La sentenza in Canada
False accuse di molestie sessuali, il tribunale scagiona il cardinale Ouellet: l’accusatrice dovrà pagargli 100mila dollari
Il Prefetto emerito del Dicastero per i Vescovi riconosciuto vittima di calunnia e diffamazione. La donna sosteneva di essere stata palpeggiata e braccata. La somma devoluta in beneficenza
Il cardinale canadese Marc Ouellet, storico Prefetto emerito del Dicastero per i Vescovi in Vaticano, è stato completamente riabilitato dalla Corte Superiore del Québec. I giudici canadesi hanno stabilito che l’alto porporato è stato vittima di una gravissima operazione di diffamazione e calunnia, demolendo pezzo per pezzo le accuse di molestie sessuali avanzate nel 2022 da una donna, Paméla Groleau, nell’ambito di una class action contro l’Arcidiocesi locale. che riguarda anche altri abusi a cui il porporato èestraneo.
La vicenda
Pamela Groleau aveva accusato l’alto prelato di averla molestata. La donna aveva sostenuto che il cardinale l’avesse palpeggiata o toccata senza il suo consenso in tre distinte occasioni. Tra i dettagli emersi a processo, aveva asserito che Ouellet le avesse fatto un massaggio vigoroso e non richiesto alle spalle dopo una messa nel 2008 e che in un’altra circostanza, dopo la messa di un’ordinazione, l’avesse palpeggiata sfiorandole la parte bassa della schiena e i glutei.
La sensazione di essere braccata
In un quarto episodio citato negli atti, la donna sosteneva di essersi sentita “puntata” e “braccata” dal porporato, che avrebbe attraversato appositamente una stanza affollata durante un evento pubblico al solo scopo di andarsi a sedere accanto a lei.
La sentenza storica
Una sentenza storica che non si limita ad assolvere l’alto prelato, ma ribalta l’esito dello scontro: il giudice Martin Castonguay ha condannato la calunniatrice a risarcire il cardinale Ouellet con la cifra record di 100 mila dollari per i danni morali e d’immagine subiti a livello internazionale. Ouellet ha annunciato che non terrà per sé nemmeno un centesimo della somma, preferendo devolvere l’intero risarcimento a organizzazioni caritatevoli che sostengono le popolazioni indigene del Canada nella prevenzione e nel contrasto agli abusi.
Il commento del porporato
«Giustizia è fatta, il mio onore è stato difeso», ha commentato il cardinale in una nota ufficiale diffusa dai media vaticani. Per anni la figura del teologo canadese, da sempre in prima linea per la trasparenza e la riforma della Chiesa, era stata macchiata da un linciaggio morale senza appello in un contesto, quello canadese, dove gli abusi non sono certo una rarità.
La vicenda del Quebec
Pochi giorni fa, a metà agosto, un giudice della Corte Superiore del Québec ha approvato formalmente un altro accordo transattivo da 31,5 milioni di dollari canadesi a carico dell’Arcidiocesi locale. La maxi class action comprende circa 200 persone che hanno denunciato di aver subito violenze sessuali da parte di preti e personale diocesano a partire dagli anni ’40. Una vicenda in cui era entrata anche la questione del porporato che, però, è stata stralciata.
La chiesa canadese e i risarcimenti per pedofilia
La Chiesa cattolica canadese ha pagato e continua a pagare cifre enormi — nell’ordine di centinaia di milioni di dollari — a seguito di storici accordi transattivi e condanne giudiziarie per risarcire le vittime di abusi fisici e sessuali perpetrati da membri del clero e personale delle sue istituzioni.
Nel luglio 2024, la Chiesa dell’est del Canada è stata condannata a pagare 104 milioni di dollari canadesi (circa 76 milioni di dollari USA) a favore di 292 sopravvissuti agli abusi storici subiti presso l’orfanotrofio di Mount Cashel, a St. John’s.