Lo Stato non arretra
Blitz nei boschi milanesi contro la banda dei pusher con kalashnikov: 8 marocchini fermati. Molteni: “Nessuna tregua”
L'operazione è scattata a seguito di un'indagine della Dda su gruppi di spacciatori che in passato hanno dato vita a faide con sparatorie, sequestri di persona e tentati omicidi
Hashish, cocaina, eroina e anche un kalashnikov. È quanto ritrovato dai carabinieri nei boschi tra le province di Milano, Como e Varese, nell’ambito di un’ampia operazione anti-droga, che ha portato al fermo di otto persone per droga e porto di armi da guerra.
Il blitz contro la banda di pusher col kalashnikov
Il blitz è stato deciso dalla Procura Distrettuale Antimafia di Milano contro lo spaccio, a seguito di un’indagine su un’organizzazione a cui fanno capo gruppi di spacciatori che si muovono nei boschi, armati di kalashnikov, e che in passato sono stati protagonisti di sparatorie, tentati omicidi e sequestri di persona tra fazioni di pusher, in particolare marocchini. Nel blitz sono stati trovati e sequestrati anche denaro, documenti, smartphone, armi, munizioni e droghe.
Fermati otto marocchini
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le batterie di spacciatori si spostavano nelle aree boschive per nascondersi, con un kalashnikov per gruppo, spesso imbracciato dal pusher che viaggiava nel cofano dell’auto. Diverse le sparatorie che si sono registrate nelle tre province lombarde, una particolarmente violenta a Parabiago (Mi). Gli otto fermati sono tutti marocchini e maggiorenni. Sulla convalida dei fermi dovranno decidere i gip dei tribunali di Busto Arsizio, Como e Milano.
L’intervento del Gis con microcariche esplosive
Due dei fermi sono avvenuti a Corsico, nel Milanese, e a Sesto Calende, in provincia di Varese. Gli altri sei a Limido Comasco, all’interno di un appartamento per accedere al quale è dovuto intervenire anche il Gis con microcariche esplosive e dispositivi flash-bang per rimuovere quattro porte e ostacoli fissi.
Il provvedimento di fermo: “Estrema pericolosità sociale del gruppo”
Nel provvedimento del sostituto procuratore di Milano, Paolo Storari, nei confronti dei sei fermati (due sono stati fermati su iniziativa dei carabinieri) si legge che le armi erano funzionali per “conquistare piazze di spaccio”. Il pm parla di un “gruppo d’assalto”, con radici anche a Limido Comasco, che il 15 ottobre 2026 a Parabiago (Milano) ha esploso “numerose raffiche di armi automatiche da guerra per scacciare i concorrenti e assumere il controllo del territorio”. Una scena ripresa dalle telecamere che documenta “nitidamente l’avanzata compatta di dieci soggetti, evidenziandosi distintamente come almeno quattro di essi imbracciassero e ostentassero apertamente armi lunghe da fuoco espressamente riconducibili a fucili d’assalto tipo Kalashnikov Ak-47”.
E sempre altre immagini della videosorveglianza a Pogliano Milanese restituiscono, lo scorso 4 novembre, la “consegna dell’arsenale”. Per il pm Storari, “la documentata disponibilità, l’ostentazione e l’utilizzo di un arsenale di armi da guerra ad alto impatto offensivo pone in evidenza l’estrema pericolosità sociale del gruppo”, si legge nel fermo. “Le indagini – prosegue il dispositivo – non solo attestano la capacità del sodalizio di fare ricorso alla forza intimidatrice e alla violenza, ma provano la materiale e quotidiana disponibilità di fucili d’assalto tipo Kalashnikov Ak-47, munizionamento pesante ed equipaggiamento tattico militare”.
Un gruppo la cui “quasi totalità dei componenti versa in uno stato di totale clandestinità e irregolarità sul territorio nazionale, risultando del tutto priva di valido titolo di soggiorno, di lecite attività lavorative, ovvero di stabili legami familiari e abitativi nel nostro Paese”, rendendo concreto il pericolo di fuga.
Molteni: “Operazione di grande rilievo, lo Stato non arretra”
Il sottosegretario all’Interno, Nicola Molteni, ha parlato di “un’operazione di grande rilievo, che conferma la determinazione dello Stato e l’altissima professionalità delle nostre forze dell’ordine nel contrasto allo spaccio di droga e alla criminalità” e ha rivolto “complimenti e un sincero ringraziamento per la professionalità, la dedizione e lo spirito di servizio” agli uomini dell’Arma che hanno realizzato il blitz. Si è trattato, ha aggiunto Molteni, di “un intervento complesso e di portata eccezionale”.
“La linea del governo – ha aggiunto – è chiara: contrasto senza tregua ai trafficanti e agli spacciatori, nessuna zona franca, nessun centimetro di territorio lasciato nelle mani della criminalità. Dobbiamo liberare i boschi dalle piazze di spaccio, sottrarli alle bande criminali e restituirli ai cittadini, alle famiglie, a chi vuole vivere e frequentare quei luoghi in sicurezza. I pusher sono venditori di morte, contro di loro serve un’azione costante, determinata e capillare”. “Lo Stato – ha concluso il sottosegretario all’Interno – non arretra di un millimetro, le forze dell’ordine continueranno senza sosta a presidiare il territorio per garantire la sicurezza”.