Le indagini e l'intelligence
La Germania accusa la Russia: “C’è Mosca dietro il drone di Lipsia”. Chiuso il consolato a Bonn
Il governo tedesco: "Non siamo in guerra, ma siamo quotidianamente bersaglio di una guerra ibrida". Meloni: "La sicurezza dei nostri Alleati è la sicurezza di tutti noi"
La Germania ha accusato formalmente la Russia dell’attacco con drone all’aeroporto di Lipsia e ha contestualmente annunciato la convocazione dell’ambasciatore e la chiusura del consolato russo a Bonn, l’ultimo nel Paese, e di un centro culturale di Mosca a Berlino. A confermare che “la conclusione del governo è che la Russia è responsabile dell’attacco ibrido a Lipsia del 4 agosto” è stato il ministro dell’Interno, Alexander Dobrindt, dopo che la notizia era inizialmente stata divulgata come indiscrezione dal quotidiano Bild.
Meloni: “La sicurezza dei nostri Alleati è la sicurezza di tutti noi”
“L’Italia è in piena solidarietà con la Germania dopo l’attacco ibrido russo a Lipsia”, ha scritto la premier Giorgia Meloni su X. “La sicurezza dei nostri Alleati è la sicurezza di tutti noi. I tentativi di intimidirci o di creare una spaccatura tra gli Alleati non avranno successo: le azioni ibride contro uno qualsiasi di noi – ha sottolineato ancora Meloni – sono una questione di preoccupazione per tutti noi, e saranno affrontate con una risposta unita. In momenti come questo, è essenziale rimanere saldi, continuare a lavorare strettamente insieme e mantenere una postura credibile di deterrenza a difesa della sicurezza dei nostri cittadini”.
La Germania accusa la Russia: “Guerra ibrida”
Dobrindt ha precisato che la conclusione sulla matrice russa dell’attacco è arrivata dopo una valutazione della tecnologia impiegata e di informazioni di intelligence. Parlando con i giornalisti, il ministro dell’Interno tedesco ha spiegato che la tecnologia trovata a Lipsia e l’interazione tra i singoli elementi sono da considerarsi di livello professionale e ha indicato un livello elevato di conoscenze tecniche e un lavoro considerevole dal punto di vista organizzativo nella pianificazione e nell’esecuzione dell’attacco. “L’esecuzione finale del tentato attacco può essere attribuita ad agenti di basso livello. Lasciatemi essere chiaro. Non siamo in guerra, ma siamo quotidianamente bersaglio di una guerra ibrida”, ha poi precisato.
La chiusura del consolato a Bonn e del centro culturale a Berlino
È stato poi il ministero degli Esteri a sottolineare che le decisioni in merito alla chiusura delle rappresentanze russe sono state disposte “d’accordo con il cancelliere federale Friedrich Merz”. Il consolato generale della Russia a Bonn verrà chiuso il 18 settembre. L’accelerazione arriva, tra l’altro, in un giorno in cui Berlino ha sventato un attacco a una centrale elettrica al confine con la Polonia, dove sono stati rinvenuti diversi ordigni che hanno alimentato ulteriormente il clima di massima allerta già esistente per possibili azioni di sabotaggio e attività di spionaggio legate a Mosca.
“La Germania andrà avanti nella sua politica della sicurezza. La Germania porta avanti il sostegno all’Ucraina e il rafforzamento della sua difesa. Attacchi ibridi come quello di Lipsia mostrano che questo è necessario”, ha detto il ministro degli Esteri, Johann Wadephul, sottolineando che Berlino “ha partner forti, ha il sostegno di Nato e Ue”.
Von der Leyen: “Attacchi ibridi non resteranno senza risposta”
Sia la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, sia il segretario generale della Nato, Mark Rutte, hanno fatto sapere di aver parlato in mattinata del caso di Lipsia con Merz. “Gli ho assicurato che l’Ue è pienamente solidale con la Germania di fronte a questo attacco da parte della Russia”, ha scritto su X von der Leyen. “Manterremo l’Ue unita nonostante questi atti gravi e in escalation. Il governo tedesco – ha aggiunto von der Leyen – ha adottato misure forti. E il messaggio è chiaro: attacchi ibridi non resteranno senza una risposta chiara”. “Siamo uniti nella nostra determinazione a opporci all’aggressione russa”, ha concluso von der Leyen, ribadendo a sua volta che “staremo accanto all’Ucraina per tutto il tempo che servirà”.
Rutte: “Le prove sono chiare”
La presidente della Commissione ha inoltre anticipato che parlerà con Rutte nelle prossime ore. Intanto il segretario generale della Nato ha parlato con Merz, al quale ha espresso la “piena solidarietà” della Nato. “Le prove sono chiare. Accolgo con favore le misure annunciate in risposta dalla Germania”, ha scritto Rutte su X, assicurando che “la Nato continuerà a rafforzare la capacità di deterrenza e difesa di tutti gli Alleati contro qualsiasi minaccia, comprese azioni maligne come quelle viste a Lipsia e altrove nell’Alleanza” e che i tentativi di intimidazione della Russia non avranno effetto: “Il nostro sostegno all’Ucraina è incrollabile, così come il nostro impegno ferreo per la difesa collettiva della Nato”.
La solidarietà dei leader europei
Alla Germania è inoltre arrivata anche la solidarietà dei singoli leader europei, che insieme a Meloni via via hanno fatto sentire la loro voce, dal premier polacco Donald Tusk a quello britannico Andy Burnham, che hanno anche ribadito l’impegno a sostegno dell’Ucraina.
La reazione furiosa di Mosca
Furiosa la reazione russa, affidata alla portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova: “Sia la Casa Russa che il nostro Consolato Generale a Bonn da tempo perseguitano l’élite al potere. Ora si sono inventati un pretesto. Beh, riceveranno una risposta adeguata”, ha dichiarato all’agenzia Tass. “Con un pretesto del tutto inverosimile e pretestuoso, Berlino ha nuovamente inasprito le relazioni bilaterali”, ha sostenuto Zakharova, secondo la quale non “come al solito, non è stata presentata alcuna prova convincente o seria. Semplicemente non ce ne sono e non possono essercene!”.