Difendere gli studenti
Ddl Valditara sotto attacco della sinistra: i genitori siano vigili contro la minaccia burocratica e “woke”
Due giunte di sinistra, quella di Roma e quella di Genova, hanno annunciato di voler andare avanti con progetti sessuo-affettivi. Per questo motivo bisogna rimanere vigili sui programmi didattici, affinché la legge non venga auto-affossata
Con il primo suono della campanella ormai prossimo, la sinistra si prepara ad alzare gli scudi contro il ddl Valditara. Assai dibattuto nei mesi scorsi, il provvedimento offre ai genitori la possibilità di scegliere se far partecipare i figli, studenti di medie e superiori, ad attività extracurriculari o didattiche legate all’educazione sessuo-affettiva. Le quali vengono invece vietate nelle scuole elementari e dell’infanzia. Il tema è centrale, poiché concerne aspetti antropologici che, in quanto tali, sono preminenti rispetto alla contesa politica. Inoltre, il provvedimento tutela dalla minaccia burocratica e wokista le prerogative della famiglia quale nucleo fondante della società.
Quando “la Costituzione più bella” non piace più alla sinistra
Non siamo di fronte a una norma confessionale, essa non serve a compiacere genitori “oscurantisti o fondamentalisti” – per citare una discutibile definizione usata dall’onorevole Elisabetta Piccolotti – bensì ottempera a un dettato costituzionale: l’articolo 30, infatti, stabilisce che è “dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli”. Il rispetto della Costituzione dovrebbe trovare consenso unanime, tuttavia è proprio la sinistra, che da sempre si assurge a custode esclusiva della Carta, a cadere nell’ennesima contraddizione. Proprio i presunti fautori della libera scelta vorrebbero sottrarre a genitori d’ogni estrazione e orientamento la facoltà di decidere sull’educazione da impartire ai figli su temi sensibili, legati alla sfera intima. È una costante: quando “la Costituzione più bella del mondo” collide con l’agenda politica turbo-progressista diventa improvvisamente – anche se non lo si ammetterà mai – un inutile orpello.
Vogliono boicottare il ddl Valditara?
Non deve stupire allora, ma metterci in guardia, la raffica contro il ddl Valditara intensificatasi nelle ultime settimane. Due giunte di sinistra, quella di Roma e quella di Genova, hanno annunciato di voler andare avanti con progetti sessuo-affettivi. La domanda è lecita: le amministrazioni guidate da Roberto Gualtieri e da Silvia Salis si faranno beffa o aggireranno una legge dello Stato? Sta allora ai genitori vigilare affinché un loro diritto-dovere non venga calpestato. Essi tengano gli occhi ben aperti. Del resto il giorno di Ferragosto sul Domani è uscito un articolo a firma Nicola Lacetera, docente universitario, che invita al “sano boicottaggio” e alla “disobbedienza civile” rispetto al ddl Valditara. Proprio così: “disobbedienza civile”. Per attuarla egli auspica che sia messo a frutto “il proverbiale genio italico, una volta”, scrive, “che si può usare per una buona causa e non per gabbare il prossimo”. Come se la nostra creatività si riducesse a una faccenda da piccoli truffatori e non rappresenti invece un patrimonio. Soprassedendo su questo pur non superfluo dettaglio, Lacetera propone alle scuole il seguente consiglio: “si potrebbe, ad esempio, inviare l’informativa sui corsi di educazione sessuo-affettiva insieme ad altri documenti da firmare (per fotografie, visite, attività extracurriculari), sfruttando l’inerzia dei genitori”.
Madri e padri siano protagonisti
Ecco, è questo il punto: essi sperano che la legge venga auto-affossata da genitori distratti o approssimativi, pronti a firmare qualsivoglia documento proveniente dalla scuola dei figli. Sta allora alle madri e ai padri non farsi “gabbare” (cit.). A loro spetta il compito di informarsi, chiedere, approfondire, mai accontentarsi di generici ragguagli. Anche perché, come insegna il cosiddetto “paradosso nordico”, non v’è alcun nesso tra educazione sessuo-affettiva nelle scuole e riduzione delle violenze sessuali. Siamo di fronte a una sfida decisiva, che non consente arretramenti. Madri e padri siano protagonisti.