Il confronto col 2025
Migranti, sbarchi in caduta libera: -56%. Boom di rimpatri. Gli ultimi dati del Viminale: 27mila arrivi in meno in un anno
I numeri parlano chiaro e smentiscono gufi, Cassandre e allarmisti: gli sbarchi sulle coste italiane proseguono la loro caduta libera e sono più che dimezzati. Il nuovo cruscotto statistico del Viminale, aggiornato alle ore 8 di lunedì 21 settembre, registra infatti 21.827 migranti arrivati via mare dall’inizio del 2026.
Un anno fa, nello stesso arco di tempo, erano addirittura 49.314. Significa quasi 27.500 arrivi in meno e un calo di circa il 56 per cento. Numeri che ripagano l’impegno del governo Meloni contro l’immigrazione irregolare e che parlano più di qualsiasi intervista o comizio.
Un trend ancora più evidente se si allarga lo sguardo al 2024: al 21 settembre di quell’anno gli sbarchi erano stati 46.409. Anche rispetto a quel dato, dunque, gli arrivi del 2026 risultano più che dimezzati.
Il crollo degli sbarchi nei dati del Viminale
È questa la fotografia che arriva dal ministero dell’Interno e che segna una distanza netta rispetto ai numeri registrati negli ultimi due anni.

A settembre, fino alla mattina del 21, gli arrivi sono 2.265. Nell’intero settembre 2025 erano stati 8.315 e nello stesso mese del 2024 7.685.
Dal Bangladesh il maggior numero di arrivi
Il cruscotto del Viminale permette anche di vedere da quali Paesi dichiarano di provenire le persone arrivate in Italia. In testa c’è nettamente il Bangladesh, con 5.466 migranti, circa un quarto del totale. Seguono l’Algeria, con 2.622 arrivi, e la Somalia, con 2.586. Poi Sudan (1.672), Eritrea (1.514), Pakistan (1.467), Egitto (1.369) e Tunisia (1.172).
Numeri che mostrano anche come la composizione dei flussi migratori verso l’Italia resti molto articolata e interessi rotte e aree geografiche differenti.
Minori non accompagnati: sono 4.440
C’è poi il capitolo dei minori stranieri non accompagnati.
Dall’inizio dell’anno ne sono sbarcati 4.440. Rappresentano oltre un quinto delle persone arrivate complessivamente via mare nel 2026.
Nell’intero 2025 erano stati 12.177, contro gli 8.752 del 2024 e i 18.820 del 2023. Sono dati annuali e, dunque, non direttamente confrontabili con quello ancora parziale del 2026, ma danno la dimensione del fenomeno che il sistema di accoglienza è chiamato a gestire.
Aumentano i rimpatri: già a quota 6.238 nel 2026
Accanto al crollo degli sbarchi c’è un altro numero contenuto nel cruscotto del ministero dell’Interno: quello dei rimpatri.
Dal primo gennaio al 17 settembre sono state rimpatriate 6.238 persone. Nel dettaglio, 5.344 sono state interessate da rimpatri forzati, mentre 894 hanno usufruito dei rimpatri volontari assistiti.
Il confronto con gli anni precedenti è significativo, pur tenendo conto della diversa durata dei periodi considerati: in tutto il 2025 i rimpatri erano stati 6.772, mentre nel 2024 si erano fermati a 5.704 Il 2026, quindi, ha già superato il totale dell’intero 2024 e si trova a poco più di 500 rimpatri dal dato complessivo registrato nel 2025. I lavoro del ministro Piantedosi e del governo Meloni si vede e dà i suoi frutti.
FOTO ANSA/CIRO FUSCO