Parola di chef
Alessandro Borghese promuove il governo Meloni: “Per il nostro mondo ha fatto grandi cose”
Ospite di Fedez al Pulp Podcast, lo chef elogia le politiche dell'esecutivo per la tutela dell'agroalimentare italiano
«Questo governo qua, per quel mondo del cibo, per il momento, politiche forestali e tutto, ha fatto grandi cose». A promuovere l’esecutivo di Giorgia Meloni, stavolta, è Alessandro Borghese. E non da un palco di Fratelli d’Italia, ma davanti ai microfoni del Pulp Podcast di Fedez. Il critico culinario, tra i volti più conosciuti della ristorazione e televisione italiana, ha riconosciuto pubblicamente i risultati ottenuti dal governo nella valorizzazione del patrimonio gastronomico nazionale. Un giudizio tutt’altro che scontato nel mondo dello spettacolo, dove gli attestati di stima nei confronti del centrodestra non sono esattamente all’ordine del giorno.
Borghese: “La cucina italiana è cultura ed educazione”
Il ragionamento dello chef, però, va oltre il semplice apprezzamento politico. Al centro c’è soprattutto il futuro delle nuove generazioni e la necessità di trasmettere loro la cultura alimentare italiana. «Sto cercando di fare un lavoro su quel mondo là, specialmente dei ragazzi, perché il palato lo devi educare da scuola», ha spiegato Borghese, richiamando poi il recente riconoscimento internazionale conquistato dalla nostra gastronomia.
«Infatti adesso devo andare insieme a dei colleghi», tra cui il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, a parlare di questo davanti ai ragazzi alla scuola». «Perché — la cucina italiana ndr. —è cultura e educazione».
Un passaggio che mette insieme due questioni: la difesa delle eccellenze nazionali e la capacità di trasformare una tradizione in patrimonio da consegnare alle nuove generazioni.
I risultati dell’esecutivo
Del resto, dietro le parole di Borghese ci sono anche provvedimenti e cifre. Il traguardo più significativo è arrivato il 10 dicembre 2025, quando l’Unesco ha iscritto la cucina italiana nella lista del Patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Un riconoscimento sostenuto dal governo attraverso una campagna internazionale coordinata dal ministero dell’Agricoltura, a conclusione di un percorso avviato dalle comunità promotrici.
Ma la valorizzazione del made in Italy non si è fermata alle celebrazioni. Secondo il monitoraggio ufficiale dell’attuazione del programma di governo, tra il 2023 e il 2025 sono stati previsti oltre 1,56 miliardi di euro attraverso 37 provvedimenti legislativi riguardanti il comparto agricolo e agroalimentare. Di questi, circa 1,42 miliardi risultavano già disponibili nell’agosto 2025, pari al 90,9% delle risorse programmate.
A ciò si aggiunge il “Fondo per la sovranità alimentare”, istituito con la prima legge di Bilancio dell’esecutivo e destinato a sostenere produzioni strategiche come grano, mais, legumi e allevamenti bovini. Una scelta che punta a rafforzare le filiere nazionali e ridurre la dipendenza dall’estero.
L’agroalimentare corre: esportazioni verso i 73 miliardi
Anche sui mercati internazionali il settore ha registrato risultati importanti. Stando alle stime Ismea, nel 2025 l’export agroalimentare italiano ha raggiunto circa 73 miliardi di euro, un nuovo massimo storico. Una crescita sostenuta dalla competitività delle imprese e dalla domanda internazionale, che si accompagna alle politiche di promozione e tutela delle produzioni nazionali.
Sul fronte legislativo, l’esecutivo ha inoltre introdotto la legge contro la produzione e commercializzazione di alimenti ottenuti da colture cellulari animali e approvato la legge sul made in Italy, con un fondo nazionale iniziale da un miliardo di euro per sostenere le filiere strategiche.
È in questo quadro che acquistano peso le parole di Borghese. Perché il messaggio dello chef è chiaro: non basta proteggere la cucina italiana nel mondo, bisogna insegnare agli italiani di domani a conoscerla. E dopo quattro anni in cui il governo ha fatto della sovranità alimentare una delle proprie bandiere, il riconoscimento arrivato dal salotto di Fedez rappresenta una promozione politica decisamente fuori dal menù abituale.