L'ultima sparata
Patrimoniale, Fratoianni torna alla carica, Foti lo gela: no a mani in tasca agli italiani e lotta di classe “Tesla e champagne”
Dalle vacanze dorate all'odiosa gabella è un attimo: e il botta e risposta a distanza tra il leader Avs e il ministro infiamma il dibattito. Alla sparata dal palco della festa dell'Unità l'esponente del governo ribatte: «Abbiamo chiuso in soffitta il fallimentare Rdc e rilanciato occupazione e economia. se questa tassa è il punto d'incontro della sinistra i cittadini avranno le idee ancora più chiare»...
Patrimoniale, una “passione sinistra”. La siccità di idee e nuove proposte desertifica e secca il Campo largo. non stupisce allora che la componente più radicale della coalizione di centrosinistra torni alla carica rispolverano vetero-progetti e il solito cavallo di battaglia di una scuderia a dir poco datata in materia di progetti, ma sempreverde nel riproporre retorica ideologica e mozioni sempreverdi (e sempre più rosse). Così, dopo essersi goduto una stagione estiva tra lidi dorati e resort dai costi decisamente poco “proletari” e letteralmente “esclusivi”, Nicola Fratoianni è salito sul palco della Festa dell’Unità per rispolverare l’antico vizio della sinistra di penalizzare i proprietari di casa e tornare alla carica coi conti in tasca degli italiani mettendo le mani nei loro portafogli.
Patrimoniale, Fratoianni torna alla carica e esorta il Campo largo
Ci risiamo: con la benedizione del Pd e dell’intero Campo largo, il leader di Sinistra Italiana torna a battere cassa, sognando di stangare chi ha prodotto e risparmiato con la scusa del “piccolo sacrificio”. Un’ipocrisia ideologica in pieno stile radical chic che ammicca al solito pseudo-pauperismo e riduce la politica economica all’ennesimo capitolo della lotta di classe. E che porta Fratoianni a tornare alla carica sull’odiosa gabella anche dal palco di Reggio Emilia della Festa dell’Unità.
Il solito pauperismo, la solita ipocrisia ideologica
Dove ha dichiarato: «Troppe volte mi sento un po’ solo: ma è uno scandalo dire – in un Paese come il nostro dove la ricchezza complessiva cresce solo se si distribuisce in modo indecentemente ineguale con i miliardari che sono sempre più miliardari e le persone che non ce la fanno ad andare avanti sono sempre più in difficoltà… – a 50mila italiani su quasi 60 milioni di abitanti che hanno un patrimonio personale netto superiore ai 5 milioni di euro non un euro in meno? È uno scandalo chiedere un piccolo sacrificio da reinvestire nel segno dell’interesse generale? Mica non li dobbiamo mandare in povertà»…
Fratoianni evoca la patrimoniale, la replica di Foti è senza possibilità d’appello
Insomma, riecco il solito cliché fallimentare – già smentito dalla storia e dalle fughe di capitali ovunque sia stato applicato – che per fortuna trova un muro invalicabile nella linea economica dell’esecutivo. Sì perché sul punto, netta e tempestiva è arrivata la replica di Tommaso Foti. Una stroncatura secca e senza appello: «Alla lotta di classe “Tesla e champagne” di Nicola Fratoianni, che insiste sulla patrimoniale, noi contrapponiamo lavoro, crescita e conti pubblici in ordine. Sia chiaro: finché ci sarà il Governo Meloni, nessuno metterà le mani nelle tasche degli italiani», ha ribattuto sul punto in una nota il ministro per gli Affari Europei.
Archiviato Rdc e spread sceso: il governo ha puntato su occupazione e crescita
Aggiungendo in calce: «Abbiamo chiuso in soffitta il fallimentare Reddito di cittadinanza e oggi contiamo 1.305.000 nuovi contratti a tempo indeterminato. Lo spread è sceso. E dall’ottobre 2022 a oggi, il valore della Borsa italiana è più che raddoppiato. Se la patrimoniale è il punto d’incontro della sinistra – conclude quindi Foti – gli italiani avranno le idee ancora più chiare. Da una parte un centrodestra che rilancia l’economia. Crea lavoro e sostiene la crescita. Dall’altra una sinistra che vuole più tasse. La scelta, come sempre, spetta agli elettori. E per la sinistra sarà una sonora bocciatura»…
Altro che patrimoniale, Fratoianni e Campo largo se ne facciano una ragione
La differenza tra i due modelli, del resto, è sotto gli occhi di tutti: da un lato una sinistra priva di idee che, per finanziare l’assistenzialismo, sa solo inventare nuove tasse. Dall’altro un centrodestra che crea occupazione vera, sostiene chi produce, riduce lo spread e tutto senza ricorrere alle ricette punitive dei soliti noti. E nel mezzo gli italiani, che conoscono bene il valore dei propri risparmi e il peso di una patrimoniale sulle spalle.