Sangue in casa
Marocchino aggredisce a forbiciate l’ex compagna italiana davanti al figlio di 4 anni e la riduce in fin di vita: arrestato
Ancora un’aggressione brutale all’interno delle mura domestiche. E ancora una volta si sfiora la tragedia del femminicidio, mancata per un soffio, quando un 31enne marocchino è stato arrestato per tentato omicidio dai carabinieri della stazione di Urgnano, in provincia di Bergamo, per aver aggredito in casa la ex compagna – una 35enne italiana – con un paio di forbici d’acciaio affilate, e davanti al figlio di quattro anni. Per questo i carabinieri della stazione di Urgnano, in provincia di Bergamo, lo hanno arrestato con l’accusa di tentato omicidio. Il caso emerge oggi, ma la violenta aggressione è avvenuta la notte del 20 settembre.
Bergamo, 31enne marocchino aggredisce l’ex compagna con le forbici: arrestato
I militari sono arrivati intorno all’una di notte, quando i sanitari del 118 erano già sul posto e tentavano di salvare la donna trovata riversa all’ingresso di casa, con gravi e profonde ferite da taglio a collo, torace e braccia. I soccorritori hanno subito trasportato la vittima, arrivata in codice giallo all’Ospedale Papa Giovanni XXIII. Le sue condizioni però – fa sapere il comando provinciale dei carabinieri in una nota – sono peggiorate nelle ore successive, rendendo necessario il ricovero in terapia intensiva, dove la vittima dell’aggressione feroce è tuttora in pericolo di vita.
L’aggressione davanti al figlio di 4 anni: la donna rischia la vita
Nel frattempo il piccolo, tratto in salvo da un vicino di casa che lo ha portato al sicuro nel suo appartamento, prima dell’arrivo delle forze dell’ordine e dei soccorsi, e poi affidato ai nonni materni. Non solo. Dai primi rilievi effettuati sulla scena del crimine e dalle testimonianze raccolte sul posto, arriverebbe la conferma che la 35enne è stata aggredita dall’ex compagno con una lama appuntita ricavata da un paio di forbici in acciaio. E che l’aggressione è avvenuta alla presenza del figlio minore della coppia, di quattro anni.
L’arresto del marocchino che ha aggredito l’ex compagna con l’accusa di tentato omicidio
L’aggressore invece, che aveva già a carico precedenti per rapina, lesioni e spaccio ed era destinatario di un provvedimento del Tribunale per i minorenni che gli vietava l’avvicinamento ai luoghi frequentati dal figlio, è stato rintracciato dai carabinieri poco distante, seduto davanti a un santuario con le mani ancora sporche di sangue. L’uomo ha confessato il femminicidio sfiorato. Ed è stato trasferito in carcere per tentato omicidio; il GIP ha successivamente convalidato la custodia cautelare.
L’uomo, con precedenti, resta in cella
Il 31enne, già indagato per rapina, lesioni personali e spaccio. E colpito da avviso orale, dopo la violenza si è allontanato a piedi dalla scena del crimine. Ma i militari lo hanno rintracciato e bloccato mentre era seduto davanti a un santuario, con le mani ancora sporche del sangue della ex. Non ha opposto resistenza. E ha ammesso le proprie responsabilità. Così, su disposizione del pm della Procura di Bergamo, è stato trasferito in carcere. Ieri poi, al termine dell’udienza di convalida, il gip ha disposto per lui la conferma della custodia cautelare in carcere.