L'ira della grillina
Todde furiosa per l’abolizione del bollo auto. Il centrodestra la zittisce: è capace solo di tartassare i sardi
Nuovo fronte contro l’esenzione. Il centrodestra replica sui 2,3 miliardi destinati a compensare le Regioni. Zedda: "Solo l’ennesimo tentativo di nascondere dietro polemiche infondate l’assenza di una visione strategica"
Non c’è taglio delle tasse che tenga: per le opposizioni c’è sempre un nuovo fronte da aprire. E così, dopo Bonelli, Giani, Boldrini e le proteste già sollevate nei giorni scorsi, la polemica sul bollo auto arriva anche in Sardegna. Questa volta a contestare la misura varata dal governo Meloni è Alessandra Todde, presidente pentastellata della Regione, secondo la quale l’esenzione rischierebbe di aprire un «buco da centinaia di milioni» nei conti regionali. Dal centrodestra, però, la replica è immediata: le compensazioni sono già previste e ammontano complessivamente a 2,3 miliardi di euro.
Insomma, la serie dei “nostalgici del bollo” sembra avere un nuovo episodio. Una tassa tra le meno amate dagli automobilisti diventa ancora una volta motivo di scontro nel momento stesso in cui il governo prova ad alleggerirla.
Todde apre un altro fronte sul bollo
«Con il taglio del bollo auto abbiamo scoperto un nuovo modo di fare campagna elettorale. La presidente Meloni annuncia una misura che viene finanziata con i soldi delle Regioni», ha attaccato Todde. La governatrice sostiene che le minori entrate potrebbero tradursi in meno risorse per «programmazione regionale, trasporti, sanità, scuole» e invita i cittadini a chiedersi «chi paga davvero il taglio del bollo auto».
La misura prevista per il 2027 riguarda l’esenzione per il primo veicolo fino a 80 kW, oltre a motocicli e ciclomotori. Il governo ha previsto contestualmente circa 2,3 miliardi per compensare il minor gettito delle Regioni. Ed è proprio su questo punto che il centrodestra accusa Todde di costruire una polemica priva di fondamento.
Zedda: «Una falsità colossale»
Durissima la vicepresidente dei senatori di Fratelli d’Italia Antonella Zedda. «La presidente Alessandra Todde rimpiange forse i tempi in cui la sinistra tartassava gli italiani? Le sue dichiarazioni sul taglio del bollo auto sono l’ennesimo tentativo di nascondere dietro polemiche infondate l’assenza di una visione strategica per la Sardegna, arrivando persino a difendere una delle tasse più odiate dagli italiani pur di attaccare il Governo Meloni».
Zedda respinge quindi l’allarme sui servizi: «Parlare di “buco da centinaia di milioni” e di tagli a sanità, trasporti e scuole è una falsità colossale. Il governo Meloni non ha scaricato alcun costo sulle spalle dei sardi né su quelle delle Regioni». La senatrice richiama quindi lo stanziamento nazionale: «La misura, approvata nell’ultimo Consiglio dei Ministri, prevede lo stanziamento di ben 2,3 miliardi di euro a livello nazionale per compensare integralmente il mancato gettito». E sottolinea quello che FdI considera il paradosso politico della vicenda: «È singolare che la presidente Todde, esponente di quel Movimento 5 Stelle che in passato faceva dell’abolizione del bollo auto un cavallo di battaglia elettorale, oggi si riscopra paladina dei balzelli regionali pur di fare sterile opposizione».
La sfida: «Todde scelga se continuare a tassare i sardi»
Zedda rilancia infine la proposta avanzata da Giovanni Donzelli: lasciare alle singole Regioni la possibilità di non applicare l’esenzione. «Farò mia la proposta del collega Donzelli, per prevedere all’interno della norma la possibilità per le Regioni di scegliere di non applicare la cancellazione della tassa ai propri concittadini. Così la Todde potrà scegliere se continuare a tassare i sardi».
Sulla stessa linea si schierano Ugo Cappellacci, presidente della commissione Affari sociali della Camera, e il consigliere regionale di Forza Italia Ivan Piras: «I sardi saranno beneficiari dell’esenzione dal bollo auto, altro che penalizzati». E, sulle coperture, aggiungono: «Dovrebbe essere un fatto positivo per chi guida la Regione e spiace che la presidente anziché rallegrarsi inneschi la polemica sul nulla».
Intanto il copione politico si ripete: il governo annuncia un traguardo, le sinistre cominciano ad urlare in mancanza di argomenti.