che i prezzi dell’energia si saranno normalizzati e le nuove iniziative in materia di difesa avranno preso slancio”, ma ha limato quella per il 2027. Quindi, “la crescita dovrebbe rimanere moderata”.
Per l’Italia, invece, il futuro sembra migliore, nonostante la zavorra del superbonus. Nell’Economic Outlook intermedio (interim report, quello completo sarà pubblicato successivamente), l’istituzione di Parigi, dopo il +0,5% del 2025, stima per il nostro Paese una crescita del Pil dello 0,9% nel 2026 (contro il +0,5% dell’Economic Outlook pubblicato lo scorso giugno) e dello 0,6% nel 2027. “Gli aumenti dei prezzi dell’energia hanno rispecchiato sia l’incremento dei prezzi del petrolio greggio sia i margini più elevati, in un contesto caratterizzato da crescenti colli di bottiglia nel settore della raffinazione. L’aumento dei prezzi dei carburanti per i consumatori giunge in un momento in cui il livello dei salari reali in alcune economie del G20, come l’Italia, il Giappone e il Sudafrica, si attesta ancora al livello pre-pandemia o al di sotto di esso”, scrive l’Ocse.
Italia promossa dall’Ocse: “Crescita del Pil significativa”
“C’è stata una revisione significativa, determinata in gran parte da un primo trimestre più forte in Italia, da una revisione del primo trimestre da parte dell’Istat, ma anche da un secondo trimestre solido, relativamente forte”, ha spiegato il capo economista dell’Ocse, Stefano Scarpetta, nella conferenza stampa di presentazione dell’Interim Economic Outlook. Il risultato è stato “trainato dalla domanda interna, dai consumi, ma anche dagli investimenti pubblici. Naturalmente, il Pnrr sta svolgendo un ruolo significativo e ciò ha portato a una revisione al rialzo per il 2026 rispetto a quanto avevamo previsto a giugno”, ha osservato Scarpetta, sottolineando che “un primo semestre dell’anno più forte, superiore a quanto avevamo previsto a giugno, è il fattore determinante per cui abbiamo rivisto al rialzo le proiezioni per il 2026”. La conferma da parte dell’Istat del deficit al 3,1%, nel 2025 ‘‘è purtroppo qualcosa che limita la capacità del governo a intervenire” in sostegno dei consumatori e delle imprese, in un momento in cui “i prezzi dell’energia rimangono elevati se non addirirttura creciuti”. “Credo che il messaggio che il ministro Giorgietti conosce molto bene è quello di cercare di concentrarsi su misure focalizzate su quelle famiglie e quelle imprese che sono più colpite da questa crisi dell’energia”.
La fase di stagnazione dell’Europa causata dall’energia
L’istituzione di Parigi, dopo il +1,3% del 2025, stima per l’Eurozona una crescita del Pil dell’1% nel 2026 (contro il +0,8% dell’Economic Outlook pubblicato lo scorso giugno) e dell’1% anche nel 2027, dal +1,2% di giugno. Migliorano le previsioni 2026 per la Germania a +1,1% (da +0,7%), mentre sono confermate a +1,1% quelle per il 2027, dopo il +0,3% del 2025. Discorso diverso per la Francia, con un +0,4% quest’anno (da +0,7%) e +0,7% il prossimo (da +0,8%), dopo il +0,9% dell’anno scorso. A passo più rapido la Spagna con un +2,6% nel 2026 (da +2,2%) e un +1,8% nel 2027 (da +1,7%), dopo il +2,8% del 2025. Nell’Eurozona si prevede che l’inflazione “rimanga elevata nel breve termine, in parte a causa del recente forte aumento dei prezzi del gas, prima di registrare un leggero calo”. Il dato è atteso al 3% quest’anno e al 2,9% il prossimo, in entrambi i casi rivisto al rialzo rispetto a giugno, rispettivamente da 2,4% e 2,1%. In Germania l’inflazione è vista al 2,9% quest’anno (da 2,7%) e al 3,3% il prossimo (da 2,8%) e in Francia è attesa al 2,5% nel 2026 (da 2,1%) e al 2,1% nel 2027 (da 1,8%). In Spagna è stimata al 3,7% nel 2026 (da 3,3%) e 3,4% (da 2,9%). Lieve revisione al ribasso del pil mondiale al 2,9% (0,1 pp rispetto a giugno): seppur “resiliente” sulla crescita restano “rischi” dovuti ai rincari energetici per il conflitto in Medio Oriento ed eventi climatici come El Niño, ai dazi.
Le misure dei governi per contenere l’impatto dei rincari energetici “dovrebbero essere ben mirate, preservare gli incentivi alla riduzione dei consumi energetici e alla diversificazione delle fonti energetiche, e prevedere chiari meccanismi di scadenza”, ammonisce l’Ocse.
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