Scuola e italiani
La sinistra contro il tetto agli stranieri nelle classi, ma una volta era favorevole con D’Alema premier…
Ci ha pensato il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, a rinfrescare la memoria dei progressisti: prima con un intervento ad Agorà su Rai tre e poi ripubblicando sui social l'intervista dell'ex premier su La 7, per frugare ogni dubbio
La sinistra italiana proprio non riesce a digerire l’annuncio di Giorgia Meloni sul tetto agli stranieri nelle scuole italiane. La premier domenica scorsa aveva anticipato il provvedimento a Fenix, la festa di Gioventù nazionale al laghetto dell’Eur di Roma, scatenando il polverone tra le file dei progressisti. Ma in pochi hanno ricordato, in questi giorni, che quasi trent’anni fa proprio la sinistra aveva fatto una proposta molto simile.
Ci ha pensato vicepresidente della Camera Fabio Rampelli a rimettere in riga le opposizioni, durante un intervento ad Agorà su Rai Tre, ricordando che i loro predecessori la pensassero diversamente sull’integrazione nelle classi. “E’ indispensabile un provvedimento di questa natura, che del resto fu voluto anche dalla sinistra nel 1999 con il DPR del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, all’epoca presidente del Consiglio Massimo D’Alema, ministro della Pubblica Istruzione Luigi Berlinguer e la firma del ministro Livia Turco”. Poi ha aggiunto: “La sinistra che è contro questo provvedimento è contro se stessa. Al massimo potrebbero esserci problemi di carattere organizzativo ma tutto si può risolvere”.
Tetto agli studenti stranieri giuisto, parola di Massimo D’Alema
Sui social Rampelli ha pubblicato uno stralcio dell’intervista di Massimo D’Alema realizzata nel programma In altre parole, condotto da Massimo Gramellini, dove l’ex premier, a proposito del tetto degli studenti, due anni fa aveva ricordato come quella misura da lui adottata “era del tutto ragionevole perché c’era una preoccupazione che non si creassero classi di tutti stranieri”.
La sinistra contraria ai limiti di studenti stranieri nelle classi, ma una volta era favorevole
Senza alcun briciolo di obiettività ed autocritica, il presidente dei senatori dem, Francesco Boccia, ha tuonato: «Se c’è un problema nella scuola, lo risolvi. I numeri sono chiari: stiamo parlando del 10% di bambini stranieri. Chi governa fa questo, non fa diventare nemici i bambini per creare un nuovo conflitto». Non poteva mancare il co-leader di Avs, Angelo Bonelli: «Giorgia Meloni ormai sta in campagna elettorale perenne e fa propaganda sulla pelle dei bambini». Come lui, è scivolata anche la deputata pentastellata Vittoria Baldino: «Da questo Governo possiamo aspettarci propaganda sulle tasse, sul woke e praticamente su tutto, ma com’è accettabile che si faccia propaganda sulla scuola e sulla pelle dei nostri figli?».
Anche stavolta, per rinfrescargli la memoria, vale la pena citare le parole di Rampelli in trasmissione: «I bambini e i ragazzi stranieri che non parlano la lingua italiana si trovano nell’impossibilità di seguire le lezioni e i bambini e i ragazzi italiani si trovano in difficoltà uguali e contrapposte, costretti a rallentare il processo di apprendimento, in quanto la scuola si configura come un corso di lingue per stranieri quando la percentuale è così elevata».