Tutto quello che c'è da sapere
Occupazione femminile, il Bonus donna rifinanziato con oltre 141 milioni: a chi spetta e come accedere
La misura ha l'obiettivo di favorire l'ingresso o il reinserimento delle lavoratrici nel mercato del lavoro e ha già dato importanti risultati: il tasso di occupazione femminile oggi è al 53% e il governo punta a incrementarlo ulteriormente
Con uno stanziamento di oltre 141 milioni di euro, il governo ha rifinanziato il Bonus Donne, l’incentivo per favorire il lavoro femminile che ha già dato importanti risultati. L’occupazione femminile oggi in Italia si attesta al tasso record del 53%. Che, però, come più volte sottolineato, il governo non considera un punto di arrivo, ma uno stimolo a fare ancora di più.
Il Bonus Donne rifinanziato con oltre 141 milioni
Si va avanti, dunque, con gli esoneri contributivi per favorire l’ingresso e il reinserimento delle donne nel mercato del lavoro, che garantiscono meno oneri per le imprese che assumo donne e più potere d’acquisto per le lavoratrici. In particolare, l’incentivo rifinanziato dal ministero del Lavoro anche per il 2026 è destinato ai datori di lavoro privati, compresi quelli del settore agricolo, che assumono a tempo indeterminato donne in condizioni di svantaggio. Lo stanziamento di 141,5 milioni di euro è a valere sul Programma nazionale Giovani, donne e lavoro 2021-2027, ed è cofinanziato dal Fondo sociale europeo Plus.
Cosa prevede la misura
La misura prevede l’esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi Inail. In pratica, per ogni nuova assunzione agevolata il datore di lavoro può beneficiare di uno sgravio fino a 650 euro al mese per lavoratrice, importo che sale a 800 euro mensili nel caso di assunzioni di donne residenti nelle regioni della Zona economica speciale (Zes) unica per il Mezzogiorno, che comprende Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna, Marche e Umbria.
I requisiti per chiedere l’agevolazione
L’agevolazione, si applica alle assunzioni effettuate tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026 e può essere riconosciuta fino a 24 mesi per l’assunzione di donne prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi oppure da almeno 12 mesi se appartenenti a specifiche categorie di svantaggio individuate dalla normativa europea, tra cui giovani tra i 15 e i 24 anni, donne over 50, persone prive di diploma, donne che vivono sole con persone a carico o occupabili in settori caratterizzati da una forte disparità di genere. Per le donne senza un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi è invece previsto un esonero della durata di 12 mesi.
Oltre a ridurre il costo del lavoro per le imprese, la misura punta ad aumentare le opportunità occupazionali e il potere contrattuale delle donne che incontrano maggiori difficoltà nell’accesso al lavoro. Conoscere l’esistenza dell’incentivo può infatti rappresentare un elemento utile durante la fase di ricerca dell’occupazione, poiché rende economicamente più conveniente l’assunzione da parte delle aziende. Per accedere al beneficio, le assunzioni devono determinare un incremento occupazionale netto rispetto ai dodici mesi precedenti. Inoltre, l’incentivo non può essere riconosciuto ai datori di lavoro che abbiano effettuato, nei sei mesi precedenti l’assunzione, licenziamenti economici individuali o collettivi nella stessa unità produttiva.
Come presentare le richieste
Le domande per l’accesso alle agevolazioni devono essere presentate all’Inps attraverso il modulo dedicato disponibile sul Portale delle agevolazioni (ex Diresco), secondo le modalità definite dall’Inps (circolare n. 57 del 14 maggio 2026). Nell’ambito del Programma nazionale Giovani, donne e lavoro Fse+ 2021-2027, la misura contribuisce agli obiettivi della Priorità 2, dedicata al sostegno dell’occupazione femminile e all’inclusione delle persone in condizioni di vulnerabilità, promuovendo pari opportunità e una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro.