Unità ritrovata in Sassonia...
L’AfD ricompatta una sinistra a pezzi: ritrova “miracolosamente” una grammatica comune
Il campo progressista diviso su idee e programmi riscopre per un po' un lessico unitario: estrema destra, onda nera, fascismo, paura
Il campo largo senza un leader, senza un programma e soprattutto senza una vera idea di Paese riesce, almeno per qualche ora, a ritrovare una straordinaria compattezza. Non sulla sanità, non sulla crescita, non sulla sicurezza, non sulla politica estera e nemmeno sulla forma che dovrebbe avere l’alternativa a Giorgia Meloni. L’unità arriva davanti a un nemico assai più comodo: l’AfD tedesca. Il risultato della formazione di Alice Weidel in Sassonia-Anhalt è effettivamente clamoroso: circa il 44% dei voti, più del doppio rispetto alle precedenti regionali. È la prima forza del Land.
L’AfD tedesca, l’unico collante del centrosinistra, per qualche ora
E subito, in Italia, il campo progressista riscopre una grammatica comune: estrema destra, onda nera, fascismo, paura. Nicola Fratoianni parla di un partito “esplicitamente d’ispirazione neonazista” e degli “estremismi della destra più nera”. Angelo Bonelli denuncia il rischio di “nazionalismi e suprematismi razziali” e avverte che, se la sinistra non torna a occuparsi di giustizia sociale, sarà “l’estrema destra a intercettare rabbia e paura”.
L’antipasto della prossima campagna elettorale
Poi arriva il Pd. Matteo Ricci sintetizza la lezione tedesca con una formula che sembra già uno slogan elettorale: “L’estrema destra avanza in Europa, l’unità del campo progressista è un dovere”. E aggiunge che, in Italia, la partita sarà tra il governo Meloni e un centrosinistra che deve andare “davvero tutto insieme”. Anche Giuseppe Conte legge il voto tedesco attraverso la stessa lente, individuando nelle scelte dell’Europa – che ha “pensato al riarmo invece che al sociale” – una delle cause dell’avanzata dell’estrema destra. Ed eccolo, dunque, l’antipasto della prossima campagna elettorale: evocare l’estremismo, denunciare il pericolo democratico e chiedere agli elettori di unirsi non tanto attorno a un progetto, quanto contro qualcuno.
Le parole profetiche di Meloni a Bari
Profetiche in tal senso le parole di Giorgia Meloni dal palco di Bari: “Le uniche coalizioni che possono dare risposte sono quelle che si costruiscono non contro qualcuno, ma per qualcosa”. E subito dopo ha contrapposto il centrodestra a chi, secondo lei, “si allea solamente per fermare un avversario” e poi, dopo la vittoria, “non sa che cosa fare”. Il punto è che l’AfD ha davvero vinto. E definirla estrema destra non spiega perché milioni di tedeschi l’abbiano votata.
Il richiamo all’unità, da solo, non è un programma
Fratoianni, peraltro, individua proprio nella povertà, nella disuguaglianza, nella precarietà e nella crisi del welfare il terreno sul quale prosperano gli estremismi. È una considerazione politica seria. Ma allora quale proposta concreta mette in campo la sinistra italiana per impedire che accada anche qui? Per ora la risposta sembra essere soprattutto “unità”. Ma l’unità, da sola, non è un programma. E l’antifascismo non può diventare il surrogato permanente di un progetto politico.