Sostegno concreto
Carta Dedicata a te, mille euro a oltre un milione di famiglie. Lollobrigida: “Non lasciamo indietro nessuno”
Primi 500 euro dal 4 novembre e altri 500 da aprile 2027. Calderone: «La protezione sociale non è mai assistenzialismo passivo»
Mille euro per fare la spesa a oltre un milione di famiglie italiane. La Carta Dedicata a te torna per il quarto anno e viene rafforzata proprio mentre il costo della vita continua a pesare sui bilanci domestici. I primi 500 euro arriveranno dal 4 novembre, gli altri da aprile 2027. Nessuna domanda da presentare e, nei supermercati aderenti, uno sconto ulteriore del 15%. È questo il nuovo impianto della misura presentato questa mattina al Masaf da Francesco Lollobrigida insieme a Marina Elvira Calderone. «Una scelta concreta che rafforza il sostegno ai nuclei più fragili», sottolinea la ministra del Lavoro.
Lollobrigida: “Non lasciamo indietro nessuno”
La Carta ha una particolarità che Lollobrigida ha voluto ricordare fin dall’inizio: «Nasce con la prima legge finanziaria del 2022 (con uno stanziamento iniziale di 500 milioni ndr.) ed è stato uno dei primi provvedimenti messi in campo dal Ministero». La legge di Bilancio 2026 ne ha poi confermato il rifinanziamento; l’Inps aveva già ufficializzato il rinnovo della Carta tra gli interventi per inclusione sociale e famiglie.
«Il Governo Meloni sin dal suo insediamento ha pensato alle famiglie — puntualizza — Non abbiamo mai smesso di seguire con attenzione quelle che erano le difficoltà degli italiani e non lasciamo indietro nessuno».
Mille euro, ma senza caccia al bonus
Il punto che interessa direttamente le famiglie è semplice. Non bisogna presentare domanda. I beneficiari vengono individuati attraverso i dati Inps e gli elenchi verificati dai Comuni: nuclei residenti in Italia, con almeno tre componenti, Isee inferiore a 15mila euro e senza altri sostegni incompatibili. Il meccanismo automatico rappresenta una continuità rispetto alle edizioni precedenti, nelle quali l’Inps già individuava d’ufficio gli aventi diritto. «Non è più il cittadino a dover cercare l’amministrazione, ma è l’Istituto ad avvicinarsi alle persone», come ha spiegato il presidente dell’Inps Gabriele Fava.
Dal 4 novembre saranno caricati i primi 500 euro; altri 500 arriveranno da aprile 2027. Il primo acquisto dovrà essere effettuato entro il 16 dicembre. Le risorse disponibili nel 2026 ammontano a oltre 591 milioni, considerando anche i residui dell’anno precedente, mentre tra il 2023 e il 2027 il finanziamento complessivo della misura raggiunge 2,7 miliardi. La platea di 1.177.597 nuclei era già stata definita dal riparto del Masaf nei giorni scorsi.
Lollobrigida ha insistito soprattutto sul metodo: un aiuto che arrivi senza trasformarsi in una corsa tra sportelli e moduli. «Abbiamo bisogno di partner credibili» per intervenire, ha spiegato, «senza pesare ulteriormente sui cittadini, senza chiedere documenti, carte bollate e adempimenti che spesso rendono un intervento più fastidioso che incisivo».
Calderone: “Non assistenzialismo passivo”
Il carattere sociale della misura è stato rimarcato da Calderone. La Carta, ha spiegato la ministra del Lavoro, va letta insieme agli altri strumenti contro la povertà e per l’inclusione, dall’Assegno di inclusione al Supporto per la formazione e il lavoro: «La nostra visione è chiara: la protezione sociale non è mai assistenzialismo passivo, ma una rete di protezione dinamica che viaggia di pari passo con la promozione della buona occupazione».
È proprio qui che il governo colloca la doppia funzione della Carta: sostenere chi deve fare i conti con il costo della spesa e, nello stesso tempo, orientare quelle risorse verso l’economia reale. Verso il lavoro. «Sostegno vero per aiutare le famiglie ad acquistare beni di prima necessità e, allo stesso tempo, valorizzare il lavoro e la qualità delle nostre filiere agroalimentari», aggiunge il titolare del dicastero in Via XX Settembre.
Dalla famiglia alla filiera italiana
Con la Carta si potranno acquistare alimenti di prima necessità, dai prodotti freschi a carne, pesce, latte, pasta, riso, frutta e verdura, con attenzione particolare alle produzioni italiane e ai Dop e Igp. «Volevamo che le risorse degli italiani tornassero nelle filiere italiane. Questo per due ragioni. La prima è la qualità: crediamo che i nostri prodotti rappresentino un’eccellenza. La seconda riguarda chi crea lavoro. Sostenendo l’acquisto di prodotti delle nostre filiere, aiutiamo indirettamente anche le imprese e i lavoratori». Carlo Alberto Buttarelli, presidente di Federdistribuzione, ha così rivendicato anche il contributo diretto delle aziende: «Grazie alla sensibilità e all’impegno economico delle imprese della distribuzione».
Gli alcolici, certo, restano esclusi. Nei punti vendita che hanno aderito alle convenzioni con il Masaf, però, è previsto uno sconto aggiuntivo del 15%, cumulabile con le normali promozioni. «Continuiamo a sostenere il potere d’acquisto degli italiani».
“Progetto storico”
Dal territorio, il presidente dell’Anci Gaetano Manfredi ha infine auspicato che la misura possa essere ulteriormente ampliata, sottolineando la disponibilità dei Comuni a lavorare con il Governo per affinare gli strumenti e renderli sempre più inclusivi verso single ed anziani ad esempio. Nel giro di interventi, non manca, il direttore generale di Poste Italiane Giuseppe Lasco, che ha definito la Carta «un progetto bellissimo»: «Lascerà un elemento storico. Un Paese cresce quando azione e solidarietà camminano insieme».











