Disoccupazione sotto media Ue
Lavoro, nuovo balzo dell’occupazione: 307mila posti in più in un anno. Oltre 1,1 milioni dall’arrivo del governo Meloni
Sono i dati sul lavoro e sulla disoccupazione il fiore all’occhiello del governo Meloni che può sorride insieme agli italiani di fronte ai nuovi dati rilevati dall’Istat: nel mese di luglio 2026 infatti la crescita del numero di occupati rispetto a luglio 2025 è pari all’1,3%, pari a 307mila unità in più, e interessa gli uomini, le donne, i 25-34enni e coloro che hanno almeno 50 anni. Dati talmente positivi rispetto all’andamento degli ultimi anni che per alcuni organi di stampa sembrano non fare nemmeno più notizia, quando invece per l’Italia rivestono una importanza rilevante sia nazionale che internazionale, se paragonati anche agli altri Stati Europei.
Tasso di occupazione ancora su anche su base annua
Secondo i numeri Istat il tasso di occupazione aumenta anche su base annua, con un incremento dello 0.8%. Parallelamente, diminuisce sia il numero di persone in cerca di lavoro (-0,9%, pari a -14mila unità) sia quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-2,5%, pari a -307mila unità). Su base mensile, invece, il numero degli occupati rimane stabile e si associa alla diminuzione dei disoccupati e degli inattivi. Il tasso di occupazione è invariato al 63,2%, ma è sintesi, spiega l’istituto, “dell’aumento tra gli uomini, i dipendenti permanenti, gli autonomi e i 35-49enni, e del calo tra le donne”.
Disoccupazione ancora giù: 5,8%
E come accade ormai da qualche anno diminuisce il tasso di disoccupazione che arriva al 5,8% a luglio: il calo delle persone in cerca di lavoro (-1,1%, pari a -17mila unità) coinvolge gli uomini e tutte le classi d’età ad eccezione dei 35-49enni, tra i quali, come per le donne, il numero di disoccupati è in crescita. Aumenta anche il tasso di disoccupazione giovanile che sale al 18,9% (+0,2 punti). La diminuzione degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,1%, pari a -17mila unità) riguarda soltanto gli uomini e i 35-49enni: nelle altre classi d’età il numero di inattivi è in crescita e tra le donne è sostanzialmente stabile. Il tasso di inattività rimane invariato al 32,8%.
L’Eurostat certifica: in Italia tasso di disoccupazione sotto la media europea
I dati dell’Istat sono confermati da Eurostat, che segnala l’Italia al di sotto della media europea per numero di disoccupati di circa ‘1%: il tasso di disoccupazione dell’area dell’euro infatti, resta invariato al 6,4% nel mese di luglio, stabile rispetto a giugno e in aumento dal 6,3% dello stesso mese del 2025. Il tasso di disoccupazione dell’Ue è stabile al 6,1% nel luglio 2026, come il mese precedente e in aumento dal 6% registrato nel luglio 2025. Lo stime Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea. In Italia al 5,8%, in valori assoluti 1, 490 milioni di disoccupati.
In valori assoluti a luglio ci sono 13,516 milioni di senza lavoro nell’Ue, dei quali 11,264 milioni nell’area euro. Rispetto a giugno la disoccupazione è diminuita di 41 mila unità nell’Ue, mentre è rimasta invariata nell’area dell’euro; su anno è aumentata di 296 mila unità nell’Ue e di 175 mila nell’area dell’euro.
Osnato (Fdi), ‘oltre 1,1 mln di occupati in più da insediamento governo Meloni’
“I dati diffusi oggi dall’Istat confermano una tendenza che ormai dura nel tempo. A luglio gli occupati sono 24 milioni e 370 mila, 307 mila in più rispetto a un anno fa. Quando il Governo Meloni si è insediato, nell’ottobre 2022, erano 23 milioni e 231 mila. Significa 1 milione e 139 mila occupati in più. Ed è significativo che nello stesso periodo siano cresciuti soprattutto i rapporti di lavoro stabili, con oltre 1,3 milioni di dipendenti a tempo indeterminato in più e una diminuzione dei contratti a termine”. Lo dichiara Marco Osnato, presidente della Commissione Finanze della Camera e responsabile economico di Fratelli d’Italia. “Questi risultati non arrivano per caso. Abbiamo smesso di incentivare l’assistenza passiva con strumenti come il Reddito di cittadinanza e bonus a pioggia e abbiamo scelto di premiare il lavoro stabile, soprattutto per giovani, donne e Mezzogiorno, con incentivi alle assunzioni, percorsi di formazione e reinserimento, il taglio del cuneo e la riforma dell’Irpef. È questa la direzione che vogliamo consolidare, perché più lavoro stabile significa più autonomia, più reddito e più sicurezza per le famiglie. E il fatto che questi numeri arrivino mentre export e Piazza Affari sono ai massimi storici rafforza ulteriormente il quadro positivo dell’economia italiana”, conclude il deputato di FdI.