Il Trasporto
Santa Rosa, Sberna porta l’Europa a Viterbo. Metsola ai facchini: “Le nostre radici ci danno forza”
«Una tradizione secolare, capace di custodire valori, memoria e senso di appartenenza. Un patrimonio riconosciuto dall’Unesco per il suo eccezionale valore culturale, storico e religioso. Dietro quelle tonnellate che avanzano nella notte ci sono il sacrificio dei facchini, il lavoro di tante persone, la fede e l’orgoglio di un’intera comunità», dichiara Mauro Rotelli, deputato viterbese di Fratelli d'Italia
Cronaca - di Alice Carrazza - 4 Settembre 2026 alle 12:11
Prima il riconoscimento dell’Europa al Teatro dell’Unione, poi il buio di San Sisto e Dies Natalis che si alza sulla città. Viterbo ha vissuto il suo 3 settembre tra le parole delle istituzioni e la prova dei facchini: una doppia girata, due ulteriori «sollevate e fermi» affidati alla memoria e un Trasporto dedicato alla pace. «Dopo aver portato quest’anno Santa Rosa al parlamento europeo, è importante che sia stata l’Europa ad arrivare a Viterbo». La vicepresidente dell’Eurocamera Antonella Sberna riassume così, durante il raduno ufficiale dei Facchini, il percorso iniziato alcuni mesi fa con la visita della delegazione viterbese a Bruxelles. «La celebrazione e il Trasporto della Macchina sono un’eredità che siamo impegnati a mantenere nel presente e a tutelare per il futuro», aggiunge Sberna. Un legame tra territorio e istituzioni comunitarie che non passa dalla cancellazione delle differenze, ma dalla loro tutela: fede, conoscenze e consuetudini diventano il punto dal quale una comunità affronta il presente senza recidere ciò che la tiene insieme.
Metsola: “Un’opera corale, proprio come l’Europa”
«Questa sera i Facchini porteranno sulle loro spalle il patrimonio vivente, la fede e l’orgoglio di un’intera comunità». È l’immagine scelta dalla presidente del parlamento europeo Roberta Metsola nel videomessaggio proiettato al Teatro dell’Unione. Il Trasporto, osserva, racconta «una storia di identità e di appartenenza che è profondamente viterbese e, allo stesso tempo, autenticamente europea».
Il riconoscimento dell’Unesco, prosegue Metsola, «ci ricorda che sono le nostre radici a darci forza» e che i valori di solidarietà sui quali si regge la celebrazione sono gli stessi necessari per guardare al futuro. Poi l’omaggio a tutti coloro che rendono possibile la notte del 3 settembre: «Proprio come l’Europa, anche il Trasporto è un’opera corale». La presidente conclude assicurando l’impegno dell’Eurocamera nella difesa del patrimonio culturale comune.
Il silenzio di San Sisto
Terminato il raduno, i facchini compiono il tradizionale Giro delle Sette Chiese. Al calare della sera, dopo la benedizione del vescovo Orazio Francesco Piazza, il costruttore Mirko Fiorillo consegna la Macchina alla sindaca Chiara Frontini, che a sua volta l’affida al Sodalizio.
A San Sisto ogni rumore cala. I facchini raggiungono uno dopo l’altro il proprio posto sotto la struttura. Il capofacchino Luigi Aspromonte aspetta che la squadra sia pronta, quindi pronuncia le parole attese per un anno intero: «Sollevate e fermi. Santa Rosa avanti». Dies Natalis si stacca dai cavalletti e comincia il suo terzo viaggio attraverso Viterbo.
A Fontana Grande arriva il primo sollevamento aggiuntivo, annunciato per ricordare il Trasporto del 1946, quando la festa riprese dopo i cinque anni di interruzione imposti dalla guerra. Un gesto che dà sostanza alla dedica alla pace, voluta per il secondo anno consecutivo dal vescovo Piazza: qui la memoria del conflitto non è astratta, ma incisa nella stessa storia della manifestazione.
La doppia girata sorprende piazza del Comune
La vera sorpresa arriva a piazza del Comune. Prima di ripartire, Aspromonte domanda ai suoi: «Ce la sentiamo?». I Facchini rispondono facendo compiere alla Macchina una doppia girata non annunciata, dedicata ai portatori scomparsi. La piazza esplode e il capofacchino lascia per un momento da parte la misura: «Siete fantastici, siete i numeri uno, i più forti».
Superato il Comune, lo spettacolo torna disciplina. Verso piazza delle Erbe la strada si stringe, le distanze dai muri e dai balconi vanno calcolate al centimetro. «Cominciamo ad andare piano, c’è da soffrire un po’», avverte Aspromonte. A piazza del Teatro entrano le spallette aggiuntive. Poi 170 facchini affrontano di corsa l’ultima salita verso il sagrato. Una volta davanti al santuario, però, manca ancora un tributo. Aspromonte ricorda il pericolo scampato nel 1986, quando Armonia Celeste rischiò di cadere: «Dobbiamo ringraziare la nostra Rosina che ha evitato una tragedia quarant’anni fa». Un nuovo comando e la Macchina si solleva per l’ultima volta.
Rotelli: “Santa Rosa è Viterbo: la sua storia, la sua gente”
A riassumere il senso della serata è il deputato di Fratelli d’Italia Mauro Rotelli, che nelle scorse settimane aveva promosso a Montecitorio una conferenza stampa dedicata al Trasporto: «Santa Rosa è Viterbo: la sua storia, la sua gente, la sua identità». Quando Dies Natalis raggiunge il sagrato, la frase perde ogni possibile enfasi: è semplicemente ciò che la città ha appena dimostrato. «Si rinnova un’emozione che appartiene a intere generazioni e racconta il legame profondo tra una comunità e la propria patrona».
«Una tradizione secolare, capace di custodire valori, memoria e senso di appartenenza. Un patrimonio riconosciuto dall’Unesco per il suo eccezionale valore culturale, storico e religioso. Dietro quelle tonnellate che avanzano nella notte ci sono il sacrificio dei Facchini, il lavoro di tante persone, la fede e l’orgoglio di un’intera comunità», aggiunge. «È questo il significato più autentico di Santa Rosa: una tradizione che non si limita a guardare al passato, ma che continua a unire Viterbo e i viterbesi, generazione dopo generazione». 
Trasporto della Macchina di Santa Rosa a Viterbo, 3 settembre 2026. ANSA/Gianluigi Basilietti

Trasporto della Macchina di Santa Rosa a Viterbo, 3 settembre 2026. ANSA/Gianluigi Basilietti

Trasporto della Macchina di Santa Rosa a Viterbo, 3 settembre 2026. ANSA/Gianluigi Basilietti

Trasporto della Macchina di Santa Rosa a Viterbo, 3 settembre 2026. ANSA/Gianluigi Basilietti

Trasporto della Macchina di Santa Rosa a Viterbo, 3 settembre 2026. ANSA/Gianluigi Basilietti
