Passo decisivo
Scuole, Valditara stanzia 20 milioni contro il caldo: “L’avevamo promesso, l’abbiamo fatto”
Dopo decenni di inerzia sotto governi che si proclamavano progressisti, l’esecutivo affronta il problema del raffreddamento delle aule e prepara un piano più ampio per l’efficientamento energetico degli edifici
Per anni il caldo nelle scuole è stato trattato come una fatalità stagionale: a giugno arrivavano le fotografie degli studenti con i ventagli, a settembre le proteste per le aule roventi, poi tutto finiva nel cassetto insieme all’estate. Molta retorica sul clima, pochi interventi sugli edifici nei quali milioni di ragazzi trascorrono buona parte delle loro giornate. Ora il governo Meloni prova a cambiare registro una volta per tutte, mettendo sul tavolo risorse concrete.
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha stanziato un contributo di 20 milioni di euro destinato alle istituzioni scolastiche per l’acquisto di apparecchi e dispositivi di raffrescamento. L’obiettivo è migliorare le condizioni nelle aule per studenti, insegnanti e personale, proprio mentre si avvicina l’inizio del nuovo anno scolastico e le temperature continuano a mettere alla prova edifici spesso progettati per un clima che non esiste più.
Niente più caldo nelle scuole
L’obiettivo? «Migliorare le condizioni e il comfort per gli studenti e personale scolastico», ha spiegato il ministro Giuseppe Valditara. Il provvedimento arriva dopo le discussioni delle ultime settimane sull’inadeguatezza di molti istituti ad affrontare le ondate di calore. Un problema reale, ma certamente non nato con l’attuale governo. Per decenni, anche quando a Palazzo Chigi sedevano esecutivi pronti a impartire lezioni di ambientalismo e progresso, il raffrescamento delle scuole è rimasto ai margini dell’agenda. Il risultato è un patrimonio edilizio nel quale gli impianti di climatizzazione continuano a rappresentare l’eccezione.
Oggi, di fronte allo stanziamento, sindacati e associazioni parlano già di soluzione “tampone”. L’obiezione sulla necessità di interventi strutturali è legittima; lo è meno fingere che i ritardi accumulati in tanti anni possano essere cancellati con un solo provvedimento. Valditara, del resto, non sostiene che basti acquistare qualche condizionatore per risolvere ogni criticità. Il contributo rappresenta una risposta immediata, alla quale il Ministero intende affiancare una strategia di più lungo periodo.
«Questo intervento si inserisce nell’impegno del Ministero per sostenere concretamente le scuole e accompagnarle nell’affrontare le esigenze legate alla qualità degli ambienti in cui si svolgono le attività didattiche – ha aggiunto il titolare del dicastero di Viale Trastevere –. Stiamo lavorando anche a un piano più ampio per l’efficientamento energetico nelle scuole».
Valditara chiama gli enti locali alle proprie responsabilità
C’è poi un aspetto che nelle polemiche viene spesso trascurato: gli edifici scolastici non sono di proprietà del Ministero. La manutenzione e gli interventi strutturali spettano agli enti locali, con i Comuni competenti per le scuole del primo ciclo e Province e Città metropolitane per gli istituti superiori. Enti che, indipendentemente dal colore politico, non possono limitarsi a denunciare il problema a Roma dopo averlo ignorato sul territorio. «Ci aspettiamo che facciano la loro parte contribuendo agli interventi necessari nelle scuole», ha sottolineato Valditara.
Il governo, dunque, interviene subito e contemporaneamente guarda all’efficientamento energetico, chiamando ogni livello istituzionale ad assumersi la propria parte di responsabilità. «L’avevamo promesso, l’abbiamo fatto», ha concluso il ministro.