Bilancio di 4 anni
Lollobrigida: «Agricoltura italiana prima in Europa, superate Francia e Germania. Dal governo oltre 17 miliardi»
«L’agricoltura italiana è diventata nel 2024, e si è confermata nel 2025, la prima in Europa per valore aggiunto. Superando Francia e Germania». Lo ha detto a Il Messaggero il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. Ieri nelle Marche di Francesco Acquaroli per far visita a diverse realtà e aziende, si è detto convinto che con il governo Meloni il tessuto produttivo italiano si è rafforzato: «C’è una crescita della nostra capacità agro-industriale e questo è uno dei risultati della stabilità di governo. Sono appena stato in Romagna, dove ho visitato un’azienda di frutta che ha investito in efficientamento oltre 25 milioni, dei quali più di 12 derivano dagli investimenti del ministero dell’Agricoltura. Nelle Marche ho appena visitato l’azienda Tre Valli, settore caseario, che era in crisi e grazie al lavoro della Regione ha portato il bilancio in pareggio e si sta rilanciando nell’occupazione e nell’innovazione.
Con Meloni cifre destinate al settore agricolo e agro-industriale mai viste prima
Ora andrò, prima della nostra festa del governo a Bari, al porto di Ancona che si sta potenziando anche grazie ai fondi del dicastero dell’Agricoltura, per garantire ai nostri straordinari prodotti di arrivare dappertutto con costi più contenuti e con maggiore velocità».
Ovviamente il ministro, capo delegazione di FdI al governo, ha precisato che «Si può sempre fare di più e noi cercheremo di concentrarci su tutti gli ambiti e di migliorare sempre. Ma oltre 43mila aziende hanno beneficiato degli investimenti straordinari nel settore agricolo e agro-industriale, che il governo Meloni ha portato a oltre 17 miliardi in 3 anni. Cifra mai raggiunta in nessun altra stagione di governo della storia repubblicana».
Longevità e produttività: il binomio che fa la differenza
Oltre alla capacità di battere il record di durata, quello che per Lollobrigida ha fatto la differenza in questi anni è stata loperatività del governo di cui fa parte e che Meloni guida: longevità e produttività sono due aspetti che «nel nostro caso coincidono. Avere il tempo di lavorare la terra, piantare, curare le piante e raccogliere crea una possibilità di crescita strutturale e rafforza l’economia nel presente e per il futuro. I governicchi sono costretti nel breve periodo a lavorare soltanto per raccogliere consenso immediato: tramite bonus, marchette e reddito di cittadinanza. Quando lei dice che longevità e produttività non coincidono, forse parla in astratto, ma nel nostro caso concreto così non è. E poi un governo stabile è più credibile per gli investitori e il dato sullo spread lo dimostra. Siano partiti a 220 e siamo oggi a meno di 80».
Energia e azione di governo
Sul caro prezzi dell’energia, determinato dal complesso quadro internazionale, ha ricordato che ne settore agricolo «con un investimento di 3 miliardi, abbiamo triplicato la produzione di energia solare, senza togliere un metro quadrato di terra all’agricoltura.
Garantendo alle imprese agricole (dato Gse) un risparmio del 30 per cento della loro spesa energetica. Purtroppo essersi affidati a catene di approvvigionamento che apparivano convenienti ma erano instabili, per esempio la Russia, è stato un errore gravissimo. Al quale però stiamo ponendo riparo, e anche in questo il lavoro della presidente Meloni con i Paesi fornitori di idrocarburi è stato fondamentale».
Oltre alla destra-centro il nulla
Infine una battuta sul quadro politico nazionale. Alla domanda del giornalista Mario Ajello che gli ha chiesto se sulla durata del governo ha inciso il deficit delle opposzioni ha risposto: «Un’opposizione che dice soltanto che è tutto sbagliato, senza proporre altro, aiuta probabilmente i cittadini a comprendere che se la destra-centro non è perfetta, dall’altra parte c’è il nulla».