Lo choc del voto tedesco
Socialisti nella polvere. AAA cercasi alleati europei del Campo largo: Schlein & c. restano senza amici
L’ultimo voto in Germania certifica definitamente il crollo dei socialisti. Numeri pesanti che confermano la crisi profonda e inarrestabile de modello incarnato dal Partito del socialismo europeo (Pse) nell’Europa centrale e orientale. Numeri che lasciano senza parole, senza alleati e senza modelli da sbandierare i progressisti italiani alla ricerca della spallata contro il governo Meloni. Ovunque Elly Schlein volga lo sguardo è il deserto. Pessimo lo stato di salute del Psoe spagnolo, guidato dal traballante Pedro Sanchez che gli stessi elettori socialisti stanno scaricando. Peggio in Francia dove i socialisti sono in stato confusionale, alle prese con la ricerca affannosa di un candidato credibile per le presidenziali del 2027.
Il voto tedesco certifica la crisi del socialismo europeo
Per non dire dell’est Europa dove partiti della famiglia socialdemocratica o sono in via di estinzione o si sono trasformati in formazioni populiste. Una pessima notizia per il Pse, che alle elezioni europee del 2029 rischia di farsi superare per numero di seggi dal gruppo dei “Patrioti”. Ma torniamo al voto in Germania di domenica. Gli elettori tedeschi hanno bocciano i progressisti e premiato le ricette più radicali, di destra e sinistra. Dopo il trionfo in Sassonia, l’Afd vince con il 38% anche nel secondo Land dell’est, il Meclemburgo-Pomerania Anteriore. Drammatico il dato della Cdu che perde 10 punti e per la prima volta nella sua storia non entra nel Parlamento del Land.
Il crollo del Spd e della Cdu per la prima volta fuori dal parlamento
A Berlino le cose non vanno meglio con l’exploit dell‘estrema sinistra di Linke (25,7%) della pasionaria Elif Eralp, papabile sindaca. Anche nella capitale cresce il partito di destra radicale con un 15,8% che lo colloca saldamente al terzo posto (con quasi sette punti in più rispetto al 2023). L’Spd si ferma al 12%, registrando un crollo epocale. Il candidato socialdemocratico Steffen Krach ha parlato apertamente di un risultato «catastrofico». I Verdi chiudono al 14,3%. Risultati che sarebbero sufficienti a far cadere il cancelliere, ma Friedrich Merz non sembra intenzionato a mollare pur ammettendo candidamente “il disastro”.
Il tonfo del modello spagnolo incarnato da Sanchez
In Spagna il modello socialista, guardato da Schlein come la ricetta salvifica planetaria, fa acqua da tutte le parti. Tutti i sondaggi mostrano una forte crisi per il governo di Pedro Sánchez e il Partito Socialista (Psoe). L’opposizione di centrodestra (Partido popular e Vox) sono dati in vantaggio con oltre il 50% dei consensi. Insieme potrebbero ottenere la maggioranza assoluta conquistano tra i 196 e i 204 seggi. Gli scandali familiari, le accuse di corruzioni, le protesta sociali e la ricetta migratori, causa della tragedia di Ceuta, hanno portato la credibilità dell’esecutivo ai minimi storici.
Sondaggi, Pp e Vox candidati alla maggioranza assoluta
Se si votasse oggi, secondo un sondaggio di El Mundo, Sánchez si ritroverebbe con appena 101 deputati, venti in meno rispetto al 2023. Il Pp di Alberto Núñez Feijóo salirebbe a 143 seggi, mentre Vox di Santiago Abascal raggiungerebbe quota 61. Del resto i risultati elettorali dell’ultima tornata regionale sono illuminanti. Le ultime elezioni in Andalusia sono state vinte dal Partito Popolare di centrodestra. Male per i socialisti anche in Estremadura, Aragona e Castiglia e León.
In Francia è buio totale sul candidato premier dei socialisti
In Francia la crisi del Partito socialista guidata da Olivier Faure raggiunge punte di comicità, per non dire del traccollo del premier Emmanuel Macron. Un tempo primo partito, il Ps oggi si presenta frammentato, litigioso e senza programma. Non un buon viatico per le presidenziali del prossimo 18 aprile. Nella confusione più totale a ottobre si terranno le primarie per scegliere la persona da candidare all’Eliseo. Decise al termine di mesi di discussioni interne e psicodrammi che finoea hanno impedito di proporre un’alternativa credibile a Jean-Luc Mélenchon, leader storico della sinistra radicale. L’elettorato moderato rischia di restare senza casa. Al momento tutti i sondaggi indicano il leader d France Insoummise come il possibile sfidante al secondo turno contro Marine Le Pen. Bei tempi quando Elly guardava ai compagni oltre confine per costruire la grande e vincente rete progressista europea. Ricordate la foto festante dell’abbraccio con l’amico Pedro? Un’altra stagione.