Balorda nostalgia
Bollo auto, a sinistra già rimpiangono la tassa più odiata. Da Bonelli a Giani (passando per Boldrini) i soliti Tafazzi
Altro che Cetto la Qualunque, a sinistra spuntano come funghi i Tafazzi. Il governo cancella una delle tasse più odiate dagli italiani e loro protestano rabbiosamente. Da Angelo Bonelli a Eugenio Giani, passando per Laura Boldrini e il Movimento 5 Stelle, il bollo auto sembra improvvisamente diventato un baluardo da difendere. Una battaglia di civiltà.
Dal 2027 la misura riguarderà le auto fino a 80 kW e i motoveicoli, con l’esenzione limitata a un veicolo per cittadino. Il governo ha previsto la compensazione dei mancati introiti regionali.
Giani sul piede di guerra, protestano anche i grillini (quelli del reddito e del superbonus)
Il governatore della Toscana Eugenio Giani promette di «fare di tutto» per modificare il testo in Parlamento e ribattezza il provvedimento «decreto tarpa-sanità», paventando conseguenze sui servizi sanitari. Il verde Angelo Bonelli tira fuori (al posto dei sassi dell’Adige) Cetto La Qualunque e chiede che le risorse vadano alla sanità e al trasporto pubblico. Ma se Meloni è Cetto, loro sono senz’altro Tafazzi.
Laura Boldrini concede almeno una premessa: «Bene!». Ma dura un attimo. «Peccato che ci sia l’ennesimo inganno», aggiunge la deputata Pd ed ex presidente della Caera, bollando l’intervento come elettorale e contestando le coperture.
Al coro si aggiunge il Movimento 5 Stelle, che parla addirittura di «elemosina elettorale». Una definizione singolare per una forza politica che ha legato la propria esperienza di governo a misure come Reddito di cittadinanza e Superbonus 110%, che nelle casse dello Stato pesano purtroppo tuttora. Quando il beneficio riguarda il bollo di 14 milioni di automobilisti, però, per i Cinquestelle diventa un’«elemosina».
Anche Benedetto Della Vedova di +Europa si accoda e contesta l’abolizione definendo la cancellazione del bollo come «populismo fiscale, comprando consenso e scaricando su chi verra’ dopo il peso di rendere sostenibile e stabile la misura».
Fratoianni e Piccolotti dovranno comunque pagare il bollo auto per la loro Tesla
Ed è qui che Galeazzo Bignami stana l’opposizione con una domanda molto semplice: la sinistra si impegna a confermare l’abolizione del bollo oppure no? Il capogruppo di FdI alla Camera mette le opposizioni davanti al bivio: se considerano giusta la misura, «mi aspetto che la votino in Parlamento nei prossimi giorni». Se invece non assumono quell’impegno, osserva, significa che intendono reintrodurre il bollo.
Una domanda che porta la polemica fuori dal terreno degli slogan: al momento del voto bisognerà scegliere.
Maurizio Gasparri mette a fuoco l’altro punto: «Lo avevamo detto e lo abbiamo fatto». Il presidente della Commissione Esteri e Difesa del Senato rivendica una battaglia che Forza Italia conduce dai tempi di Silvio Berlusconi. «Mentre la sinistra e le opposizioni continuano a sbraitare, fare demagogia e sbattere i pugni sui tavoli anche di fronte a provvedimenti che portano un beneficio reale alle persone, noi rispondiamo con i fatti. Noi siamo il governo del fare e delle “meno tasse”».
Quanto a Nicola Fratoianni, non sfugge un precedente. La Tesla sui cui viaggia con la moglie e collega deputata di Avs Elisabetta Piccolotti supera comunque il limite degli 80 kW: il bollo dovranno pagarlo comunque.