Il rapporto Inail
Infortuni sul lavoro in calo, Calderone: “La cultura della sicurezza sia patrimonio comune. Vicini con borse di studio ai figli delle vittime”
Nel 2025 le denunce sono diminuite del 3,3% e l’incidenza sugli occupati continua a scendere. Il ministro rilancia su prevenzione e controlli e annuncia tempi brevi per tutte le domande del Fondo destinato ai figli delle vittime
«Non possiamo restituire un papà o una mamma a un figlio che l’ha persa». Marina Elvira Calderone parte da qui, dalla parte più difficile: quello che rimane nelle famiglie dopo una perdita. Ma lo Stato, ha sottolineato il ministro del Lavoro alla presentazione della Relazione annuale 2025 dell’Inail alla Camera dei deputati, può fare almeno un’altra cosa: «Stare vicini a questi ragazzi e accompagnarli» fino alla costruzione di una vita autonoma.
Infortuni sul lavoro in calo
Un impegno che si inserisce in un quadro nel quale i numeri dell’Inail cominciano a mostrare una direzione precisa. Nel 2025 i casi mortali denunciati sono stati 1.198, il 3,3% in meno rispetto all’anno precedente. E il dato acquista maggior peso se letto insieme alla crescita dell’occupazione: l’incidenza complessiva degli infortuni sugli occupati è diminuita dello 0,3% in un anno e del 13,4% rispetto al 2019, mentre quella degli eventi mortali è scesa del 4,9%.
Calderone: “Ancora troppi”
Non è un bilancio sul quale l’esecutivo intende però mettere il timbro del “problema risolto”. Calderone lo dice senza giri di parole: «Sono ancora tanti e troppi, anche se è giusto dire che sono in riduzione, gli infortuni mortali in occasione di lavoro».
E indica la strada sulla quale concentrare gli interventi: «I nostri investimenti, le nostre azioni, i nostri interventi dovranno essere ancora più incentrati ed efficacemente rivolti alla prevenzione». Il titolare del dicastero rifiuta, però, una lettura esclusivamente statistica del fenomeno: «Non amo fare la conta dei numeri perché non credo che sia l’elemento su cui ci si deve soffermare quando invece lo scopo è quello di proteggere la singola vita umana».
Fino a 7mila euro l’anno per i figli delle vittime
È in questa logica che rientra il Fondo da 26 milioni di euro per la formazione dei figli di chi ha perso la vita per un infortunio sul lavoro o una malattia professionale. Le borse arrivano a 3mila euro per chi frequenta primaria e secondaria di primo grado, 5mila per le scuole superiori e 7mila euro l’anno per gli universitari, fino alla conclusione degli studi o al compimento dei 26 anni.
Dal 24 giugno al 20 settembre sono arrivate 2.544 domande. Secondo quanto riferito da Calderone sulla base dei dati Inail, circa il 60% era già stato pagato e «in tempi brevissimi saranno perfezionate anche tutte le altre domande».
«Il tempo non è oblio», ha rimarcato il ministro. Il senso del Fondo sta anche qui: ricordare che dietro ogni statistica ci sono famiglie per le quali l’incidente non finisce con la cronaca di quel giorno.
Prevenzione e 600 milioni per le imprese
Il secondo fronte è quello delle aziende. Calderone ha rivendicato il decreto legge 159 del 2025 sulla salute e sicurezza, definendolo il risultato di un confronto con Inail, governo, Parlamento e parti sociali. «Sono orgogliosa per averlo firmato, ma soprattutto perché quel decreto legge è il frutto di un confronto», ha sottolineato.
L’obiettivo è fare della sicurezza anche un criterio di qualità dell’impresa. «Chi tiene alla vita delle proprie persone, chi investe sulla sicurezza delle persone, ne ha anche un ritorno, certamente in termini di premialità», ha spiegato Calderone, precisando che si tratta di «una premialità buona», collegata agli investimenti sostenuti dall’Inail per migliorare concretamente gli standard aziendali.
A questo servono anche i 600 milioni di euro destinati ogni anno ai bandi Isi. Una misura che, nelle parole del ministro, significa «avere attenzione anche per quel mondo delle piccole e medie imprese che deve poter investire in sicurezza, però in un modo anche sostenuto dalla nostra fiscalità».
Più controlli
Non solo risorse. Calderone ha ricordato anche la scelta di mettere gratuitamente a disposizione di imprese, professionisti e tecnici le norme Uni-Iso. La piattaforma, aperta il 28 aprile 2026, contava già 3.219 utenti e più di 20mila consultazioni. «Quello che può sembrare un’operazione amministrativa invece ha un significato profondissimo», ha osservato il ministro, perché «diffondere le norme tecniche vuol dire anche individuare dei percorsi di applicazione corretta della normativa» e costruire «percorsi virtuosi che poi premiano le imprese regolari».
Sul versante opposto resta quello dei controlli. Il governo, ha ricordato Calderone, ha investito nel potenziamento dei ruoli ispettivi dell’Ispettorato nazionale del lavoro e ha sbloccato quelli dell’Inail. «Non saremmo stati coerenti con questo nostro obiettivo se non avessimo guardato anche al personale dell’Inail», ha spiegato, ricordando le oltre cento nuove assunzioni di ispettori.
I numeri migliorano, dunque, ma la linea indicata alla Camera è quella di non confondere il calo statistico con il traguardo raggiunto. Più prevenzione, più formazione, imprese premiate quando investono sulla sicurezza e controlli più efficaci per chi resta indietro: perché, come ha ricordato Calderone, il punto non è soltanto far scendere una percentuale, ma «proteggere la singola vita umana».