Ferite aperte
Report, Sottile si sfoga (e non solo sulla rissa): “Mi hanno dato del venduto e del pezzo di m…a. Ranucci? Siamo alla mitomania…”
Ed eccolo qua l’ultimo report su Report di Salvo Sottile: o meglio, quello sui duri e puri della doppia morale targata Ranucci, con il conduttore appena nominato successore di Milo Infante al timone di Ore 14 deciso a smascherare l’arroganza dei pretoriani di Sigfrido: insulti a altezza uomo e ad alzo zero nel cortile di Via Teulada per chi osa criticare il “santone” del giornalismo d’inchiesta e il guru delle sinistre. E tra una stoccata e un apostrofo tutt’altro che rosa su Report e i suoi alflieri in prima linea, alfin Sottile tocca. E affonda il colpo…
Su tutto: su un metodo investigativo e cronachistico una volta sobrio, obiettivo e aperto al confronto, oggi – specie dopo l’aggressione di qualche giorno fa nel cortile di Via Teleuda – ridotto a una sorta di parrocchia tele-giustizialista dove chiunque si permetta di sollevare un dubbio viene seduta stante scomunicato. Bollato come eretico. E alla fine pure insultato pesantemente…
Report, Salvo Sottile: «Gli inviati mi hanno dato del venduto e del pezzo di m…a»
Come noto, a farne le spese per ultimo è stato Salvo Sottile, “colpevole” agli occhi della redazione “con le spalle dritte” unicamente di aver posto una questione di metodo e di aver criticato la condotta del conduttore Sigfrido Ranucci. E lo “scambio” avvenuto nella sede Rai tra Sottile e gli storici inviati di Report è solo l’ultima spennellata di colore sul ritratto perfetto di un’intellighenzia che non accetta repliche.
«Ho detto solo come va?… Quella reazione dentro la Rai mi è sembrata un po’ esagerata»
Così, ancora oggi, è lo stesso Salvo Sottile a tornarci su, ricostruendo la vicenda, e svelando il volto della doppia morale di chi si erge a paladino della libertà di stampa ma non tollera il dissenso. «”Come va?” Questo ho detto a Bernardo Iovene e Luca Bertazzoni. Mi hanno risposto dandomi del “venduto” e del “pezzo di merda” – torna a denunciare Sottile –. Dentro la Rai mi è sembrato un po’ esagerato, fuori magari ne avremmo parlato».
Sottile su Ranucci e la rissa con gli inviati “Report”: «Non chiedo provvedimenti disciplinari, ma…»
Aggiungendo però anche a stretto giro: «Detto questo, non voglio che vengano presi provvedimenti disciplinari. Capisco che, avendo contestato la doppia morale del santone Ranucci, io debba finire al rogo come gli eretici. Ma io sono un giornalista che fa domande a tutti, di ogni tipo. E continuerò a farle», ribadisce e rilancia in un’intervista a Il Messaggero il giornalista, tornando sulla polemica con Report e sullo scambio nel cortile della sede Rai.
Sottile: «Ranucci? Siamo alla mitomania…»
Sottile ricorda che i contrasti con Ranucci risalgono anche vicende personali dolorose legate a inchieste passate condotte con troppa disinvoltura . Come in quell’inchiesta di qualche anno fa in cui si fece il nome di suo padre, storico cronista palermitano, completamente estraneo ai fatti: «Sì, anche. In quell’occasione, senza scrupoli, fece arrivare schizzi di fango su una persona completamente estranea ai fatti, citata solo come suggestione», denuncia amaramente il conduttore. Quindi aggiunge: «E poi Ranucci ora si paragona a Falcone e Borsellino, a Giulio Regeni?… Siamo nella mitomania più assoluta», accusa Sottile. Come a dire: nessun imbarazzo, nessuna autocritica: solo la veemenza tipica di chi si sente al di sopra di regole e deontologia.
«Le domande le facciamo tutti quelli di report devono imparare ad accettare le risposte»
Concludendo la sua riflessione rivendicando con orgoglio e fermezza: «Io nei miei video social commento sia la cronaca che l’attualità politica. L’unica cosa in questa vicenda è stata dire la mia sul caso Ranucci: ho posto un problema di opportunità e di metodo – osserva Sottile in calce, replicando ad alcuni commenti sui social –. E se lui e quelli di Report fanno domande per avere risposte, devono anche accettarle senza parlare di attacco alla libera stampa».