La premier da Vespa
Meloni: “Il deficit? Non so se l’Istat sottostimi gli italiani o il governo”. Sul no al burqa: “Io difendo le donne anche se non mi faccio chiamare presidenta…”
La premier ospite a "Cinque minuti" e a "Porta a Porta" ricorda quando anche il presidente Mattarella da Ministro dell'Istruzione, redigeva circolari sul tetto degli studenti stranieri in classe. Poi stronca le fake news sul bollo incalzano gli amministratori di sinistra: "Se ritengono che questa misura sia così vergognosa, possono sempre decidere di non aderire"
Dal bollo auto alla scuola. Dal rammarico per la mancata uscita dalla procedura d’infrazione (“spiace dopo un lavcoro complesso”) alle parole di Sergio Mattarella sull’inclusione scolastica. Che Meloni considera in linea con l’intenzione del governo di superare le classi-ghetto. Quidi si passa alla legge elettorale e alla lettera di Elly Schlein sul tema energia (“Proposte sensate. È la leader del principale partito opposizione, è un interlocutore naturale”). E’ una premier a tutto campo quella ospite di Bruno Vespa su Rai1 prima a “Cinque minuti”, di seguito a “Porta a Porta”.
Meloni, tetto agli stranieri?: “Il Colle non è contro la misura”
Il conduttore che si presenta con un braccio fasciato (“Ho avuto una rovinosa caduta”) inizia chiedendo conto alla premier delle parole del presidente della Repubblica. Che dalle opposizioni sono state lette immediatamente come una presa di distanza dalla norma sul tetto al numero dei migranti e sullo stop al burka in classe. Nessun disallineamento – chiarisce subito Meloni- . Non ha letto affatto le parole di Mattarella come una contestazione alla linea del governo. Per rafforzare questo ragionamento osserva: “Oggi -lo hanno scritto diversi quotidiani – il Presidente della Repubblica, quando era Ministro dell’Istruzione, redigeva circolari che più o meno, anche lì invitavano a non concentrare i ragazzi stranieri nella stessa classe. Perché è una misura di buon senso. E che quindi mi pare che sia giusto portarla avanti”. Poi l’esempio pratico che chiarisce ogni delirio ideologico ascoltato in queste ore dalla sinistra.
“Ecco come si superano i ghetti”
“Ora, il ghetto – aggiunge Meloni- è chiaramente molto più semplice se tu prendi un bambino straniero che non parla la nostra lingua e lo metti in una classe dove la prevalenza degli studenti non parla la nostra lingua. Questo è il ghetto. Mentre creare una distribuzione più equa delle classi, delle classi più equilibrate, serve proprio a impedire un ghetto. Il Presidente della Repubblica parla dell’esigenza di superare le incomunicabilità. E e qual è la base per superare l’incomunicabilità? E’ la lingua. Tant’è che noi parliamo, appunto, di una migliore distribuzione dei ragazzi stranieri che non parlano la nostra lingua. E, tra l’altro, voglio dire, oggi lo hanno scritto diversi quotidiani, il Presidente della Repubblica quando era Ministro dell’Istruzione, redigeva circolari che, più o meno anche lì invitavano a non concentrare i ragazzi stranieri nella stessa classe, ma perché è una misura di buon senso. E io quindi, mi pare che sia giusto, buon senso”.
A scuola a viso scoperto, Meloni: “Difendo i diritti delle donne anche se non mi faccio chiamare presidenta”
Quanto al burqa, “provvedimenti simili che vietano di presentarsi a scuola o all’università, in molti casi anche negli uffici pubblici, con il volto coperto, esistono in mezza Europa. Esistono addirittura in una serie di Paesi a maggioranza islamica”, ha sottolineato Meloni. “Poi qui ci sarebbe anche un tema legato alle cosiddette pari opportunità, ai diritti della donna, che pure mi pregio di difendere”, ha aggiunto. “E mi fa un po’ specie che spesso gli stessi che ci dicono che non difendiamo abbastanza i diritti delle donne perché magari io non mi faccio chiamare la presidenta, poi invece, di fronte a una misura del genere, non ritengano che il tema dei diritti delle donne vada affrontato”.
“Molto dispiaciuta sul deficit. Non so se l’Istat sottostimi gli italiani o sottostimi il governo”
Si passa alla notizia del giorno e Meloni è molto chiara: “Sono chiaramente dispiaciuta” per la mancata uscita dalla procedura di infrazione. “Perché noi abbiamo fatto un lavoro molto complesso in questi anni, che ci ha portato a diminuire il deficit: lo dobbiamo ricordare, dall’8,1% quando ci siamo insediati all’attuale non 3,1%, 3,08%. E quindi – sintetizza- “è il classico: hai fatto 30, eri molto vicino al 31. Chiaramente, stare sotto il 3% ci avrebbe consentito in anticipo sulla tabella di marcia di uscire dalla procedura di infrazione. Ma vuol dire che chiaramente andremo per quella che era la tabella di marcia”. Poi la stoccata:
“E se noi fra due anni dovessimo scoprire che in realtà stavamo sotto al 3%, ma le stime erano troppo prudenti?”
“Voglio dire che mi rammarica, anche perché nella stessa giornata in cui l’Istat ci dice che siamo al 3,08% di deficit, ci dice anche che rivede le stime della crescita italiana del 2024. Quando ci dissero che la crescita italiana era stata dello 0,7%, oggi si scopre che è stata dell’1,1%… – fa notare la premier- . Ora io non so se l’Istat sottostimi gli italiani o sottostimi il governo: ma sta accadendo sempre e mi dispiacerebbe molto se questo accadesse anche fra due anni. E se noi fra due anni dovessimo scoprire che in realtà stavamo sotto al 3%, ma le stime erano, diciamo, troppo prudenti”.
Bollo auto, critiche del M5S? “Stiamo ancora pagando bonus edilizi di Conte…”
Quanto alle critiche sulla sospensione del bollo auto nel 2027 Meloni incalza il M5S: “Ho sentito anche accuse abbastanza gravi: ‘Dobbiamo pagare la campagna elettorale…’ Quando sento una frase del genere da esponenti del Movimento 5 Stelle, atteso che sto ancora cercando di pagare i 200 miliardi di euro di bonus edilizi che abbiamo utilizzato per consentire a Giuseppe Conte di dire che le persone potevano gratuitamente ristrutturare la loro casa, mi fa abbastanza sorridere”. “Quindi è falso- smonta la fake news- niente viene tagliato alla sanità regionale. E se i presidenti delle Regioni della sinistra ritengono che questa misura sia così vergognosa possono sempre decidere di non aderire; rifiutare il contributo dello Stato e far pagare il bollo. Ma temo che non lo faranno, giustamente spero che non lo faranno”.
Bollo: “Critiche strumentali dai presidenti delle regioni di sinistra”
Meloni ha quindi spiegato che “la misura che costa 2,4 miliardi non viene pagata dalle Regioni. Le Regioni vengono rimborsate dallo Stato per le risorse che non chiaramente raccolgono con il bollo auto”. “Quindi mi pare chiaramente che le critiche che sto ascoltando da diversi presidenti di Regione, particolarmente dei partiti dell’opposizione, siano ovviamente in questo caso strumentali, mettiamola così”.
“La legge elettorale va cucita addosso all’interesse dei cittadini”
Si passa alla legge elettorale. Anche in questo caso le opposizioni sostengono che la riforma della legge di a “cucita” sulle esigenze dell’attuale maggioranza. Meloni fa notare che “le leggi elettorali le devi cucire addosso all’interesse dei cittadini- risponde a Vespa-. Io non penso che ci si possa disegnare addosso le leggi elettorali. Questa non è una legge che favorisce il centrodestra e non è una legge che favorisce il centrosinistra. Questa è una legge che favorisce i cittadini”, ha ribadito forte e chiaro la premier. “Quale è, secondo me, l’interesse dei cittadini? Avere una classe politica che risponda al popolo. E questa è una legge che consente di scegliere il partito, la coalizione, il parlamentare, il candidato premier e il programma. E di dare a chi viene scelto dal popolo i numeri per governare cinque anni. Quindi stabilità, perché anche qui la continuità e la stabilità per realizzare un programma che è stato indicato dai cittadini fa chiaramente la differenza”.
Governo al lavoro per rinnovare la detassazione degli aumenti contrattuali”
Di seguito, parlando della prossima manovra finanziaria, Meloni ha detto di volere “confermare la detassazione degli aumenti contrattuali”. “Nel privato abbiamo fatto la detassazione degli aumenti contrattuali, portata al 5%. Dagli studi che ha il ministero del Lavoro, la misura ha riguardato oltre 4 milioni di lavoratori che hanno avuto un aumento grazie a questa misura. E’ una misura che voglio confermare nella prossima legge di bilancio. Piano piano stiamo recuperando con i salari”.