Il bilancio di 4 anni
Sport per tutti, scuola moderna, lotta alle droghe: i giovani dominano i “record” del governo Meloni
Negli ultimi quattro anni di governo, l'esecutivo guidato dalla presidente del Consiglio ha dimostrato di avere a cuore le politiche giovanili, investendo sullo sport, sull'università, sulla ricerca, sulla scuola e sulla lotta al consumo di stupefacenti
Politica - di Gabriele Caramelli - 2 Settembre 2026 alle 16:42
Il governo Meloni ha dimostrato grande attenzione sui temi giovanili nei quattro anni di governo, sia per quanto riguarda i temi didattici che per lo sport. Lo dimostrano gli investimenti nella scuola e nell’università, che attraverso i piani di innovazione hanno mirato ad offrire ai giovani una formazione di alto livello, tutti punti indicati nel bilancio del “record” raggiunto dall’esecutivo che sarà illustrato venerdì a Bari. Senza dimenticare l’impegno contro l’abbandono scolastico, che nel 2022 era all’11,5% e che ora è vertiginosamente calato al 7,3%. Un risultato decisamente confortante a fronte dell’obiettivo Ue del 9% per il 2030, mentre altri Stati come la Spagna e la Germania sono rispettivamente ancorati al 12,8% e al 13,1%. Non meno importanti sono i fondi destinati allo sport, con 3,8 miliardi di investimento, di cui 1,7 per le infrastrutture pubbliche
I traguardi del governo Meloni sulle politiche giovanili: l’importanza della scuola
Sul versante scolastico, restano emblematici la riforma dell’esame di maturità e della formazione tecnico professionale, assieme alla creazione del Liceo del Made in Italy. Quanto agli investimenti, dal governo Meloni sono stati stanziati 1,35 miliardi per gli Its Academy e 2,1 mld per la digitalizzazione degli ambienti didattici, con lo scopo di ricostruire una scuola che sappia offrire agli studenti le competenze necessarie, le giuste opportunità e i valori di cui hanno bisogno. Inoltre, con il ripristino del voto in condotta, si introduce una maggiore responsabilizzazione dei ragazzi, restituendo l’autorevolezza agli insegnanti.
Non bisogna dimenticare lo stop all’educazione sessuale nelle scuole dell’infanzia e della primaria, per evitare l’ideologizzazione woke. Alle medie e al liceo, invece, per i programmi di sessualità e affettività sarà necessario il consenso informato dei genitori. Non meno importante è l’introduzione dell’arresto obbligatorio in flagranza per chi aggredisce professori e personale scolastico. Altrettanto rilevanti sono i 28,5 milioni di euro per combattere bullismo e cyberbullismo.
La rinascita delle università italiane con il governo Meloni
Il Fondo di Finanziamento Ordinario per le università pubbliche è stato incrementato di 25,6 milioni dall’esecutivo guidato da Giorgia Meloni e adesso, nel 2026, ammonta in totale a 9,4 miliardi, in crescita del 26% rispetto al 2019. Maggiori risorse per gli atenei vogliono dire didattica di qualità, aiuti alla ricerca e più opportunità per gli studenti, i professori e i ricercatori. All’appello non può mancare lo stop al numero chiuso e ai test d’ingresso per la facoltà di Medicina: nell’ultimo caso, vengono introdotti 8mila posti in più per la formazione di nuovi dottori. Tra le altre cose, sono stati stanziati 50 milioni per richiamare i giovani ricercatori dall’estero: nel biennio 2024-2025 ne sono stati assunti più di mille.
Fondi allo sport per i giovani e per la riqualificazione delle periferie
L’intervento imponente sul versante sportivo è stato rafforzato dai 700 milioni del Pnrr sul programma di “Sport e inclusione sociale”, con più del 40% delle risorse riservate al meridione, con l’obiettivo di azzerare i divari territoriali e fornire ai cittadini delle strutture moderne, sicure e accessibili. Più di 387 milioni sono stati stanziati per il piano “Sport e periferie”, con la riqualificazione e la sicurezza delle strutture.
A questi progetti si accosta il piano “Sport Illumina” per la costruzione di aree multisportive gratuite nei comuni e il fondo da 50 milioni per rinnovare gli oratori nelle zone urbane più difficili. Inoltre, con la “Dote famiglia” vengono garantiti contributi fino a 300 euro per supportare l’attività sportiva di oltre 81mila ragazzi. Altrettanto importante è il rilancio dei Giochi della Gioventù, con oltre 105mila studenti coinvolti e con l’approvazione di una norma che apre le palestre scolastiche alle società sportive anche nel pomeriggio, nei fine settimana e in estate.
Dalla Carta della cultura e del merito fino alla lotta alle dipendenze
Il governo Meloni si è impegnato anche per stanziare fino a mille euro cumulabili per i giovani, con la Carta della cultura di 500 euro per i neo-diciottenni con Isee fino a 35mila euro e la Carta del Merito, che ne prevede altri 500 per chi si diploma con 100 o 100 e lode. Le risorse vengono concentrate su chi ha un reale bisogno e lo merita, con un programma innovativo per sostenere la cultura, a partire da 30 milioni di euro per l’acquisto di libri nelle biblioteche, 3 milioni di euro per le nuove librerie gestite da under 35, risorse per i piccoli comuni, il supporto all’editoria e una missione culturale per l’Africa affiancata al Piano Mattei.
Tra le altre cose, l’esecutivo ha stanziato risorse da record per il sistema della lotta alle dipendenze, con oltre 160 milioni nel 2025. Si tratta di finanziamenti fondamentali per sbloccare le assunzioni nei SerD, supportare le comunità di recupero, investire nella prevenzione, garantire la libertà di cura su tutto il territorio. Per concludere, è stato anche attivato il Piano di prevenzione contro il Fentanyl.