Nella città rossa di Sala
Milano, il branco accerchia e aggredisce i poliziotti per aver fermato due 18enni. De Corato: «Tolleranza zero»
Una ventina di giovani interviene dopo l’inseguimento dello scooter. Servono otto pattuglie per riportare la calma: tre arresti, tre denunce e due agenti feriti
Doveva essere un normale controllo di polizia, si è trasformato in una prova di forza contro lo Stato. A Milano una ventina di persone, in gran parte giovani, ha circondato e aggredito gli agenti che avevano appena fermato due diciottenni in scooter. Per ristabilire l’ordine sono servite otto pattuglie della Questura. Nel gruppo è comparsa anche la madre di uno dei ragazzi coinvolti: la donna, una quarantasettenne sottoposta alla detenzione domiciliare, è uscita di casa per dare manforte al figlio. Ed è finita in manette per evasione. «Inaccettabile», commenta il deputato di Fratelli d’Italia Riccardo De Corato, vicepresidente della commissione Affari costituzionali della Camera ed ex vicesindaco di Milano. «Sincera solidarietà agli agenti coinvolti»
La fuga contromano e sui marciapiedi
Tutto comincia intorno alle 23.30 di lunedì 31 agosto, quando una volante intima l’alt a uno scooter Honda Sh in via Mantegazza. Il conducente non si ferma e tenta di seminare la pattuglia con una fuga tanto spericolata quanto pericolosa: imbocca strade contromano e sale persino sui marciapiedi, mettendo a rischio passanti e automobilisti.
L’inseguimento termina in via Campo dei Fiori, nei pressi di piazza Prealpi. Gli agenti riescono a bloccare i due giovani in sella, entrambi italiani e diciottenni. È in quel momento, però, che un intervento ordinario assume i contorni di una rivolta di quartiere. Dai palazzi vicini accorrono amici e conoscenti: in pochi minuti i poliziotti si ritrovano circondati da una ventina di persone.
Otto pattuglie per riportare la calma
Dalle urla si passa al contatto fisico. Nel parapiglia due agenti vengono aggrediti e riportano lesioni giudicate guaribili in cinque giorni. La volante chiede rinforzi e la Questura fa convergere sul posto altre pattuglie: alla fine ne serviranno otto per contenere il gruppo e riprendere il controllo della strada.
Il bilancio è di tre arresti e tre denunce. Il conducente dello scooter è stato arrestato per fuga pericolosa, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni; il secondo diciottenne per resistenza e lesioni. In manette anche la quarantasettenne che, sebbene ai domiciliari, ha pensato bene di scendere in strada per sostenere il figlio diciassettenne e gli altri ragazzi. Il minore è stato denunciato per resistenza e oltraggio insieme a un altro diciottenne e a una donna di trent’anni. Una mobilitazione familiare e di gruppo che, anziché riportare alla ragione i giovani coinvolti, ha finito per allungare la lista dei reati contestati.
De Corato: «Tolleranza zero»
«È questa l’ennesima inaccettabile aggressione alle Forze dell’ordine a Milano», ha dichiarato De Corato, auspicando «tolleranza zero nei confronti degli autori di tali vergognosi reati, come prevedono anche le stringenti norme del nuovo Decreto Sicurezza voluto e approvato dal Governo Meloni». Il parlamentare ha chiesto in particolare che siano applicate «con rigore le sanzioni previste per il reato di fuga pericolosa» e le nuove norme introdotte «allo scopo di tutelare il lavoro degli agenti nell’esercizio del loro servizio».
Perché quando per eseguire un semplice controllo servono otto pattuglie, il problema non è più soltanto uno scooter che non si ferma all’alt: è la pretesa che la strada appartenga al gruppo più numeroso e che persino l’intervento della polizia possa essere respinto convocando amici e parenti.