Contro l'invasione
Spagna, da Vox a Podemos il giorno delle piazze per Ceuta: destra e sinistra divise sui migranti, ma unite contro Sanchez
Un flashmob anche al Parlamento europeo: Ppe, Ecr e Patrioti contro l'incapacità del governo socialista e per la sicurezza dei confini europei. Fidanza: "Vanno difesi e Ceuta rappresenta un'avanguardia Ue in territorio africano"
In Spagna è il giorno delle manifestazioni per Ceuta, scelto nella data della più importante festa civile locale. In piazza, nelle principali città di tutto il Paese, si sono dati appuntamento tanto il Partito popolare e Vox, quanto la sinistra di Podemos. I primi appoggiano la richiesta di sicurezza e di integrità territoriale avanzata dal presidente dell’exclave, Juan Jesus Vivas, e dalle municipalità; i secondi di fatto rispondono con lo slogan “Fermiamo il razzismo”. Manifestazioni contrapposte, dunque. Ma che condividono un punto: la protesta contro il premier Pedro Sanchez e il suo governo socialista per il modo in cui ha gestito la crisi.
Il flashmob di Ppe, Ecr e Patrioti al Parlamento europeo
Una manifestazione, intanto, si è svolta anche davanti all’ingresso del Parlamento europeo, dove Ppe, Ecr, rappresentata anche da una delegazione di FdI, e Patrioti hanno dato vita a un flashmob. “Ceuta deve essere difesa” e “No all’invasione” tra gli slogan della protesta, che a sua volta ha puntato l’indice contro Sanchez. “Pedro Sanchez ha riempito di bugie la sua popolazione e ha abbandonato Ceuta: esigiamo il rimpatrio immediato dei migranti irregolari e la difesa dei confini europei”, ha detto la segretaria generale del Ppe, Dolores Montserrat. Il capodelegazione di FdI all’europarlamento, Carlo Fidanza, ha poi sottolineato “l’importanza” del flashmob per ribadire “che i confini dell’Europa si devono difendere e Ceuta rappresenta un’avanguardia Ue in territorio africano”. “Il fatto di avere qui riunite, inoltre, le forze del centro destra spagnolo ci fa ben sperare per le prossime elezioni e l’unità dei conservatori”, ha aggiunto Fidanza.
Il dossier della polizia spagnola sul ruolo del Marocco
In questa giornata è arrivata anche la richiesta di dimissioni del ministro dell’Interno, Fernando Grande-Marlaska, avanzata dai Popolari dopo le indiscrezioni pubblicate da El Español sull’esistenza di un rapporto della polizia che individua un ruolo delle forze di sicurezza marocchine nell’assalto di migranti di fine luglio e in cui, soprattutto, si afferma che la polizia aveva allertato il governo sul rischio di ingressi coordinati nell’exclave. Anche il partito di sinistra Por Andalusia, in una conferenza stampa, ha sottolineato che se il rapporto su Ceuta non fosse giunto a Marlaska, allora a doversi dimettere sarebbe il direttore generale della Polizia per “slealtà” nei confronti del governo, ma “se venisse confermato che il ministero dell’Interno era a conoscenza di queste informazioni e non le ha elaborate, allora la responsabilità spetterebbe al ministero dell’Interno”.
Vox chiede il “processo per tradimento” per Sanchez e il suo governo
Per Vox poi “Sánchez e il suo governo dovrebbero essere processati per tradimento” e, attraverso un post sui propri social, il leader del movimento, Santiago Abascal, ha chiesto al presidente dei Popolari, Alberto Núñez Feijóo, di appoggiare la richiesta. Abascal in questi giorni è stato in prima fila nel chiedere la più ampia partecipazione alle proteste contro Sanchez e l’invasione, rilanciando in particolare quella di Madrid. Sull’appuntamento nella Capitale, fissato per le 20 di stasera, però, pesa ora un’incognita: secondo quanto emerso la prefettura non ha autorizzato la manifestazione, sostenendo che il sindaco, il popolare José Luis Martinez-Almeida, non aveva l’autorità per accordarla. La decisione è un tentativo del governo Sanchez di “boicottare le manifestazioni cittadine a sostegno del popolo di Ceuta”, ha commentato il primo cittadino, assicurando che si stanno valutando “possibili risposte”.
La mobilitazione per Ceuta in tutta la Spagna
Madrid è solo una delle città coinvolte dall’iniziativa: manifestazioni sono convocate in tutto il Paese, da Valencia alla Murcia fino all’Estremadura, con il coinvolgimento della Federazione spagnola dei comuni e delle province (Femp), guidata dal popolare Maria Jose Garcia-Pelayo. Si tratta delle manifestazioni cui hanno aderito Pp e Vox e per le quali il presidente di Ceuta, Vivas, ha lanciato un appello alla mobilitazione di tutti gli spagnoli. “La nostra integrità territoriale non è divisibile, non è separabile. E quando si aggredisce in questo modo una parte della Spagna, si aggredisce e si viola l’intera Spagna. Non ci arrenderemo mai”, ha affermato Vivas sui social. “Ceuta non si vende, Ceuta si difende”, ha aggiunto, spiegando che la città “ha bisogno del sostegno di tutti gli spagnoli”. Anche alcuni comuni socialisti, però, hanno annunciato manifestazioni di solidarietà con Ceuta, separate da quella ufficiale organizzata dalla Femp.
Sanchez all’angolo rilancia con le promesse
In questo contesto Sanchez ha annunciato a mezzo video social che “la nostra priorità è far uscire quanto prima la gente dalle strade, garantire un’attenzione degna a chi è arrivato e restituire ai ceutani la tranquillità che meritano”, promettendo “300 milioni di euro per sostenere le imprese e i negozi dell’exclave, rafforzare i servizi pubblici e aiutare la città a riprendersi da queste settimane così difficili”.