Rissa ad Ascoli Piceno
Olive ascolane di traverso alla Schlein, mezzo Pd si ammutina e accusa: “Vogliono toglierci di mezzo”
Politica - di Luca Maurelli - 7 Settembre 2026 alle 15:50
Sembrava una buona notizia, la fine di un incubo durato mesi, la mossa che poteva sancire la ritrovata unità. Invece l’elezione del nuovo segretario del Pd di Ascoli Piceno, Francesco Ameli, fedelissimo di Elly Schlein, s’è trasformato nell’apertura di una un’ennesima faida intestina, a pochi giorni dal bubbone di Milano. Epicentro? Marche. Olive amare, quelle ascolane, per la povera Elly, costretta a fare i conti con un partito che a livello locale si spacca sulla sua candidatura a premier nelle Primarie ma anche sulle piccole poltrone di provincia. Francesco Ameli è stato rieletto segretario della Federazione provinciale del Pd ad Ascoli Piceno con il conforto dei numeri: 77,25% dei consensi e 150 voti in più rispetto al congresso del 2021, e con un + 14,7% degli aventi diritto al voto. Ma attenzione: dietro i numeri si cela il caos, la contestazione. A lui e alla segretaria nazionale.
Lo scontro nel Pd e la lettera alla Schlein
Il Corriere dell’Adriatico riassume così lo scontro in atto, raccontando “l’affondo arrivato 24 ore dopo firmato dal consigliere regionale Pieragallini, alcuni sindaci e amministratori piceni che hanno scritto alla segretaria Schlein”. E pubblica la lettera alla segretaria dei big piceni. “Avevamo chiesto di rinviare l’appuntamento del congresso, ritenendo necessario tutto il tempo possibile per ricercare una sintesi e ricomporre una frattura che da mesi attraversa il partito provinciale. La scelta del 5 ha tenuto fuori almeno metà partito. Si rischia una divisione profonda della comunità politica del PD Piceno”, c‘è scritto nella missiva firmata da autorevoli dirigenti e sindaci piceni, oltre ad alcuni segretari di circolo, ovvero quella parte del Pd provinciale che non ha partecipato al congresso, nella quale si denuncia la conduzione del partito. «Vi scriviamo – si legge nella missiva firmata, tra gli altri, da Agostini, Piergallini, Massa, Terrani, Loggi, Rocchi, Franchi, Sorge e Pulcini – con l’amarezza profonda di chi, dopo un lungo percorso di impegno e militanza nella provincia di Ascoli, prende consapevolezza di una volontà certa e certificata da parte di metà partito provinciale: quella di, letteralmente, ‘togliere di mezzo’ l’altra metà e insieme ad essa le migliaia di cittadini che rappresenta».
Le faide di Ascoli Piceno arrivano da lontano
Una faida che arriva da lontano, da inizio 2026, quando parlando delle tensioni nel PD marchigiano Ameli aveva detto che bisognava «rispettare le indicazioni della Schlein e della direzione nazionale» criticando chi, a suo giudizio, stava cercando di minare il percorso indicato dal nazionale. Nel 2025 Ameli aveva richiamato esplicitamente la mobilitazione nazionale lanciata dalla segretaria e si è detto pronto a portarla avanti nel Piceno. Ma c’è un però. Che spiega molto. Nel congresso PD del 2023 i circoli della provincia di Ascoli si erani schierati per Stefano Bonaccini, non per la Schlein. Da allora, forse, poco o nulla è cambiato.