Strategia insostenibile
Non solo pipe per il crack, a Bologna Lepore distribuirà siringhe e kit anti-overdose. Ennesima follia
Il comune ha deciso di costituire una nuova cabina di regia per la riduzione del danno e dei rischi dal consumo di stupefacenti. Come? Attraverso la «distribuzione di siringhe sterili, kit anti-overdose, profilattici, interventi educativi al consumo consapevole delle sostanze, il supporto psicologico immediato e la promozione di condizioni di vita sicure»
Politica - di Gabriele Caramelli - 2 Settembre 2026 alle 17:55
A Bologna, il sindaco del Pd Matteo Lepore continua a perseverare su una strategia esasperata e paradossale per combattere il consumo di stupefacenti. Dopo le pipe per il crack, il comune ha deciso di istituire una nuova cabina di regia sulla riduzione del danno e dei rischi dal consumo di stupefacenti. Come? Attraverso la «distribuzione di siringhe sterili, kit anti-overdose, profilattici, interventi educativi al consumo consapevole delle sostanze, il supporto psicologico immediato e la promozione di condizioni di vita sicure». Non è uno scherzo, è quanto scritto nel “Protocollo operativo nell’ambito dei servizi ed interventi di prevenzione, riduzione del danno e riduzione dei rischi con riferimento alle dipendenze patologiche”, redatto dal comune bolognese, dall’Ausl e dall’Asp.
Il documento prevede anche «il consolidamento delle modalità di collaborazione tra Serdp, dipartimento Welfare e Promozione del benessere di comunità e Asp nella realizzazione degli interventi di prossimità, dei servizi a bassa soglia, dei percorsi di presa in carico integrata e delle azioni di prevenzione». Nell’accordo rientra anche «il monitoraggio dell’attuazione sperimentale delle indicazioni operative stesse per un periodo di dieci mesi a decorrere dal mese di settembre 2026».
Dopo le pipe per il crack nella Bologna di Lepore arrivano le siringhe sterili e kit anti-overdose
Il protocollo, redatto dall’amministrazione progressista bolognese, «comprende un ampio ventaglio di interventi che mirano a ridurre i rischi e i danni direttamente associati al consumo di sostanze, come overdose, trasmissione di malattie infettive, lesioni fisiche e psichiche, traumi psicologici, esclusione sociale e marginalizzazione». Ma il punto è che lo fa distribuendo materiale per la riduzione del danno, non con una convenzione per entrare in una comunità di recupero. Secondo gli autori del documento, la riduzione del danno «favorisce l’aggancio con i servizi sanitari, come i Serdp può costituire il primo passo per il successivo trattamento terapeutico, qualora la persona lo desideri».
Insomma, sia l’Ausl che il comune «condividono le strategie messe in campo negli interventi e servizi di prevenzione, riduzione del danno e dei rischi nelle dipendenze patologiche in coerenza con gli indirizzi regionali». Ma non finisce qui, perché «l’Ausl attribuisce inoltre al Comune funzioni per la realizzazione degli interventi di prevenzione dei rischi e riduzione del danno svolti in strada e in strutture a bassa soglia d’accesso rivolti ai consumatori di sostanze psicoattive».
Cavedagna: «Le risorse dovrebbero essere spese per la sicurezza e la lotta al degrado»
Sulla vicenda è insorto l’europarlamentare di FdI, Stefano Cavedagna, che in una nota ha denunciato l’insostenibile scelta della giunta di sinistra: «Dopo la follia delle pipe per il crack regalate, pensate come curioso metodo “innovativo” per diminuire il danno, ora al Comune di Bologna assieme ad ASP che dovrebbe occuparsi di servizi alla persona, distribuiscono siringhe sterili, profilattici e kit di prevenzione dell’overdose, educando al consumo consapevole di sostanza».
“Bloccare il protocollo”
«In pratica, il Comune di Bologna con i soldi dei cittadini ti insegna come drogarti in maniera consapevole – ha proseguito -. L’ennesima follia di una amministrazione, quella Lepore che in una città già in preda allo spaccio, finisce per legittimare il consumo di droga ed il suo commercio». Ma c’è un’altra domanda a cui l’amministrazione Lepore dovrebbe rispondere: «Quanto costa questa follia ai cittadini bolognesi? Le risorse dovrebbero essere spese per la sicurezza e combattere il degrado, non per spiegare a chi si droga come farlo meglio. Chiediamo che venga immediatamente bloccato questo protocollo e la relativa spesa. Neanche un euro dei bolognesi deve finire per comprare siringhe per tossicodipendenti».