Il nodo del cronoprogramma
Ex Ilva, tavolo con i sindacati. Mantovano: confermato l’impegno per la produttività dell’acciaio con decarbonizzazione e forni elettrici
“Il governo conferma, ancora una volta, il proprio impegno per dare continuità alla produzione dell’acciaio in Italia. E, in questo quadro, per assicurare prospettive industriali a Taranto, con forni elettrici e decarbonizzazione, come ribadito il 14 ottobre scorso dal presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, nell’Aula del Senato”. Così Alfredo Mantovano nel corso dell’incontro con i sindacati sul destino delle acciaierie. ”Tale impegno – sottolinea il sottosegretario alla presidenza del Consiglio – si fonda anche sulla disponibilità, allo stato e in prospettiva, delle risorse finanziarie occorrenti per portare a compimento il processo di decarbonizzazione”.
Ex Ilva, Mantovano: il governo conferma l’impegno per la produzione dell’acciaio
Il tavolo governo-sindacati si svolge però con delle variabili, sottolinea Mantovano. La prima – spiega – “riguarda gli esiti della procedura di vendita dei complessi aziendali facenti capo al gruppo Ilva in amministrazione straordinaria e al gruppo Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, nell’ambito della quale è stato fissato all’8 novembre 2026 il termine ultimo per la presentazione di offerte vincolanti. Al momento mancano piano finanziario e industriale. E questo impedisce di avere un quadro definitivo e specifico. La seconda variabile riguarda la decisione che vorranno assumere le Sezioni Unite della Corte di Cassazione e, più in generale, la conclusione del procedimento giurisdizionale che riguarda l’area a caldo dello stabilimento ex Ilva di Taranto”.
Impossibile definire il cronoprogramma della decarbonizzazione
Per questo il governo, fermo restando l’impegno assunto dalla premier, non può allo stato soddisfare la richiesta delle organizzazioni sindacali di disporre e discutere di un preciso cronoprogramma del processo di decarbonizzazione. La richiesta – annuncia Mantovano – sarà posta all’esame del tavolo non appena risulteranno sciolti i fattori di incertezza. Nel frattempo, prosegue l’impegno dei Commissari straordinari per garantire la continuità operativa degli stabilimenti del Gruppo. Il Commissario Quaranta ha consegnato al tavolo uno schema di attività per i prossimi mesi riferito a ciascuno dei poli di Taranto, Genova e Novi Ligure. Allo stato sono in corso iniziative per la ricerca di ulteriori commesse in grado di ridurre i periodi di inattività degli impianti.
Via libera al pacchetto per fronteggiare gli effetti occupazionali
Il governo, attraverso il decreto-legge n. 185/2026, ha approntato un pacchetto di misure volte a fronteggiare gli effetti occupazionali della crisi dell’ex Ilva, assicurando strumenti di sostegno al reddito e di tutela dei livelli occupazionali. Alla vigilia della manovra resta l’impegno del governo “per interventi di incentivazione all’esodo e agli investimenti nell’area di Taranto”. Il governo – aggiunge Mantovano – “è inoltre al lavoro per un’estensione delle misure di sostegno al reddito e all’occupazione, anche attraverso interventi di incentivazione all’esodo e di accesso anticipato alla pensione. E si è impegnato a fornire dettagli sul contenuto e i requisiti delle singole misure non appena saranno definiti i saldi di finanza pubblica e, conseguentemente, le risorse destinate allo scopo”. Infine il governo ha avviato un confronto con alcune grandi aziende – Fincantieri, Rheinmetall, Leonardo, Fs – “a cui ha chiesto di dare un contributo. Sulla base della loro risposta, i commissari straordinari nel giro di quattro giorni forniranno a queste aziende i database di ciascun dipendente, in modo che possano essere valutati da quelle aziende. Con queste aziende sono ipotizzabili sia progetti a breve sia a lungo termine”. Mantovano si è detto fiero del fatto che il governo, una volta prese le misure, “abbia estromesso il socio Mittal tre anni prima dei recenti sviluppi giudiziari, tenendo conto delle anomalie che hanno concorso a determinare i guai successivi”.