L "trappola" dem non funziona
Legge elettorale, bocciato l’emendamento del Pd sulle preferenze. Malan: “Noi manteniamo la parola, fedeli agli accordi di maggioranza”
Non va a segno la “trappola” del Pd. L’Aula del Senato con 68 voti favorevoli e 99 voti contrari, ha bocciato il sub-emendamento a prima firma Dario Parrini del Pd che mirava a eliminare i capolista bloccati e inserire le preferenze. Sul testo il governo si era rimesso all’Aula. “E’ abbastanza chiaro il tentativo dell’opposizione di spaccare il centrodestra ma noi tra un emendamento del Pd che strumentalmente propone le preferenze e mantenere gli accordi all’interno della maggioranza noi non abbiamo dubbi. Manteniamo la parola e votiamo contro questo emendamento”. Cosi, commenta a caldo il capogruppo Fdi al Senato Lucio Malan.
Bocciato l’emendamento Pd sulle preferenze
I senatori del centrodestra hanno votato in modo compatto a favore dell’emendamento 1.6 a firma Lisei (FdI) sulle preferenze con capilista bloccati, già approvato in commissione Affari costituzionali. E hanno votato ‘no’ alla proposta di modifica 1.6/1, presentata dalle opposizioni, che sopprime il capolista bloccato e inserisce due voti di preferenza. Fratelli d’Italia ha sempre votato a favore delle preferenze, ha ricordato Malan. E ha sottolineato che il suo partito l’ha fatto anche alla Camera sullo stesso testo delle legge elettorale, in esame oggi al Senato. Quindi ha rimarcato:
Malan: “Noi fedeli agli accordi di maggioranza”
“Il Pd ha votato per leggi che non comprendevano le preferenze tranne nel caso dell’Italicum, promosso dal governo Renzi, che comprendeva il capolista bloccato, pensa un po’. Però all’epoca andava bene, ora no, è una cosa inaccettabile. Dunque comprendiamo la strumentalità di questo emendamento”, ha incalzato ancora Malan rivolgendosi ai banchi del Pd. “Se aveste voluto approvare le preferenze ci sono state più occasioni alla Camera: in particolare, quando furono battute di un solo voto. E all’esito dei quel voto ricordiamo i festeggiamenti da parte dell’opposizione”. La parola e la coerenza hanno un senso per FdI: “Non si può festeggiare il no all’introduzione delle preferenze e poi proporle. E’ piuttosto chiaro che il tentativo è stato quello di spaccare la maggioranza”.
Tra votare tra le preferenze Pd e mantere gli accordi di maggioranza non abbiamo dubbi
“Quando governiamo prevale la capacità di sintesi, siamo una coalizione e questa è la saggezza politica. Voi state ancora litigando sulle primarie, le secondarie, il voto online, noi diamo prova di coesione”. Rivolto all’opposizione il senatore di FI, Maurizio Gasparri ne ha evidenziato tutti i dilemmi interni. E’ stato a dir poco lunare il dibattito che si è sviluppando nel Pd, che nel subemendamento presentato ( e bocciato) invitava FdI – ma guarda un po’- a essere “coerente” e votare la proposta dem che punta a introdurre preferenze ‘pure’ per tutti i candidati, senza capilista bloccati. Si trattava di una “trappola” bella e buona, un gioco parlamentare che aveva un regia: l’obiettivo di mettere FdI nelle condizioni di votare contro Forza Italia e Lega, contrari al momento criterio delle preferenze. Che si sia trattato di “una provocazione politica” è stato evidente.
Preferenze, battaglia storica di FdI. La “trappola” del Pd” non funziona
Le preferenze costituiscono una battagglia storica di FdI, mentre le leggi elettorali nate sotto l’egida del centrosinistra – Italicum e Stabilicum- non le hanno previste. Unendo i puntini si comprende tutta la contraddittorietà del Pd e della sua manovra della disperazione per impensierire la premier. Non ultima la circostanza che solo pochi mesi fa – metà luglio- i dem hanno votato contro la scelta dei nomi da mettere sulla scheda. Una strana “conversione”, fatta passare per incoerenza di FdI. Ma dai banchi dell’opposizione si leva un “Vergogna”. Se non è cabaret questo…Il governo ha dato parere favorevole all’emendamento di maggioranza a prima firma Lisei, che introduce nella legge elettorale approvata alla Camera il meccanismo dei capilista bloccati e la possibilità di esprimere fino a tre preferenze scegliendo con le crocette tre candidati in un elenco di sei.
Benigni: “Il centrodestra dimostra di essere ancora una volta unito”
“Il centrodestra ha dimostrato ancora una volta di essere unito”, ribadisce Stefano Benigni, vicesegretario nazionale di Forza Italia e sherpa sulla legge elettorale. “Anche in queste ore c’è chi ha provato a raccontare divisioni e sperare in fratture nella maggioranza. Puntualmente smentite dai fatti. La nostra è un’alleanza solida, fondata su valori e obiettivi comuni, che continua a lavorare per dare risposte agli italiani. La nuova legge elettorale va nella direzione giusta, perché rafforza la stabilità e la rappresentanza secondo un principio semplice e chiaro: chi vince governa, chi perde va all’opposizione. Basta con inciuci e accordi di palazzo ai quali la sinistra ci aveva abituati”.